Imu, Trise, Tasi, Tari e ora, infine, ecco il Tuc: nella selva di nomi per le imposte sulla casa, certamente la fantasia non manca. Ma come può orientarsi il contribuente che cerca di capire quali tasse verrà chiamato a pagare? Al momento, l’unico punto fermo è che la legge di stabilità 2014 conterrà tutte le risposte: ora al Senato, si attende la versione aggiornata in Aula nei prossimi giorni.

Partiamo dall’Imu, allora, l’unica di quelle sigle che tanto spaventano inquilini e soprattutto proprietari, ad essere ufficialmente in vigore. Abolita definitivamente la prima rata di giugno, il governo sta cercando di mantenere l’impegno per il saldo della seconda rata ed evitare che ricada sulle spalle dei cittadini, i quali si ritenevano esentati dopo le promesse di fine estate per rimodellare la fiscalità sulla casa ed eliminare il balzello vigente, come chiesto a gran voce dall’ala di maggioranza del Pdl.

Ora, dopo l’allarme lanciato dal ministro Saccomanni, il premier Letta ha assicurato che nella finanziaria si troverà il modo di coprire il gettito mancante dalla seconda rata Imu. Tra le ipotesi più accreditate, l’aumento del bollo sui conti deposito titoli, passato dall’1,5 al 2 per mille, che dovrebbe finanziare se non tutto, buona parte del vuoto di entrate della rata Imu.


Questo per il presente. Ma il prossimo futuro, per la casa degli italiani, si annuncia denso di novità, per la verità assai poco gradite. Sempre all’interno della legge di stabilità 2014, trovano spazio, al momento, Trise, Tari e Tasi, queste ultime due, le due sfere di cui si compone il nuovo Tributo sui servizi. Se, in una prima fase, si ragionava su come correggere la Tasi, introducendo anche le detrazioni Imu, in modo da ridurre gli esborsi ed esentare quegli edifici oggi salvi dalla tassazione immobiliare, ora si vocifera già di un cambio di pagina radicale. Non più le due sfere sui rifiuti (Tari) e sui servizi indivisibili (Tasi), ma una nuova versione dell’imposta municipale propria, che il suo alfiere principale Renato Brunetta ha già ribattezzato Tributo unico comunale, abbreviato in Tuc.

L’emendamento, presentato dal senatore Pdl Antonio d’Alì, abroga gli articoli dal 19 al 23 del testo della legge di stabilità, e sancisce l’ennesimo regime transitorio per la tassazione, “in attesa del riordino complessivo dell’imposizione immobiliare, a decorrere dall’anno 2014, l’imposta municipale propria è sostituita dal Tributo unico comunale”. Finalità del Tuc sarebbe quella di soppiantare l’Irpef e le addizionali collegate su redditi fondiari, rivedendo le rendite catastali di 10 punti in meno nel 2014 e nel 2015, tramite l’applicazione dell’aliquota al 10,6 per mille su immobili e servizi indivisibili.

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6 COMMENTI

  1. Ma forse forse, tra leggi sbagliate e imposte crackers, non é meglio tornare alla monarchia? Almeno mangia una sola caxxo di famiglia.

  2. il mio commento in poche parole :

    per risolvere i molti problemi di coperture per imu e tutte le altre tasse
    basterebbe che il governo incassasse i 98 miliardi delle slot machine invece di
    solo la ridicola somma di 500 milioni . oltre a cancellare in una sola volta una piccola parte di privilegi della nostra casta

  3. Sono un cittadino che non c’è la fà più di questa politica,questi politici non fanno che aumentare le tasse sulla gente,qui non si arriva alla fine del mese e questi politici che
    guadagnano un mare di soldi non si sono tolti neanche un centessimo del loro ricco stipendio,io credo che prima ho poi questi politici faranno la fine dell’ex presidente
    della Romania Ceaucescu,il popolo non ne poteva più,e penso che in Italia possa accadere una cosa del genere,bisogna mandare via tutta questa classe politica,di questi
    ursupatori di un potere che nessuno gli hà dato,e che nessuno li hà votati.Grillo ha ragione
    a non allearsi con questi,per questi politici sicuramente non ci sarà futuro.

  4. Il cambio delle sigle serve solo a far pagare di più gli ingenui contribuenti che si affidano alla speranza nella sincerità delle dichiarazioni politiche e partitocratiche. Solo un coordinamento nazionale di tutti i contribuenti a reddito medio e basso (decine di milioni) potrebbe finalmente porre la questione nei termini di forza numerica, senza i quali saremo sempre tartassati.

  5. D’accordo con renato brunetta no tasse sulla prima casa,i soldi per la copertura da prendere annullando l’evasione fiscale esempio in italia ci sono 1300 km di coste , quanti gestori di lido rilasciano ricevute fiscali,quanto vado a pagare a fine stagione intascano e arrivederci al prossimo anno.Perchè non costringerli ad emettere scontrino giornaliero anche se si paga a fine mese. Per i recidivi ritirare la licenza come si fa con la patente di guida.

  6. salve vorrei fare un commento da cittadino purtroppo leso dai problemi economici
    dell’italia:
    IMU SI, IMU NO, TARES SI , TARES NO, TRESI,SI TRESI NO.
    RISCRESCITA SI , RICRESCITA NO.
    RIPRESA SI , RIPRESA NO, MIGLIORAMENTI PIL, SI MIGLIORAMENTI NO.
    SPRED SI, SPRED NO.
    ATTUALMENTE LA NOSTRA ATTIVITA’ POLITICA COSI STA ‘ANDANDO AVANTI,
    PRECEDUTA DA VECCHIO SISTEMA POLITICO CHE ANDAVANO AVANTI CON
    LITIGI E SCENEGGIATE. ORA IL TEMPO E’ SCADUTO I CITTADINI SOFFRONO,
    NON VIVONO,HANNO PERSO TUTTO QUELLO ACCUMULATO DA ANNI DI LAVORO,
    PER COLPA DI TUTTO QUESTA NEGATIVA POLITICA.
    E’ L’ORA DI FARLA FINITA E DI FAR PAGARE PRINCIPALMENTE AI RESPONSABILI
    CHE DI CERTO NON SIAMO STATI NOI CITTADINI A PORTARE CRISI
    ECONOMICA E POLITICA.
    SAREBBE ORA CHE I POLITICI SE NON SANNO COME FARE PER RIDARE INDIETRO
    TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO PERSO SI DIMETTESSERO
    E DI ANDARE PURE L’ORO A LAVORARE, COME TUTTI I VERI UOMINI,
    ASSAGGIANDO LA CRISI , LA MANCANZA DI STIPENDI, E GLI SFORZI CHE SI
    FANNO PER POTER PORTARE AVANTI UNA FAMIGLIA DIGNITOSAMENTE.
    INVECE FA COMODO FAR SOFFRIRE , GLI ALTRI E FARE LA BELLA VITA
    RACCONTANTO BALLE ALLA GENTE CHE E’ STUFA DI SENTIRE TUTTI QUESTI SCANDALI COMUNALI, MANAGERIALI,POLITICI,REGIONALI,MINISTERIALI.
    LE CLASSI E GLI ORGANI COMPETENTI SI RIMBOCCASSERO LE MANICHE
    PER COSTRUIRE UN ITALIA DEGNA NON UN ITALIA INDEGNA.
    CONCLUDENDO RIVOLGO UN APPELLO AI SUDDETTI RESPONSABILI:
    GLI ITALIANI DAL NORD AL SUD SONO STANCHI.!!!!!!!!

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