La Camera dei deputati ha approvato il decreto 104 sulla pubblica istruzione, nominato “Misure per l’istruzione, l’università e la ricerca”. L’ok di Montecitorio è arrivato al termine di una seduta concitata, con l’esame e lo scrutinio di una valanga di emendamenti che hanno messo in pericolo l’approvazione del testo.

In aggiunta, mentre in aula le fazioni politiche polemizzavano sugli emendamenti, fuori da Montecitorio si sono registrati attimi di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Hanno cercato di riportare la calma alcuni esponenti di Sel e del MoVimento 5 stelle ma con scarsi risultati.

I lavori della Camera sono comunque andati avanti. Il provvedimento, infatti, si avvicina alla scadenza naturale dall’entrata in vigore e necessita ancora dell’ok definitivo del Senato per essere convertito in legge: dunque, così come avvenuto per il decreto 101 della pubblica amministrazione, tutto lascia presagire che sarà un altro tour de force in Parlamento per arrivare alla luce verde definitiva al decreto entro i tempi prefissati.


Il testo che ha ricevuto il placet della Camera presenta molteplici interventi, per un totale di 400 milioni, per l’assunzione di insegnanti, per l’ingresso in ruolo dei dirigenti, fino alla ripartizione dei fondi per la ricerca e il divieto di fumo nelle aree adiacenti gli edifici scolastici, una delle bandiere sventolate orgogliosamente dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Ora, dunque, restano pochi giorni per vedere tramutato il decreto 104 in legge dello Stato. Di seguito, il testo così come uscito dalle Commissioni della Camera.

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