Con le norme contenute nella legge di stabilità 2014, le tasse sulla casa sono destinate ad aumentare esponenzialmente. La conferma è arrivata nelle ultime ore: il gettito 2014 sarà più elevato.

Questa è la novità assoluta riguardo il comparto immobiliare, che ha segnato la vita dell’esecutivo di Enrico Letta fino a ora, tra rinvii, abolizioni, esenzioni e nuove imposte.

Nei giorni caldi in cui si abolisce l’Imu e, insieme, si avvicina l’alba delle nuove tasse sulla casa, emergono i primi studi comparativi sulla tassazione come l’abbiamo conosciuta fino a ora e come apparirà, a partire dal prossimo gennaio, quando entrerà in vigore ufficialmente il Trise con tutte le sue componenti.


Ricapitolando, Imu e Tares verranno sostituite dal Trise, tributo sui servizi, che si comporrà di due sfere: la Tari, tariffa sui rifiuti, e la Tasi, tassa sui servizi indivisibili. entrambe, dovranno essere versate al Comune in cui si trova l’immobile sottoposto a tassazione: mentre la prima sarà calcolata in base ai volumi di rifiuti effettivamente prodotti, la seconda verrà stimata partendo dalla rendita catastale che aveva già costituito il piano di calcolo dell’Imu.

Così, all’indomani della presentazione della legge di stabilità, si sono affannate le analisi sulle novità in termini di imposte, mettendo sul piatto le risorse che saranno chieste ai contribuenti e alle categorie di edifici sottoposte a tassazione.

Tanto per cominciare, si è reso evidente fin da subito che anche le prime case sarebbero tornate a dover versare al propria parte, così come gli inquilini, prima risparmiati dall’effetto Imu che colpiva solo i proprietari.

Quindi, studiosi ed economisti si sono buttati a capofitto per studiare le nuove imposte e cercare di prevedere l’impatto che potranno avere a breve scadenza: la prima rata della Tari, infatti, andrà versata già il prossimo 16 gennaio e con cadenza trimestrale.

Dunque, secondo quanto scrivono gli economisti de lavoce.info“Il 29,4 per cento delle famiglie beneficia di una riduzione di prelievo di 10 euro in media, mentre il 70,6 per cento paga imposte in più per 69 euro in media”.

Questo, a parere degli autori dell’approfondimento, produrrà un gettito complessivo di un miliardo in più rispetto al 2013, per effetto del rientro delle prime case nell’imponibile, da cui prima erano naturalmente escluse.

A incrementare il “bottino” del Trise, poi, c’è anche il mancato riferimento alle detrazioni Imu, che, trovandosi escluse dal nuovo tributo, richiameranno ai versamenti cinque milioni di edifici fino a oggi esclusi dal computo per effetto dei bonus.

Ad avere la peggio, secondo lo studio, saranno innanzitutto le seconde case, che, tra l’altro, si vedranno sottoposte al rientro dell’Irpef fondiaria, quindi le imprese. Punto interrogativo sul peso delle nuove imposte, poi, saranno ovviamente le singole aliquote che i Comuni decideranno di adottare.

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