La legge di stabilità arriva all’atto decisivo: oggi il governo presenterà il testo della legge di bilancio per il prossimo triennio in Consiglio dei ministri. Restano ancora alcuni nodi da sciogliere, ma come d’abitudine ci si attende per il pomeriggio che il testo definitivo presentato venga, ogni probabilità approvato nella riunione in programma.

Nelle ultime ore, sono andati in scena incontri frenetici tra i ministri per limare il testo che, al solito, presenta non pochi elementi di criticità, trattandosi della legge di bilancio a regolare spese ed investimenti della macchina statale per i prossimi tre anni.

Molteplici gli ambii coinvolti nella legge, che inizia oggi il suo iter fino all’approvazione parlamentare e c’è da attendersi che tra Camera e Senato non saranno di poco conto le modifiche che saranno introdotte tra aule e commissioni.


Ecco i punti principali della legge di stabilità 2014-2017:

Lavoro. Il governo sta predisponendo un piano di 5 miliardi per ridurre il cuneo fiscale. Secondo le voci più consistenti, dovrebeb arrivare una tantum un bonus di 200-250 euro in busta paga per i lavoratori nel prossimo mese di maggio, mentre le aziende che potranno usufruire dell’incentivo saranno quelle che assumeranno nel prossimo periodo nuove forze nei propri organici.

Fisco. Molto importante, come ogni anno, il capitolo fiscale della legge finanziaria in via di approvazione. Quest’anno, dopo le tribolazioni del 2012, il governo ha varato alcune riforme importanti, da una parte eliminando un balzello generalizzato come l’imu e, dall’altra, rinviando, ma poi consentendo, l’aumento dell’aliquota Iva al 22%. Ora, sembra che, da una parte, in sostituzione dell’imposta sugli immobili verrà introdotta la nuova Service tax, che dovrà essere ripartita tra inquilini e proprietari degli immobili per non ingenerare rincari eccessivi a chi già era esentato in origine. Dall’altra parte, non è previsto alcun decreto correttivo per l’aumento del’Iva, ma nella legge di stabilità potrebbe trovare spazio la nuova aliquota, compresa tra il 4 e il 10%, dove dovrebbero convogliare beni ora sottoposti a entrambe le fasce già esistenti.

Pensioni e welfare. Una delle ultime novità trapelate dalla stesura della legge è quella dell’arrivo di un sussidio per gli ex lavoratori ancora sprovvisti dei requisiti minimi per la pensione, che si trovino senza impiego con 35 anni di contributi e non meno 62 di età. L’assegno dovrà coprire il tratto che separa il contribuente dalla pensione e andrà restituito all’Inps una volta che il diretto interessato sarà a tutti gli effetti sotto l’ombrello della previdenza. Allo studio del ministero del Lavoro anche l’introduzione di un reddito minimo per chi non riesce a trovare lavoro.

Enti locali. Al via una nuova fase di dismissioni,in scia alla manovrina approvata settimana scorsa, che dovrebbero coprire uno spettro di circa 2 miliardi della manovra di fine anno. Gli immobili individuati passerebbero dal demanio alla Cassa depositi e prestiti. Naturalmente, il grosso della legge verrà sostenuto tramite una nuova spending review agli enti statali, di cui immediati 4 o 5 di tagli a sostegno proprio della flessione prevista delle tasse sul lavoro.

Sanità. Lotta aperta sul comparto sanitario, con il ministro Lorenzin che avrebbe polemizzato sicuramente per i tagli in programma di 1,5 miliardi di euro. Anche le Regioni sono in stato di allerta, e il premier Enrico Letta ha invitato tutti alla calma, aspettando il testo definitivo per le eventuali critiche o proposte di modifica. Ieri anche il ministro dell’Economia Saccomanni ha mostrato fiducia, promettendo che sulle misure di riduzione al comparto sanitario si sarebbe trovata sicuramente una soluzione.

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