L’aumento dell’Iva dal 21 al 22% è stato frutto della crisi di Governo, il vuoto di potere generatosi proprio il week end prima del 1° ottobre, la fatidica data in cui sarebbe entrato in vigore l’incremento dell’aliquota, ha fatto si che il provvedimento più temuto divenisse legge. Ora che però la crisi pare ridimensionata e che l’Esecutivo Letta ha incassato la fiducia per proseguire il proprio mandato di governo ci ritroviamo con una ingombrante aliquota del 22% su un ventaglio di beni talmente ampio da poter paralizzare i consumi.

E’ stato lo stesso ministro dell’Economia Saccomanni a fugare ogni dubbio sulla possibilità di un ritorno dell’aliquota Iva al 21%; “è già legge; è il decreto del 2011 che portava l’Iva a questo livello. Non c’è niente da fare”. Un riferimento al provvedimento Berlusconi-Tremonti dell’estate di tre anni fa che stabiliva un incremento dell’Iva nel caso in cui non fossero stati messi in atto i tagli al welfare e alle agevolazioni fiscali. Provvedimento che, successivamente, fu confermato dal Governo Monti a cui faceva comodo visto il recupero di liquidità che metteva in atto.

Dunque i cittadini, i consumatori, dovranno mettersi definitivamente il cuore in pace, l’ultima occasione buona per eliminare l’attuale aliquota maggiorata era venerdì scorso, quando c’è stato il consiglio dei ministri che, nemmeno a dirlo, aveva rinviato la questione. Dal punto di vista dei conti pubblici viene eliminata una “mina” dal valore di un miliardo per quest’anno e viene allontanato anche il pericolo di dover ricorrere a coperture peggiori del male come l’aumento della benzina e l’aumento degli acconti fiscali di fine anno.


Rimangono le promesse delle organizzazioni dei commercianti e degli artigiani che, con ogni probabilità, considerata la flessione dei consumi, non potranno scaricare totalmente l’Iva sui prezzi e dovranno ridurre i margini. L’operazione è possibile a colossi come l’Ikea, che ha già avvisato che non darà vita ad un adeguamento dei prezzi al rialzo, però la piccola distribuzione non è nella stessa posizione di poter garantire una cosa del genere.

Sull’incidenza che l’incremento dell’aliquota avrà i toni degli specialisti sono piuttosto cauti ” avrà qualche effetto, ma non dirompente” ha spiegato l’economista Gross Pietro. Lo stesso Saccomanni in una intervista rilasciata domenica al Sole 24 ore aveva invitato ” a non enfatizzare un impatto che poi è molto limitato”.

Se è vero che i rincari previsti sulle famiglie sono una media di 200 euro, e dunque la stima è in linea con le parole dei tecnici, è però pur vero che resta folto, eterogeneo e nutrito lo schieramento di quanti non voglio l’aumento dell’Iva, a partire dalla Cgia di Mestre che ha chiesto ieri “adesso il governo abbassi l’Iva“. Si unisce, seppure con toni più sommessi, il Pdl per bocca del suo segretario  Micaela Biancofiore; “subito un decreto”.

Letta , tuttavia, nel suo discorso al Senato, non ha affrontato il tema, limitandosi a ripetere che ci sarà solo una “revisione completa delle aliquote” con l’obiettivo , ipotizzabile, di stemperare l’incidenza per l’anno prossimo. Torna di grande attualità la disputa in merito ai conti pubblici; val termine del 15 ottobre, indicato per il varo della legge di Stabilità, si arriverà , come ha detto Lettacon il fiatone per il tempo perso” e l’argomento principale sarà il cuneo fiscale.

Il programma è lo stesso anche per la manovrina che è stata rinviata la scorsa settimana, almeno per quanto riguarda il rientro al 3% del deficit, mentre per la seconda rata Imu la vicenda potrebbe riaprirsi; si “conferma la rotta” ha dichiarato Letta. Dovrebbe, invece, partire senza problemi la spending review e sarà condotta, come ha detto lo stesso premier, da Carlo Cottarelli dell’Fmi.


1 COOMENTO

  1. Se la “Casta” aveva bisogno di drenare altri soldi dai cittadini lavoratori (sempre meno) per poter mantenere i loro privilegi e le loro tro.., non cera mica bisogno di mettere in scena tutta questa sceneggiata.
    Quello che piange, quello che ride, quello che cade, quello che si rialza, ma che cavolo..
    E alla fine… tutti gli italiani tirano un sospiro di sollievo perche il governo non è caduto?
    Proprio a questo serviva tutta la messa in scena, ad aumentarci l’iva e, alla fine, siamo quasi contenti!!
    Una cosa da più fastidio del fatto che ci tolgano i soldi di tasca per mantenere i loro privilegi, che lo facciano pendendoci anche per il Cu..
    Se ci avessero detto: “..scusate ma vi dobbiamo levare altri soldi perchè i privilegi costano” forse ci sarebbe stata una rivolta popolare. Ma farla passare per il minore dei mali è stata una genialata.
    Mi ricorda quel caporale che al fronte non sapeva come dire al soldato che aveva perso la madre, ed allora gli dice che tutta la sua famiglia, padre, madre, fratelli, moglie e figli erano tutti morti. E solo quando lo ha visto distrutto dal dolore lo ha consolato dicendogli: ” …ma no dai stavo scherzando è morta solo tua madre”.
    Questo ci fanno e noi ci sentiamo quasi sollevati.

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