Oggi riparte la riforma della giustizia e lo fa ridisegnando la geografia giudiziaria del nostro Paese; infatti sono previste, in giornata, la chiusura di 30 tribunali (ed altrettante procure), insieme a 220 sezioni distaccate e 667 uffici dei giudici di pace. In realtà non è tutto perché, alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto legislativo 155/2012, c’è stata un’altra sorpresa, non del tutto piacevole; oltre ai tribunali traslocheranno anche i presidi di polizia giudiziaria delle sedi cancellate, e per questa decisione non riceveranno nessun indennizzo per il trasferimento.

La suddetta novità è inserita nella circolare del ministero dell’Interno, diffusa ieri agli uffici interessati e firmata da Raffaele Aiello, direttore centrale per le risorse umane presso il dipartimento della pubblica sicurezza. Si prevede, infatti, si legge nel documento, che coloro che sono attualmente in servizio nelle sezioni di polizia giudiziaria delle procure della Repubblica presso gli uffici giudiziari soppressi vengano “di diritto assegnati o applicati alle sezioni di polizia giudiziaria delle procure della Repubblica presso i tribunali cui sono trasferite le funzioni degli uffici soppressi”.

La riforma della giustizia in questione, come ha ricordato il Guardasigilli Anna Maria  Cancellieri, determinerà la cancellazione del 47% delle strutture  in tutta Italia, generando così risparmi calcolati in 80 milioni di euro all’anno e lo spostamento di 7 mila 300 dipendenti e 2 mila 700 magistrati. Dunque sembra davvero giunta al suo compimento la riforma, seppur dopo aver affrontato molteplici deroghe ed autorizzazioni fatte a tribunali ed uffici per proseguire la loro attività per poter smaltire gli arretrati.


Un riforma, tuttavia, che non è priva di una fitta coda polemica fatta di ricorsi e contestazioni; infatti nelle ultime ore, nonostante il ministro abbia detto espressamente come il processo di ridefinizione della geografia giudiziaria sia irreversibile, il comune di Albenga si è rivolto al Tar della Liguria invocando l’illegittimità costituzionale dell’eliminazione della sezione, mentre proseguono i colloqui concessi dal dirigente dell’amministrazione giudiziaria Luigi Birritteri ad avvocati ed amministratori locali nella sede del dicastero di via Arenula. 

Questa mattina, fra l’altro, a Roma presso la sede del Consiglio nazionale forense, si terrà un incontro straordinario degli organismi dell’avvocatura per stabilire nuove iniziative di contrasto alla revisione della geografia giudiziaria.


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