Niente da fare per Federico Pizzarotti: il sindaco di Parma, primo del MoVimento 5 Stelle in Italia ad aver guadagnato la fascia tricolore di un centro importante, si è dovuto arrendere alle disposizioni del Tar. L’inceneritore parmense, al centro delle dispute politiche degli ultimi anni, è infine stato acceso ieri mattina.

Il Tribunale amministrativo regionale ha dunque messo la parola fine a un lungo braccio di ferro tra istituzioni e amministrazioni, proseguito anche in sede giudiziaria.

“Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, ho fatto quello nelle mie possibilità in qualità di sindaco. Ora guardiamo avanti”. Così il sindaco Pizzarotti, in una lettera che ha inviato ai propri cittadini per spiegare la sua posizione a seguito dell’accensione dell’inceneritore.


Nella sua difesa, il primo cittadino spiega che gli elettori non devono compiere il facile errore di mettere sullo stesso piano chi ha realizzato il camino e chi, invece, avrebbe cercato in tutti i modi di bloccarne l’accensione“Informate su chi lo ha voluto, su chi ha scelto di spendere più di 200 milioni per la sua realizzazione; su chi lo porterà ad essere mirino dei rifiuti delle altre Province emiliane; su chi ieri si sfregava le mani per la sua costruzione e oggi lo rinnega. E poi su chi lo ha contrastato e chi ha provato a fermarlo, con le armi della legge e col pensiero rivolto al nostro futuro”.

Insomma, il sindaco consegna ai cittadini la sua resa definitiva, dopo mesi in cui l’inceneritore della discordia è stato avviato e poi fermato a più riprese. Ora, però, con la sentenza del Tar, emanata lo scorso 3 agosto, la società costruttrice Iren ha avuto definitivamente la meglio sull’amministrazione a 5 Stelle della città emiliana.

L’inceneritore si trova ad Uguzzolo, non molto distante dallo stabilimento della Barilla, a Pedrignano e, dopo essere stato rimesso in funzione, attende la mesa a regime per l’intera portata di rifiuti che si troverà a bruciare con regolarità.

Le operazioni di riattivazione non hanno incontrato manifestazioni o sit in della popolazione, anche se, per tutta la giornata, pattuglie delle forze dell’ordine hanno tenuto d’occhio l’area dell’inceneritore.


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