E’ una delle più inattese – e interessanti – novità contenuta nelle pieghe del decreto del fare, il maxi provvedimento presentato dal governo nello scorso mese di giugno e approvato, in terza lettura, alla Camera nelle ultime battute prima della pausa estiva, a ridosso, cioè, della scadenza dell’intervallo per la conversione. Oggi, dovrebbe finalmente arrivare in Gazzetta ufficiale e, tra le misure che saranno in vigore da domani, figura anche la novità degli sconti alle multe.

Un testo corposo, si diceva, quello del decreto del fare, dove hanno trovato spazio materie disparate, dall’edilizia, alla pubblica amministrazione, dalla mediazione civile – un rientro shock che ha causato più di qualche frizione tra avvocati e Ministero della Giustizia – finanche al Codice della Strada.

E proprio al Senato, tra le centinaia di emendamenti presentati al maxi decreto, è stata approvata, con l’appoggio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, una modifica al dettato che prevede sconti a chi paga le multe per infrazioni stradali entro cinque giorni.


Una proposta che ha trovato ampio consenso in Parlamento, al punto che la riduzione inizialmente prevista del 20% dell’entità della contravvenzione, è stata innalzata immediatamente al 3o%.

Si tratta, nella fattispecie, del comma 5-bis dell’articolo 20 nel testo finale del decreto del Fare, che, insomma, in tempo di ristrettezze economiche, rende le già odiate multe in un boccone meno salato, ma non per tutti. E qui è il caso di prestare massima attenzione.

Innanzitutto, come si diceva, per usufruire del bonus nel pagamento servirà saldare il dovuto entro il limite massimo di cinque giorni. Poi, come sottolinea l’Asaps nel suo approfondimento, non tutte le infrazioni verranno comprese in quelle passibili di sconto, anche se pagate in tutta fretta.

A essere perentoriamente escluse dal novero di contravvenzioni dalla possibile riduzione, figurano, non troppo a sorpresa, tutte quelle condotte che comportano la sospensione della patente o la confisca del veicolo.

C’è, poi, il grande enigma dei preavvisi lasciati sotto i tergicristalli, che avvisano il titolare del veicolo dell’infrazione, ma senza il rilascio del verbale, che viene recapitato successivamente a domicilio. A questo proposito, è sorta una piccola disputa a seguito dell’ok al decreto, che, allo stato attuale, pare allargare anche a questi casi particolari – ma tutt’altro che rari – la possibilità di pagare il 30% in meno. Tutto ciò, beninteso, solo a partire dal giorno della notificazione, ossia dell’avvenuto recapito dell’accertamento.

Discorso simile per le multe a seguito di trasgressioni rilevate da autovelox o tutor: in tal caso, si parte dalla data di avvenuta consegna del verbale alla residenza del responsabile. Arriviamo, poi, alla questione ricorsi: una volta con il risparmio del 30%, non sarà più possibile avanzare contestazione della multa, né al giudice di pace né, tantomeno, al prefetto.

Una novità curiosa che riguarda la nuova disposizione sugli sconti alle multe è quella di poter pagare “seduta stante” al posto di blocco che ha accertato la violazione: una scelta consentita solo se la pattuglia in questione sarà dotata di adeguato terminale Pos, proprio come gli esercizi commerciali o gli ambulanti. E, di questi tempi, con gli organici delle forze dell’ordine in perenne ristrettezza e  le uscite sempre più rare per evitare sprechi di benzina, dotare gli agenti di dispositivi bancomat sembra tutto fuorché una stringente necessità.

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