Vietata da oggi la pubblicità per le sigarette elettroniche. Un emendamento inserito nel decreto Lavoro-Iva divenuto legge ieri in tarda serata prevede che, in fatto promozionale, le e-cig vadano considerate come le “sorelle maggiori” dei pacchetti classici, rendendo, così, del tutto parificata la loro diffusione promozionale.

Il cammino, insomma, è segnato. Si procede per gradi, ma l’intento di equiparare gli svapatori tanto in voga alle bionde tradizionali, è ormai conclamato. Ora, anche una delle più recenti norma contro il fumo, il divieto assoluto di pubblicità nei mezzi tradizionali, viene esteso alle sigarette elettroniche.

Per la tassa, se questo è il trend, è solo questione di tempo, ma alla fine anche questa arriverà. Tutt’al più, a partire dal prossimo primo gennaio, come una recente legge ha enunciato, o, forse, ancora prima, la lunga mano dell’erario di stenderà sopra gli svapatori rinvenibili ormai dappertutto, dalle edicole ai negozi di elettrodomestici, dalle farmacie ai supermercati.


“Ai prodotti di cui al presente comma si applicano le disposizioni vigenti per i tabacchi lavorati in materia di divieto pubblicitario e promozionale, nonché di tutela della salute dei non fumatori”. Questo, il testo dell’emendamento all’articolo 10-bis, firmato dall’esponente del Svp Karl Zeller e finalizzato a equiparare, a livello di proibizione promozionale, le sigarette elettroniche al tabacco normale.

Come noto, è in atto da mesi un braccio di ferro tra lo Stato e le aziende che commercializzano questo prodotto, protagonista di un vero e proprio boom nella promessa di dissuadere i fumatori sulla dipendenza dalla nicotina e, al contempo, consentire loro di risparmiare un bel gruzzolo sul budget mensile per il vizio peggiore che c’è.

Ancora, però, non esistono studi incontrovertibili che confermino tanto la salubrità delle sigarette digitali, quanto la loro reale efficacia in termini di distacco dal fumo attivo. A questo proposito, segnaliamo il quadro della situazione realizzato in questi giorni da Davide Croce, blogger di Leggioggi, che fa il punto sanitario e legislativo sul tema della discordia di questo periodo: le e-cig.

Vai al testo del decreto Iva-Lavoro con l’emendamento sulle sigarette elettroniche

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteIl decreto svuota carceri è legge. Il testo finale approvato in Senato
Articolo successivoIrpef Comunale: rimborsi ok anche se più vecchi di 10 anni fa

5 COMMENTI

  1. ecco bravi visto che ci sono tante attività che investono e la nostra fiorene economia .. interrompiamo anche lla possibilità di pubblicizzare e di far girre un minimo di economia.. e dre lavoro a tanta gente bravi bravi tanto voi in pensione a 30 anni col 90,000 € menisli..

  2. Sono d’accordo con Morena……….
    la bionda e la e-cig sono due cose completamente diverse.
    Quindi,secondo il governo ed anche le industrie farmaceutiche la e-cig è dannosa per la salute,OK. E l’aerosol che si fa ad i bambini? o la Sauna che facciamo una volta a settimana al centro benessere? sono dannose anche queste????
    SAUNA e AEROSOL producono VAPORE ACQUEO……stessa ed identica cosa della E-CIG.
    Le trovi aromatizzate……ma come trovi anche la SAUNA, ma non contengono NICOTINA (come la classica bionda),oltre a non ingerire PETROLIO.

  3. Ma mi chiedo se per la sigaretta elettronica c’è l’incertezza che possa far male sulla cosidetta
    bionda c’è la certezza assoluta, e un politico che si schiera dalla parte dalla parte della sigaretta
    cartacea e a favore di chi della salute o dell monopolio ,
    In cina la sigaretta elettronica e severamente vietata ( strano vero ) in cina cè la piu grande manifattura tabacchi dell mondo fumano anche i bambini di 8 anni ed e gestita dai cartelli mafia cinese e non scordiamo che è un ex paese comunista dove lo stato se ne fregava di chi moriva o di chi campava basta che pagavano( come litalia)

  4. Un’assurdità… forse il Sig. Karl Zeller, prima di proporre un’emendamento così assurdo, avrebbe dovuto informarsi meglio. Se lo avesse fatto avrebbe infatti scoperto che il divieto di pubblicità era già presente nella prima versione del DL del 28 Giugno, ma che era stato tolto in quanto della questione (che riguarda la TUTELA DELLA SALUTE E NON L’ECONOMIA) se ne stava già occupando qualcuno che forse di salute sà qualcosa in più di lui, come ad esempio il Ministro della Salute Lorenzin. Complimenti per la serietà.

  5. Non si possono equiparare le sigarette elettroniche a quelle tradizionali, non sono uguali! Io utilizzo la Fumok e posso dire che la differenza, in confronto alle tradazionali, si fa sentire!

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here