Le vendite di sigarette senza fumo (le sigarette elettroniche o e-cigarette) sono letteralmente esplose in tutto il mondo da quando il divieto di fumo nei locali pubblici è stato introdotto nella legislazione di molti Paesi, creando quel fenomeno di diffusione che è sotto gli occhi di tutti. In particolare la loro entrata sul mercato è datata 2005 ed ad oggi non sono ovviamente disponibili studi di lunga durata all’esposizione del dispositivo.

La sigaretta elettronica è stata ideata nel 2003 da un farmacista cinese di nome Hon Lik ed è stata introdotta nel mercato cinese nel 2004. Ha cominciato ad essere commercializzati all’estero dal 2005 dalla Golden Dragon Holdings, e si stima che le vendite di e-cigarettes durante il 2012 siano state tra i 300 e i 500 milioni di dollari nei soli Stati Uniti d’America. L’elettronic cigarette association è l’associazione che comprende tutte le aziende che commercializzano sigarette elettroniche.

Per sei anni le e-sigarette sono state aggressivamente commercializzate come alternativa per i fumatori che vogliono diminuire il loro rischio di incorrere in gravi problemi di salute associati al fumo di sigaretta di tabacco. Invece di inalare nicotina monossido di carbonio di una sigaretta di tabacco, le e-cigarette fanno inalare nicotina pura vaporizzata attraverso un dispositivo elettrico alimentato a batteria. Ma ancora poca ricerca è stato realizzata sugli effetti dell’inalazione di nicotina vaporizzata. Per colmare il gap molte ricerche sono state avviate, tra le quali si segnala quella della UTSA (Università del Texas si S. Antonio) che coinvolge circa 1.000 studenti, anche sugli effetti psicologici e sociali del dispositivo. Nel frattempo, negli Stati Uniti è stato vietato ai produttori di sigarette elettroniche di presentare il loro prodotto come ‘salutare’.


Gli attivisti contro il fumo dicono che la crescente popolarità delle e-cigarette potrebbe compromettere anni di sforzi anti-fumo, con particolari riferimenti alla promozione sui giovani e sui non fumatori come prodotto innocuo. Infatti, sembra che lo specifico target di riferimento sia composto per lo più dai giovani, come testimoniato dalla immagine ‘fashion’ che si cerca di attribuire al prodotto e alla possibilità di personalizzare i gusti della sigaretta stessa.

D’altra parte sono meno dannose comparate alle sigarette tradizionali nel breve termine. Lo scopo di questo prodotto è infatti evitare il consumo di sostanze quali il catrame o idrocarburi policiclici aromatici, prodotti della combustione della sigaretta tradizionale, diminuendo quindi il rischio cancerogeno della sigaretta mantenendo un equivalente apporto di nicotina.

Nelle sigarette elettroniche sono stati trovate componenti antigelo noto come dietilenglicole. Questo è tossico per l’uomo e può causare danni per la salute per inalazione. Oltre che dietilenglicole, le e-cigarette contengono anche sostanze cancerogene come le nitrosammine.

Dal punto di vista della comparazione dei costi occorre riflettere sul fatto che il costo mensile delle sigarette elettroniche è spesso inferiore al costo mensile delle sigarette tradizionali.

Occorre fare una separazione tra chi è già fumatore e chi non lo è; uno dei rischi paventati è quello di ‘desensibilizzare’ la popolazione verso i rischi effettivi della dipendenza dalla nicotina, anche se il 44% dei consumatori Italiani ha dichiarato di aver ridotto il consumo delle sigarette tradizionali grazie alla sigaretta elettronica.

Occorre una regolazione che possa garantire che i fumatori adulti possano continuare a poter acquistare e-sigarette come il tabacco, ma la promozione e vendita per i giovani o i non-fumatori devono essere proibite.

Il fumo di tabacco è la più pericolosa attività umana volontaria nel mondo. Più di 5 milioni di persone muoiono ogni anno per le conseguenze del fumo di sigaretta.

La gente continua a fumare perché stima che il piacere che riceve dall’assunzione di nicotina nel tabacco supera la certezza (che è a lungo termine) che la loro salute sarà danneggiata. Così sembra apparentemente razionale accogliere un dispositivo (la sigaretta elettronica) che separa la parte pericolosa del fumo (catrame, monossido di carbonio e fumo prodotto dal processo di combustione) dalla nicotina.

Le e-sigarette possono non solo salvare la vita dei fumatori ma portano anche altri vantaggi. Non hanno un cattivo odore, quindi non c’è alcun disturbo della quiete pubblica e non c’è il problema del fumo passivo, per non parlare dei pericoli del fuoco.

Chi potrebbe obiettare a questi vantaggi? Molti gruppi di pressione per la salute sono determinati a tenere  fuori mercato questo dispositivo. Alcuni sostengono che l’e-sigarette possono agire come “testa di ponte” per la sigaretta di tabacco. Altri suggeriscono che gli aromi talvolta aggiunti alla soluzione di nicotina-cuscinetto fanno e-sigarette particolarmente attraenti per i bambini, una sorta di equivalente di nicotina delle bevande “alcopop”. Ma queste obiezioni sembrano essere guidato da puritanesimo, non dalla ragione. Alcuni lobbisti di salute sono così determinati a impedire alla gente di fare qualsiasi cosa che assomiglia lontanamente al fumo un processo denominato “de-normalizzazione” -che si rifiutano di avallare un prodotto che riproduce il piacere di fumare senza il danno. Anche per l’industria del tabacco l’introduzione delle e-cigarettes è stata una minaccia: il giro d’affari non è ancora confrontabile, ma le vendite di sigarette elettroniche sono raddoppiate nel 2012 e raddoppieranno ancora nel corso del 2013, con la possibilità di superare le vendite delle sigarette tradizionali nel corso di un decennio.

In alcuni luoghi politici e altri faccendieri stanno ascoltando. Diversi paesi (tra cui Austria e Nuova Zelanda) limitano la vendita di e-sigarette, ad esempio classificandoli come dispositivi medici, altri (Brasile e Singapore) vietarli del tutto. Nel Regno Unito, a partire dal 2016, le sigarette elettroniche saranno considerate come medicinale. The Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency attenderà la messa in vigore delle nuove regolamentazioni Europee per il tabacco prima di classificarle come medicinale, e fino ad allora non sarà necessario nessun tipo di prescrizione medica, ma tuttavia l’MHRA non consiglierà il loro utilizzo a chi volesse liberarsi della dipendenza dal fumo.

Chi è incaricato del miglioramento della sanità pubblica dovrebbe analizzare correttamente l’e-sigarette. La nicotina è una droga, e pertanto deve essere tenuto fuori dalla portata dei bambini. E-sigarette dovrebbero essere venduti solo in negozi autorizzati, e per gli adulti. La nicotina è, dopo tutto, un veleno (il suo vero scopo è quello di fermare gli insetti che mangiano le piante di tabacco), quindi ci può essere qualche rischio residuo per gli utenti. A questo proposito, è bene regolamentare le diverse forme di pubblicità, che diventano mano a mano più forti con l’espansione del mercato, per evitare comportamenti correlati al tabagismo.

L’approccio giusto è non denormalizzare il fumare, ma a normalizzare e-fumo. Coloro che amano la nicotina saranno in grado di continuare ad usarlo, mentre a tutti gli altri saranno risparmiate sia le conseguenze di salute pubblica del fumo sia il fastidio di fumo passivo.

Secondo alcune agenzie regolatorie come l’inglese, le e-sigarette attualmente sul mercato non sono conformi a standard adeguati di sicurezza, qualità ed efficacia, e che livelli di contaminazione da altri agenti erano stati trovati nei prodotti, mentre alcuni erano mal costruiti e quindi pericolosi.

 

La situazione italiana

In Italia, secondo gli operatori del settore, fanno uso regolare della sigaretta elettronica circa 500.000 persone (l’1% della popolazione; allargando il discorso all’utilizzo occasionale, si arriva al 3,2%), in costante aumento.

La fascia d’età 15-24 evidenzia un maggior numero di consumatori della sigaretta elettronica rispetto a quella tradizionale, anche se solo il 10% dei consumatori totali ha dichiarato di aver smesso grazie alla e-cigarette.

Il Consiglio superiore di sanità ha raccomandato delle nuove regole sulle sigarette elettroniche, in attesa del loro varo da parte del Ministero. Tra queste, spiccano il divieto nelle scuole e, a seguire, nei locali pubblici, oltre alla necessità di una regolamentazione della pubblicità, considerata al momento troppo forte ed invasiva. Il divieto dell’uso nei luoghi pubblici, non ancora definitiva, deriva dall’equiparazione della sigaretta elettronica alla sigaretta tradizionale, in quanto evocano la gestualità del fumo, con conseguente applicazione della legge Sirchia del 2005. Secondo l’accordo tra i Ministri della Salute della Commissione Europea le sigarette elettroniche che contengono almeno 1mg di nicotina andranno vendute in farmacia.

È inoltre da sottolineare come recentemente in Italia sia stata alzata l’età minima per l’acquisto di e-cigarettes da 16 a 18 anni, mentre non vengono considerate come medicinale. È stata approvata la nuova tassa sulle sigarette elettroniche che sarà in vigore dal prossimo gennaio, per un’aliquota pari al 58,5%.

Le conclusioni che si possono trarre da questa analisi sono che per i consumatori di tabacco le sigarette elettroniche possono portare qualche vantaggio e che andrebbero normate più precisamente (e.g. sicurezza, quantità di nicotina). Per i non consumatori ed in particolare i giovani il dispositivo potrebbe aumentare il consumo di nicotina anche in funzione dell’emulazione della gestualità. Se non è dannoso lo uso anch’io potrebbe essere il pensiero implicito. Tuttavia a giudizio personale il vantaggio complessivo per la società dovrebbe superare lo svantaggio (nuovi consumatori), aiutando la lotta contro questo dimostrato nemico della salute.

 

References

http://www.economist.com/news/leaders/21573986-world-should-welcome-electronic-cigarette-no-smoke-why-fire

http://e-cigaretteuk.org.uk/electronic-cigarette-side-effects/

http://utsa.edu/today/2013/07/ecigarettes.htm

http://www.primehealthchannel.com/electronic-cigarette-dangers-and-side-effects.html

http://www.bbc.co.uk/news/health-22870301


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7 COMMENTI

  1. Banning e-sigarette sarebbe una decisione molto stupida a mio parere. Se hanno dimostrato di essere molto meno dannoso rispetto alle sigarette normali , dovrebbero essere promossi più pesantemente per i fumatori per aiutarli a smettere e potenzialmente salvare milioni di vite .

  2. Aggiungendo a Trace commento – Vi è ora corretta rapporti di ricerca scientifici sugli ingredienti di e-liquidi (ricerca google) e che molti e-liquidi contengono impurità che sono nocivi. Fino a quando il mercato sigaretta elettronica è regolato, le persone che Vape devono assumersi la responsabilità e garantire la usano solo i migliori e-liquidi qualità pura testati. Ci sono solo poche marche che offrono liquidi puliti con assoluta trasparenza.

  3. Non è tanto che essi dovrebbero essere vietati, il mercato ha bisogno di riordinare se stesso. I temi principali sono la qualità e la purezza delle e-liquidi che stiamo ingerendo. Al momento non ci sono regole su ciò che gli ingredienti possono andare in e-liquidi, in quanto tale sa cosa stanno inalando – questo non è buono. Molto pochi produttori affermano in modo esplicito i loro ingredienti. Abbiamo bisogno di un sistema trasparente in cui i fornitori di e-cig devono indicare gli ingredienti esatti e tali ingredienti devono essere approvati da un organismo autentico.

  4. Sto provando la sigaretta elettronica, una Fumok. La differenza con le sigarette tradizionali si sente… spero mi aiuti a smettere del tutto.

  5. Non riesco propio a capire questi articoletti da 4 soldi buttati li per avere un po di visibilità adesso che le Sigarette Elettroniche sono nel mirino dei nostri Mafiosi che stanno a scaldare le sedie al senato/camera……..quando invece si dovrebbe prendere esempio dal Prof. Veronesi che almeno non scrive baggianate come ha fatto lei………..come i nostri Senatori si dovrebbe informare sull’ argomento prima di scrivere tutt’altro che la reale funzione delle nostre Ecig……….è sicuro che venga inalata nicotina pura???? non diciamo fesserie per favore……..La fascia d’età 15-24 evidenzia un maggior numero di consumatori della sigaretta elettronica??? questa è la fascia di età dei ragazzi che già fumano sigarette analogiche e che fortunatamente forse sono passati definitivamente a quelle elettroniche che fanno meno male…….e gli studi sono già stati fatti, molto meglio di quelli fatti alle analogiche dove sono state omesse tutte quelle sostanze che TI UCCIDONO! io sono un consumatore che da Gennaio ho fatto il passaggio dalle analogiche all’ elettronica e fidati che il mio corpo lo conosco bene………se adesso mi alzo senza catarro o quando corro non ho più il fiatone è già una vittoria, sono partito da 1.8 di nicotina e oggi sono a 0.4….tra qualche mese sarò a ZERO ma continuerò a SVAPARE solo per il gusto…….e sai quali sono gli ingredienti???? deduco di NO! ma teli dico io…….GLICEROLO VEGETALE, GLICOLE PROPILENICO (a Scelta) e AROMI ALIMENTARI………..cos’è che fa male tra le cose che ho elencato???
    Tranne gli aromi il resto è acquistato in farmacia…………se serve una Normativa, serve solo per la Nicotina (PURA) ma per tutto il resto fate veramente ridere…….e ancora di più gli asinacci che seguono a ruota il pensiero del governo………Tassiamo anche la bicicleta che uso per andare a prendere la sigaretta elettronica……hahahaha……anzi no! mettiamo un casello all’ entrata………ripeto sono un consumatore, fino a quando ci saranno negozzi fisici in Italia a prezzi onesti (senza tassa) continuero a contribuire al mercato Italiano…….altrimenti Estero e vi attaccate tutti al Piffero (Senatori/Deputati/Tabaccai).

  6. Ma sei scemo o al soldo della FIT!
    Dai, documentati meglio e poi ne riparliamo.
    Ah, controlla la posta, mi sembra ti stiano arrivando un paio di querele …..
    A presto.
    Vito Civello – SvapoLibero

  7. Signor Davide Croce, buongiorno. Sono Marcello Cottone e sono un negoziante di sigarette elettroniche.
    Detto questo, non si vergogna? Questo è un articolo di almeno 3 anni fa, riveduto (nemmeno tanto e nemmeno bene) e aggiornato con qualche notizia di adesso per far credere che sia attuale.
    Era partito bene, con dati sulle origini per poi perdersi in errori madornali come: “…sembra che lo specifico target di riferimento sia composto per lo più dai giovani…” Ma per piacere! Si informi meglio, entri in un negozio di sigarette elettroniche e ci resti per qualche ora. Poi mi dica la media dell’età dei clienti. Sopra i 35/40, forse?
    Lei quanti anni ha? 200? Troppi per ricordarsi che a 20/25 anni si è immortale? La sigaretta fa parte del tuo essere e soprattuto non sei dipendente. “Smetto quando voglio, non sono mica un vecchio che non ce la fa…”
    E la salute? La salute è un optional a quell’età. Si sta bene, e basta. 5 euro in tasca per le sigarette ci sono sempre e del resto che importa? La sigaretta elettronica a quell’età è una roba per anziani che non riescono a smettere. Punto.
    Quindi non parli mai dei giovanissimi come potenziali “nostre vittime”.
    Punto 2) “il dietilenglicole”… ma dico, stiamo scherzando? Forse 10 anni fa quando facevano gli esperimenti. Il GLICOLE PROPILENICO (e non Etilenico, o Dietilenglicole) non è assolutamente dannoso, se non a dosi industriali.
    Avendo, il Glicole Propilenico, in basso punto di congelamento, viene usato come anticongelante in molte applicazioni. Compreso il liquido del radiatore. Ma questo non vuol dire che si fuma l’antigelo, semmai il contrario. Se lo ignora, si informi. Non resti ignorante.
    Mi parli anche delle “sostanze cancerogene come le nitrossammine”. Dove? Come? Perché? Da dove arriva questa bella notizia fresca fresca? Le Nitrossammine sono composti creati dalla combustione della sigaretta di tabacco e francamente questa volta sono io ad ignorare come possa crearsi anche nelle sigarette elettroniche, la cui temperatura di esercizio per vaporizzare il liquido si aggira attorno ai 200 gradi. Pochi per creare determinate sostanze. Me lo spiega, Signor Davide Croce?
    Punto 3) La nicotina è tenuta fuori dalla portata dei bambini. Infatti le confezioni con nicotina hanno il tappo anti-bimbo. E anche quelle senza nicotina, tanto per gradire.
    E poi, basta demonizzare la nicotina. In piccole dosi fa anche bene, come la caffeina. Nessuno parla male della caffeina? Vada al bar, ordini 6 caffè e li beva insieme. Vediamo dopo come sta. In una tazzina di espresso ci sono 80mg di caffeina. La dose che porta alle palpitazione è circa 400mg: 5 caffè. Per arrivare a dosi letali di nicotina bisogna assumerne in una unica soluzione circa 1mg per kg di peso corporeo. Quanto pesa Lei? Faccia il calcolo di quanta nicotina ci vuole.
    In un atomizzatore medio da 1,6ml ci possono essere 25mg di nicotina che vengono inalati in 1 giornata di 15 ore circa. Non in 10 secondi.
    Punto 4) “…La fascia d’età 15-24 evidenzia un maggior numero di consumatori della sigaretta elettronica…” Cosa? Dove diavolo le comprano i minorenni, visto che è vietato? Forse dal tabaccaio? O in edicola? Non certo nei negozi che vendono solo sigarette elettroniche e non vogliono rischiare di chiudere per una stupidata.
    Sono schifato dalla propaganda negativa che state facendo da troppo tempo.
    Ma chi vi paga? Prima di scrivere qualsiasi cosa su un qualsiasi argomento, siete pregati di informarvi. E anche bene, possibilmente. Che la rete è vasta e c’è sempre qualcuno che ne sa più di qualcun altro. E quando si scrivono inesattezze, si può avere la sfortuna di incappare in qualcuno molto, ma molto arrabbiato perché sta per chiudere e sentendo queste idiozie, si inalbera ancora di più.
    Mannaggia a me, ho già perso troppo tempo…
    Saluti.

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