Approvato, quasi nella sordina del post sentenza di condanna a Berlusconi, da parte del Consiglio dei ministri uno dei provvedimenti più attesi da alcuni settori trainanti dell’economia, branca fondamentale del turismo: il decreto cultura.

“E’ un’opportunità di lavoro offerta a 500 giovani per un periodo determinato di tempo sullo sviluppo della digitalizzazione e della catalogazione del patrimonio culturale del Paese”. Così il premier Enrico Letta ha salutato il provvedimento fortemente voluto dal ministro della Cultura Massimo Bray, parlando del progetto che vede coinvolte le regioni italiane in un’azione concentrica di digitalizzazione dei siti e dei monumenti di maggior interesse presenti sullo Stivale. A fare da battistrada, saranno le regioni del Sud, in primis Puglia, Calabria Campania e Sicilia.

Tra le misure più attese dagli operatori, il ritorno a 90 milioni di euro del tax credit per il cinema, che vedrà il suo “fratellino” rivolto all’ambito musicale bloccarsi a 5 milioni.


Novità in arrivo anche per i musei: secondo il nuovo decreto, infatti, verranno ridestinati al Ministero dei Beni culturali i proventi della vendita dei ticket d’ingresso ai comparti museali, dopo la drastica riduzione del 2008 al 10%. Sono 14 i milioni destinati ai musei in tutta Italia, di cui 8 solo agli Uffizi di Firenze, mentre altri 4 andranno a  coprire i costi per l’apertura, in quel di Ferrara, del Museo nazionale dell’ebraismo e della Shoah.

In riferimento al settore dello spettacolo, invece, dove erano molto attese novità in senso legislativo, per la ripartizione dei sussidi alle opere degli artisti emergenti, è stato stabilito che i fondi saranno assegnati solo sulla base di attività effettivamente dimostrate e il cui resoconto sia stato posto sulla carta. A questo proposito, poi, viene aperta un’anagrafe dei ruoli negli enti deputati alla regolamentazione dello spettacolo.

Agevolazioni per le donazioni rivolte agli operatori o associazioni che si occupano di cultura: sotto i 5mila euro, potranno essere svolte senza alcun tipo di commissioni, con la certezza di ottenere la pubblicità dovuta all’opera di beneficenza.

Articolo ad hoc, quindi, nel decreto cultura, per la valorizzazione di Pompei, uno dei siti archeologici più famosi al mondo che, negli ultimi mesi, ha visto alcune sue magnificenze crollare o in preda al degrado da stato di abbandono: nasce l’Unità Grande Pompei per facilitare l’accessibilità agli scavi. Analogo trattamento viene riservato alla reggia di Caserta e per i musei napoletani, che vedranno arrivare la nuova Soprintendenza speciale per i beni archeologici.


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