Il decreto del fare cambia fisionomia in extremis: c’è stata una sovrapposizione tra l’arrivo in aula e gli ultimi pareri delle Commissioni, entrambi avvenuti ieri, ma stavolta il testo dovrebbe essere arrivato alla sua stesura definitiva, pronta per la conversione in legge.

Tra le ultime misure corrette, le norme che regolano il wi-fi negli spazi aperti al pubblico, che saranno totalmente liberi da vincoli “quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio”.

Insomma, bar, ristoranti, negozi e attività commerciali in genere potranno offrire la connessione gratuita ai propri clienti, un servizio in più che, forse, potrebbe incentivare a fermarsi qualche minuto in più dentro ai negozi, che risentono fortemente della crisi anche in tempo di saldi. Inclusa, nel computo, anche la pubblica amministrazione.


In sostanza, quanto inserito nell’ultima versione del decreto 69/2013, prevede all’articolo 10 che “”L’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite rete WIFI non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori. Quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l’articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1° gennaio 2003, n.259 e successive modificazioni, e l’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni”.

Insomma, ora decadono tutti gli obblighi di registrazione per quegli utenti che, anche nei punti aperti dalle pubbliche amministrazioni, cerchino di agganciarsi alle reti aperte, ma che, prima di consentire la navigazione, chiedono i dati di accesso al dispositivo per registrarne l’ingresso.

Il caso, naturalmente, riguarda la tracciabilità degli accessi in base a eventuali utilizzi impropri, come la condivisione o il download di file pirata, avvenuti tramite il server della rete pubblica. Dunque, ora resta preferibile tenere memoria degli indirizzi che hanno usufruito della rete, anche se, con le nuove disposizioni del decreto del fare, ora il wi fi in Italia è certamente più libero, almeno sulla carta.

Vai al testo del decreto del fare aggiornato al 23 luglio 2013


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