Che i leader politici monopolizzino i telegiornali e i pensieri della popolazione in merito a ciò che è pubblico, potrà anche essere vero, ma oggi sappiamo che non conoscere Beppe Grillo, Antonio D Pietro e anche Silvio Berlusconi può essere un motivo sufficiente per vedersi negata la cittadinanza italiana.

E’ quanto accaduto ad Addai, ghanese di nascita ma residente a Pordenone, arrivato in Italia ben 16 anni fa, moglie e tre figli a carico, immigrato dal comportamento modello: assunto a tempo indeterminato in un’azienda che, tra l’altro, non se la passa benissimo in questa difficile congiuntura economica, padre di famiglia, quattro figli, parla un italiano fluente e ormai si sente perfettamente integrato nella patria che lo ha ospitato dal 1997.

Peccato, però, che, all’agognato momento di vedersi riconosciuta la cittadinanza, il buon Addai abbia visto sbattersi la porta in faccia per scarsa conoscenza del nostro quadro politico e dei suoi uomini più rappresentativi.


“Conosce il Parlamento e le due Camere – scrive l’ufficiale che ha esaminato la richiesta del ghanese di ottenere cittadinanza italiana – ma ha sbagliato i leader del Pdl, non conosce Grillo, né Casini, né Di Pietro”. A quanto pare, lo “studente” conosceva Monti e Napolitano, ma si sarebbe confuso anche su Garibaldi.

Queste, come vergate nel documento ufficiale, le incredibili ragioni che hanno portato le autorità a negare la concessione ad Addai, il quale, dopo quasi due decenni di sacrifici, si è visto costretto a rinunciare a causa della poco familiarità con i leader dei maggiori partiti. La sua, tra l’altro, è una condizione di necessità, poiché, se l’azienda per cui lavora dovesse chiudere i battenti, rischierebbe l’espulsione trovandosi di fatto senza impiego fisso.

L’insolita analisi del caso da parte delle autorità può – ma solo parzialmente – spiegarsi con quanto sancito dalla legge 91/1992 sulla cittadinanza, e le relative circolari che hanno specificato come attestato necessario all’ottenimento del passaporto sia quello di avere ben chiari i principi dell’ordinamento. 

Peccato, però, che i vari leader, che attraggono simpatie e antipatie quasi in medesima misura nella popolazione, assai difficilmente vadano identificati come delle colonne dell’ordinamento, il quale, indubbiamente potrebbe sorreggersi anche in presenza di altri personaggi politici. Ma tant’è, ora il povero Addai avrà una ragione in più per inveire contro la casta, delal quale si è dimostrato assai poco avvezzo. Sua figlia, per tutta risposta, ha rivolto le medesime domande ad alcuni passanti italianissimi: il risultato è sconcertante, e si può vedere nel video del fattoquotidiano.it


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2 COMMENTI

  1. siamo alle solite. l’espulsione per un uomo che non commette reati e non da fastidio anche se non lavora e’ sbagliata bisogna modificare la legge.
    pero’ e due volte sbagliato dare la cittadinanza e quindi far votare chi non conosce i la politica italiana e la storia italiana.
    chi ha fatto l’esame e l’ha bocciato ha fatto cosa buona e giusta , chi lo vuole espellere fa cosa assai sbagliata. questi sono i fatti da raccontare , il resto e’ aria fritta.

  2. La cittadinanza italiana, di cui molti Italiani di questi tempi si vergognano (almeno a sentirli), non va data in regalo, va meritata. Molti cittadini italiani dovrebbero essere interrogati semmai per coscienza nazionale, per grado di conoscenza nella storia d’Italia, ecc. . Quegli stessi che la vogliono regalare a tutti non sanno che cosa voglia dire essere italiani e non si rendono neppure conto che se la si darà alla cieca, creeremo presto enormi minoranze nazionali di ogni specie e di ogni continente, perché ogni tribù africana pretenderà in un futuro prossino di avere speciali trattamenti (economici, ovviamente) di minoranza etnica. A questo nessuno pensa, perché non pensano affatto. L’Italia che, fino a 30 anni fa circa, poteva vantare una compattezza etnico-linguistica notevole con poche minoranze che non superavano il milione sui 56 – 57 di abitanti e generalmente ai confini, si troverebbe ad aver a che fare con circa 10 milioni almeno di alloglotti naturalizzati italiani, provenienti da ogni continente. Una cosa assurda in una penisola che arriva a scarsi 310.000 kmq, prevalentemente montuosa e collinare, iperurbanizzata, senza risorse minerarie ed energetiche adeguate.

    Altro che conoscenza di Grillo e Berlusconi !!

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