Esodati, all’orizzonte si profila una nuova salvaguardia? E’ quanto sembra dalle ultime proposte arrivate alla Commissione Lavoro della Camera, addirittura tre, che portano le firme di Titti Di Salvo, di Sinistra, Ecologia e Libertà, mentre altre due sono promosse da Giorgio Airaudo (sempre Sel) e l’altra da Irene Tinagli di Scelta civica.

Dunque, mentre il governo resta pressoché inoperoso sul fronte dei non salvaguardati, il Parlamento cerca di riaprire la partita, che vede, al momento, circa 130mila ex lavoratori non tutelati riammessi al trattamento pensionistico, anche se, in realtà, non arrivano a 15mila coloro che hanno già ricevuto una pensione vera e propria.

Il premier Enrico Letta e il ministro Giovannini dopo di lui, erano stati espliciti: quella degli esodati resta una delle assolute priorità del Paese, assieme al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e la riduzione dei costi della politica.


Se, sui debiti della PA sono stati sbloccati 40 miliardi di euro per fare fronte agli oltre 90 ancora lasciati scoperti alle imprese e, riguardo ai costi delle istituzioni, è stato da subito abolito il doppio stipendio ai ministri già eletti in Parlamento, nei confronti degli esodati ancora nulla si è mosso.

Per il prossimo settembre, il ministro del Lavoro ha promesso una ridefinizione dei criteri per accedere alla pensione che avrebbe, nei propositi, anche il rientro di nuovi esodati, ma al momento, nessuna proposta è arrivata sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Dunque, sono direttamente i deputati a tentare di muovere le acque, mentre oltre 200mila esodati aspettano ancora di essere reintrodotti all’interno del sistema del welfare, dopo il caos generato dalla riforma Fornero. E le proposte in esame, alla Camera, sono già otto nel complesso.

Secondo quanto trapela da Montecitorio, però, a mancare sono le finanze per assicurare a tutti gli esodati scaturiti dalla riforma Fornero un ritorno nell’alveo delle pensioni, così la presenza delle proposte in Parlamento non garantisce di per sé un allargamento della platea dei salvaguardati.

L’ipotesi più probabile è che le varie proposte sul tavolo della Commissione finiscano per convergere e per allargare, ma senza esagerazioni, di nuovo gli interessati di salvaguardia. Tutto ciò, però, potrebbe accadere a fine estate e, dunque, in contemporanea all’annunciata riforma delle pensioni: settembre si annuncia un mese caldissimo per il welfare.

Vai allo speciale esodati di Leggioggi


CONDIVIDI
Articolo precedenteFlotte aziendali riforma Fornero e Pa: parla il Dg. di Arval
Articolo successivoMobbing: la Cassazione riconosce anche lo “straining”

12 COMMENTI

  1. Tutti coloro che sono stati penallizzati dalle finestre mobili dovrebbero mettersi assieme c’e ‘ gente che si e ‘ indebitata in questi mesi io sono disponibile sono in facebook Moreno Chinellato

  2. E’ da molto tempo ormai che si parla di “esodati” e di “salvaguardati”. Non tutti sanno pero’ ( o fingono di non sapere) che esistono quasi 5000 famiglie salvagurdate dalla riforma Fornero ma che ricadono nella riforma Sacconi che prevede finestre mobili con discostamento dalla finestra originaria concordata al momento dell’accordo da 1 a 15 mesi con relativo vuoto reddituale. A provvedere a questa copertura dovrebbe essere il Fondo Sociale per l’occupazione con emissione annuale. Sino ad oggi tale decreto relativo al 2013 non e’ ancora stato emesso con gli immaginabili disagi di sopravvivenza di quasi 5000 famiglie. Probabilmente il fatto di essere “soltanto” in 5000 non fa notizia ma vi assicuro che il disagio e’ enorme!

  3. Ma come si può pensare di rimandare un grossissimo problema come quello degli Esodati con VUOTO REDDITTUALE? Io non percepisco nulla dal 1/1/2013 e la mia finestra è stata rimandata al 1/9/13. Purtroppo non ho altri redditi, sto sopravvivendo da sette mesi con un fido concessomi solo in attesa di ricevere questi benedetti arretrati! E ora, quando andrò in pensione il 1/9, comunque il fido dipendenti si dimezzerà, lasciandomi uno scoperto di conto che non mi permetterà, comunque, di pagare Mutuo , prestiti e altri fidi. Perchè io, incappata nel Decreto Sacconi, non posso pensare di avere tutti i diritti di avere quella copertura che, dal momento che sono Salvaguardata, tutti pensano che io ho già??? Il decreto per il 2013 era pronto per essere firmato, e allora cosa si aspetta per farlo???? Perchè tanti ripensamenti e slittamenti??? Ma vi rendete conto che, a parte l’ingiustizia, siamo veramente nella disperazione assoluta? E’ assolutamente indispensabile mettere fine a questa disastrosa situazione firmando urgentemente il Decreto per il 2013 e cercando soluzioni definitive per i prossimi anni… E volevo rendere noto che, io personalmente ho scritto migliaia di mail ai quotidiani o ai media o a trasmissioni, ma non ho avuto la cortesia di nessuna risposta!!!! Perchè i media non ne parlano? Perchè non divulgare con chiarezza la nostra situazione??
    Pensate di fare le ferie con serenità, prima di prendere decisioni, sulla pelle di circa 5000 persona? Beh, se ci riuscite, buone ferie, voi che potete!

  4. quando qualcuno mi chiede sei salvaguardata? ed io rispondo si, immancabilmente la risposta è……..ma che fortuna!!!!! Infatti è da marzo che non percepisco nessuna retribuzione e sarà così fino a novembre…e questa è la fortuna!!!!!!!! e di cotanta fortuna debbo ringraziare Maroni e Sacconi e i sindacati che non sono stati in grado (!?!?!) di tutelarci. Saluti e buone ferie a chi può andare!!!!

  5. Vorrei insistere anch’io sul particolare problema che riguarda circa 5.000 famiglie e che a molti risulta sconosciuto……si parla appunto di chi (come il sottoscritto) è inserito nel Fondo di Solidarietà del settore Credito, ed ha avuto la “sfiga” di entrarvi prima del maggio 2010, data di pubblicazione del decreto Sacconi che inseriva le “finestre mobili”. Infatti la salvaguardia decisa dalla Fornero non ci esenta da questo marchingegno. Spiego meglio la situazione facendo riferimento al mio caso….Entrato nel F.D.S il 1 gennaio 2010 con la prospettiva di andare in pensione il 1 ottobre 2014 e di essere accompagnato fino a quella data con l’assegno di sostegno…..mi ritrovo grazie al decreto Sacconi a slittare con la finestra pensionistica sino al 1 ottobre 2015 (almeno credo….visto che l’INPS non ha ancora avuto il buon cuore di ufficializzarmi la nuova finestra di uscita….Mi direte: “è stato delegato il Fondo Sociale di Occupazione” per sopperire a questi 12 mesi di mancati introiti (tra l’altro senza prevedere la 13^ mensilità)! E’ vero…..peccato che il Fondo debba essere finanziato anno per anno con decreto interministeriale e che tale decreto….stranamente…..non venga mai finanziato nei primi mesi dell’anno….nel 2012 si aspettò ottobre….quest’anno, nonostante tutte le rassicurazioni di premier e ministri vari, non se ne vede ancora neanche l’ombra. Questo significa che chi ha terminato l’assistenza del Fondo di Solidarietà nei primi mesi dell’anno….si deve arrangiare!! Un’altra cosa che volevo spiegare (magari qualcuno non lo sa) è che il Fondo di Solidarietà del Credito, tra l’altro, non grava sulla comunità, essendo finanziato dai contributi dei dipendenti del settore! Spero che qualcuno si faccia finalmente interprete anche sulla stampa nazionale di questa assurda situazione.

  6. Ripeto quello che hanno già detto i miei compagni di sventura, quest’anno non è ancora stato firmato il decreto che proroga l’assegno di sostegno al reddito per i lavoratori che erano in mobilità o nei fondi di solidarietà nel 2010 e che hanno subito lo spostamento dell’apertura della finestra grazie alla riforma Sacconi.
    Circa 5mila di questi lavoratori “salvaguardati” rispetto alla Riforma Fornero, con gli ammortizzatori sociali SCADUTI nel 2013 sono senza REDDITO da gennaio 2013 e per un periodo che va da 1 a 15 mesi a seconda dei casi.
    Ci sono famiglie che ormai sono alla canna del gas e nessuno ne parla tutti dicono che i 130000 sono a posto in quanto salvaguardati “è una bugia” noi siamo tra i salvaguardati ma senza questo decreto siamo o saremo senza stipendio e senza pensione, per favore scrivete le cose come stanno e non come dovrebbero essere. Grazie

  7. Penso che il problema esodati sia una vergogna tutta italiana,affrontato sino ad oggi con superficialita’,incompetenza od in alcuni casi furbizia.Il bello che nell’ultima campagna elettorale tutte le forze politiche e poi i rappresentanti di governo si sono riempiti la bocca sbandierando ai 4 venti che avrebbero risolto il problema dato che lo stato con queste persone aveva rotto i patti(Letta),sono una persona educata per dire chiaramente che cosa hanno rotto,la vergogna e’ che ancora oggi c’e’ un gruppo di falsi salvaguardati o meglio salvati dalla Fornero ma incorsi nella finestra mobile ideata da Sacconi(con effetto retroattivo) che sono mesi e mesi senza reddito con la prospettiva di restarci anche oltre un anno,il relativo decreto di copertura per il 2013 ancora non e’ stato firmato,parliamo di un gruppo di ca 6000 persone che ovviamente non interessano a nessuno tantomeno al ministro del Welfare e dell’economia,intenti da tecnici a cercare di quadrare i numeri ma di non entrare nel vivo del problema.

  8. Questa è un ulteriore anomalia confermata dalla riforma Fornero. Tutti coloro, appartenenti alle varie forme di mobilità e di diverse aziende, che sono ricompresi in questa casistica fanno di fatto parte del primo contingente dei 65.000, ed hanno subito dal Maggio 2010 al Dicembre 2011 ben 4 riforme pensionistiche, tutte richiamate di seguito:

    Firma del 3° Decreto ai sensi della legge 13 dicembre 2010, n. 220 per la concessione del prolungamento dell’intervento di tutela del reddito per l’anno 2013 a favore dei lavoratori in mobilità ed esodati c.d. “salvaguardati dalla riforma Fornero” penalizzati dal differimento della decorrenza pensionistica della c.d. “finestra mobile “ prevista dal DL. Tremonti- Sacconi.

    Per l’anno in corso si tratta di 4.455 lavoratori rimasti senza assegno e senza pensione per un costo già calcolato di Euro 42.828.043, secondo il primo schema individuato e allegato al decreto 63655 a firma dell’allora Ministro Fornero del 05 Gennaio 2012, primo tra tutti. Purtroppo questa penosa problematica interessa complessivamente una platea di soggetti ben più vasta ( si tratta complessivamente di n. 10.230 fino al 2017 compreso ) e insiste la necessità di porre il collegamento tra la salvaguardia individuata ed in via di certificazione da parte dell’Inps e i decreti annuali di finanziamento del comma 5 bis della legge 30 luglio 2010 n. 122, per dare certezza economica a tutti coloro che hanno subito nel termine di 17 mesi ben 4 riforme pensionistiche, considerato che tutti gli interessati per accedere al prolungamento sono tenuti alla presentazione della domanda di pensione nelle tempistiche previste prima dell‘applicazione della legge 122/2010.
    L’applicazione delle tre Leggi (122/10, 111/2011, 148/2011) ha determinato e determinerà la mancanza di reddito per un periodo consistente e variabile secondo la data di cessazione dal lavoro e la tipologia di penalizzazione.
    Secondo le norme della Legge 122 – art. 12 comma 5/bis – il sostegno reddituale dovrebbe essere assicurato dal Fondo Sociale per l’occupazione e la formazione di cui all’articolo 18 comma 1, lett. a) del decreto legge 29 Novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni nella legge 28 Gennaio 2009, n. 2 e attivato finora di anno in anno ( sino al 2017 ) con appositi decreti ministeriali.
    Attualmente sono stati emanati due decreti:
    • D.M. n. 63655 in data 5/1/2012 per l’anno 2011, pubblicato sulla G.U. nr. 14 del 18 01 2012 ed emissione di conseguente msg. INPS nr. 1648 del 30 01 2012;
    • D.M. n. 68225 in data 2/10/2012 per l’anno 2012, pubblicato sulla G.U. nr.249 del 24 10 2012 ed emissione di conseguente msg. INPS nr. 17734 del 30 10 2012.
    • Il D.M. per l’anno 2013 è ancora da emanare con conseguente vuoto reddituale di mesi 6 ad oggi.
    I meccanismi inseriti tempo per tempo dalle sopraccitate leggi oltre ad allungare la decorrenza della finestra AGO, incidono sui requisiti previdenziali per quanto concerne la “speranza di vita“ e l’innalzamento di età per le donne nel privato. Di fatto si determina un allungamento dei requisiti sia di decorrenza che previdenziali .
    Nel 2010 con la legge 122/2010 si è introdotto il principio della finestra mobile a cui vanno aggiunti un ulteriore spostamento della finestra per chi ha maturato la pensione di anzianità con 40 anni di contributi versati e ancora nuove decorrenze di maturazione del diritto alla pensione legate alla “speranza di vita“ (legge 111/11 – 148/11) per coloro che maturano il diritto sulla base di requisiti anagrafici (vecchiaia e quote). Nel dicembre 2011 infine la riforma Fornero, oltre a fissare nuovi criteri per l’accesso alle pensioni ha confermato che tali regole valgono anche per le categorie salvaguardate di cui alla legge 214/2011.
    Queste nuove disposizioni, e in particolare la finestra mobile, hanno comportato per coloro che sono usciti dal lavoro con le regole della Prodi/Damiano un “vuoto reddituale“ sino all’apertura della finestra AGO calcolata con le nuove regole della Legge 122/2010.
    Nel corso del 2011 con due ulteriori provvedimenti legislativi – L. 111/2011 e L. 148/2011- si è anticipata, con il primo, la decorrenza della speranza di vita – dal 2015 al 2013 – e con il secondo l’innalzamento dell’età anagrafica per le pensioni di vecchiaia e per quelle di anzianità con il sistema delle quote, raggiungendo il ragguardevole risultato di aver prodotto con la 214/201 ben 4 riforme in 17 mesi e causando, di fatto ed inevitabilmente, sovrapposizioni normative ed incertezze interpretative. Si aggiungano inoltre decreti attuativi, circolari e messaggi Inps, che hanno comportato e stanno comportando in buona sostanza una discontinuità reddituale che negli anni 2011 e 2012 ha superato i 12 mesi .
    Se il senso del Decreto e dell’intervento del Fondo Sociale per l’Occupazione è quello di risolvere il problema della discontinuità reddituale, il ricorrente ritardo di circa un anno verificatosi tanto negli anni precedenti tanto per quello in corso, nei fatti si traduce in un motivo aggiuntivo di disagio per tante famiglie senza beneficio alcuno per il Bilancio dello Stato! Quale è infatti la differenza tra firmare il Decreto a gennaio o ad ottobre ? E perché non legarlo appunto alla presentazione presso Inps della originaria domanda di pensione ante riforme in maniera tale da non creare il citato vuoto?

    Crediamo quindi che l’emanazione del Decreto Ministeriale rivesta carattere di urgenza per i motivi sopra richiamati al fine di consentire a tutte le categorie ricomprese di ottenere una effettiva “ SALVAGUARDIA “ ad oggi solo nominale anche se inserita nel primo gruppo dei 65.000.
    ESODATI GRUPPO INTESASANPAOLO – Gruppo su Facebook di 667 membri
    Gli Amministratori
    IASONNA Filippo
    BOSCAROL Graziella
    PORTOGHESI Roberto

  9. E’ da molto tempo ormai che si parla di “esodati” e di “salvaguardati”. Non tutti sanno pero’ ( o fingono di non sapere) che esistono quasi 5000 famiglie salvagurdate dalla riforma Fornero ma che ricadono nella riforma Sacconi che prevede finestre mobili con discostamento dalla finestra originaria concordata al momento dell’accordo da 1 a 15 mesi con relativo vuoto reddituale. A provvedere a questa copertura dovrebbe essere il Fondo Sociale per l’occupazione con emissione annuale. Sino ad oggi tale decreto relativo al 2013 non e’ ancora stato emesso con gli immaginabili disagi di sopravvivenza di quasi 5000 famiglie. Probabilmente il fatto di essere “soltanto” in 5000 non fa notizia ma vi assicuro che il disagio e’ enorme!

  10. Vorrei segnalare all’autore dell’articolo, perfettamente chiaro nell’illustrare un aspetto della situazione, che tra gli esodati ci sono certamente quelli salvaguardati, termine che all’opinione pubblica sembra sia sinonimo di ‘ce l’hanno fatta’, ma che ai fatti rivela un ulteriore aspetto di queste riforme legislative in materia pensioni a cui assistiamo ormai dal 2010: coloro che hanno lasciato il lavoro in base a degli accordi stipulati nel 2007/2008 e quindi in esodo dal 2009-2010 si ritrovano a dover fare i conti con la riforma Sacconi-Tremonti, per cui devono scontare un periodo di vuoto economico che va dai 6 ai 15 mesi. La legge richiamata aveva previsto un intervento da parte dello Stato a carico del Fondo Sociale e lo stesso decreto autorizzava il Ministro del Lavoro ad firmare un apposito decreto che consentisse di veder prolungare l’assegno di sostegno fino ad ora percepito. Tralascio gli ulteriori interventi della legge Fornero che vengono applicati ai c.d.salvaguardati, per espressa dichiarazione del Ministro, come le speranze di vita da aggiungersi al periodo contributivo che nessuno, dico nessuno, ha mai voluto chiarire. Ad oggi sono stati emanati ben due decreti, entrambi con notevole ritardo a cui si aggiungono ulteriori tempi burocratici da parte dell’Inps a cui viene demandata la gestione, a sostegno dei lavoratori con vuoto economico per il 2011 e per il 2012. Per il 2013 ancora nessun segnale all’orrizonte salvo fumosi segnali di spasmodiche ricerche di liquidità e di malcelate espressioni di riforme con tagli a mannaia anche sulle pensioni già in liquidazione.

  11. Tra i tanti problemi degli esodati nessuno parla del Decreto annuale che dovrebbe assicurare la continuità economica a quanti, pur inclusi nella cd. salvaguardia rispetto alla riforma Fornero, erano in mobilità o nei fondi di solidarietà nel 2010 ed hanno subito lo spostamento dell’apertura della finestra di uscita a causa del decreto a firma “Sacconi” nel 2010. Gli ammortizzatori li assistono sino all’apertura della finestra originaria, ma i mesi di slittamento rischiano di essere “vuoti” perché ad oggi non è stato ancora firmato il Decreto Ministeriale che concede i fondi relativi per il 2013. Si tratta di quasi 5mila lavoratori che sono oggi senza alcun reddito dopo quattro decenni di contributi previdenziali , ma nessuno ne parla. La storia del ritardo si era già vista tanto nel 2011 che nel 2012. Una firma importante per tante famiglie che a luglio 2013 ancora si fa attendere: l’ex Ministro Fornero aveva dichiarato che il provvedimento era già pronto ma che non era stato possibile firmarlo per motivi burocratici mentre l’attuale Governo a distanza di mesi sembra essersene dimenticato, dopo tante dichiarazioni elettoralistiche. E’ una di quelle cose concrete e possibili che dovrebbero essere fatte subito perché non prevede passaggi parlamentari o un impegno di risorse significative. Perché i media non ne parlano?

  12. Siamo a luglio e ancora non è stato firmato il decreto che proroga l’assegno di sostegno al reddito per i lavoratori che erano in mobilità o nei fondi di solidarietà nel 2010 e che hanno subito lo spostamento dell’apertura della finestra grazie alla riform Sacconi.
    Circa 5mila di questi lavoratori “salvaguardati” rispetto alla Riforma Fornero, con gli ammortizzatori sociali SCADUTI nel 2013 sono senza REDDITO da gennaio 2013 e per un periodo che va da 1 a 15 mesi a seconda dei casi.
    Persino la Fornero era stata più sollecita nel farsi carico di questo disagio sociale.
    Complimentoni al ministro Giovannini e a lui vadano i più cari auguri di buone vacanze da parte delle famiglie degli esodati.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here