In questo periodo di recessione e ristrettezza economica può sembrare avventato parlare di acquisto di una casa, ma al contrario di quel che si può pensare secondo gli esperti di settore è proprio questo il momento di comprare immobili. I prezzi del mattone sono calati in maniera considerevole, i tassi d’interesse di riferimento sui mutui sono bassi e numerosi proprietari si stanno decidendo a ridurre le pretese, pur di riuscire a vendere. Chiaramente non è comunque facile fare questa mossa, però ” i migliori affari sono quelli controcorrente”, come ricordava l’opinionista americano Quentin Weeb sul New York Times.

Avere disponibilità di liquidi, naturalmente in una operazione come questa, aiuta; giusto per non doversi rivolgere necessariamente alle banche per un prestito o quantomeno per limitare la cifra richiesta. L’ostacolo principale da superare, infatti, è riuscire ad ottenere un mutuo, tanto che, in base ai dati raccolti dall’Albi nell’ultimo semestre, il 60% di quanti hanno comprato un immobile hanno impiegato soldi propri. Allo stesso modo la quota di transazioni sostenute da mutuo è calata dal 65,5% del primo semestre 2011 al 41,6% del primo trimestre 2013. I mutui concessi, inoltre, coprono mediamente solo la metà del valore dell’immobile.

Per coloro che invece dispongono di un capitale in contanti sufficiente, o che riescono ad ottenere la fiducia delle banche, il momento è quello giusto; l’ultimo Rapporto sul mercato immobiliare delle 13 maggiori città italiane presentato da Nomisma, prevede che a fine 2013 i prezzi delle case saranno calati del 5,6% rispetto all’anno precedente, con un calo nominale dei valori immobiliari del 16% rispetto al 2008. Non solo; la stagnazione del mercato delle case sta spingendo numerosi proprietari a vendere le proprie case a prezzi inferiori rispetto alle aspettative, con sconti medi del 16,5% nel primo semestre dell’anno. Un lento recupero dovrebbe cominciare ad iniziare dal prossimo anno.


Anche per quanto riguarda i mutui la situazione potrebbe migliorare almeno leggermente, nonostante i cordoni delle banche rimangano chiusi e gli spread piuttosto alti. L’importo medio dei mutui erogati nei primi quattro mesi dell’anno, secondo l’ultimo Osservatorio di Mutuionline.it, è infatti in ulteriore calo (a 126. mila euro circa). Ad ogni modo i tassi di riferimento delle banche sono tra i più bassi di sempre e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ridurre gli spread.

 

 


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4 COMMENTI

  1. Non è facile fare una previsione in quanto molti aspetti potranno influenzarne l’andamento: le decisioni delle autorità nazionali e mondiali, l’introduzione o l’eliminazione di tributi sugli immobili…

  2. Anch’io ho 137 mq di appartamento da vendere da un paio di anni. Ciò non mi impedisce di auspicare che il prezzo delle abitazioni continui a scendere. Costavano più in Italia che nei restanti 26 paesi dell’Europa. Questo grazie a 20 anni di incoraggiamento alla speculazione, che ha danneggiato enormemente il nostro Paese, incoraggiando la speculazione dei pochi che molto possedevano, contro i molti che possedevano poco o nulla.
    Maggiori sono le disuguaglianze in una nazione, peggiori sono le condizioni di vita e la sicurezza di tutti i cittadini, il disagio sociale, compresa la violenza. Non ci vuole molto a capirlo. Chi non riesce da solo, può leggersi o studiarsi “The Spirit Level, di Wilkinson e Pickett, Penguin Books, 2009. The Guardian lo definì il miglior libro in assoluto del 2009.
    Penso tra l’altro che sia tradotto anche in Italiano.

  3. Il problema è che la maggior parte delle persone, non è informata adeguatamente. Quando non hai una esperienza diretta in un settore si parla in maniera generica è superficiale.

    Premettendo che nessuno ha la verità assoluta su quello che sarà il futuro, quello che noi professionisti immobiliari facciamo, è analizzare i numeri e non a limitarci a delle valutazioni soggettive o esperienze singole.

    I numeri ci dicono, che nel 2012 ci sono state in Italia oltre 480.000 compravendite immobiliari. Il calo è stato forte, ma i numeri rimangono importanti.

    Il mercato è ritornato agli anni prima del boom immobiliare.
    Inoltre l’esperienza ci dice che se vuoi vendere un appartamento al prezzo di mercato di oggi, riesci farlo.
    Se pensi di venderlo al prezzo di tre anni fa, certamente non riuscirai a venderlo. Ma questo accade in ogni situazione di mercato.
    Anche negli passati, nel momento del boom immobiliare, non riuscivi a vendere , se chiedevi un prezzo maggiore rispetto a quello di mercato.

    Siamo concordi con l’articolo, oggi è un momento buono per acquistare un appartamento, per esempio sul mercato delle aste giudiziarie, ci sono appartamenti che si comprano anche alla metà del loro prezzo attuale di mercato.

    Negli investimenti è questione di visione e di memoria storica. Noi abbiamo gia’ vissuto questa situazione negli anni 90. In quel periodo di crisi la gente non comprava le case. Nonostante, che i prezzi fossero straordinariamente bassi.
    Salvo poi lamentarsi dopo qualche tempo, di non averlo fatto. I dati sono a disposizione di tutti coloro che vogliono vederli.
    Questa è la nostra esperienza, non pretendiamo di avere la verità assoluta, ma semplicemente una visione che deriva da oltre 20 anni di lavoro nel settore immobiliare.

  4. Come al solito si fanno valutazione balorde ma per la Massa Ciandala non può che andare bene così.
    Ancora nel 2011-2012 si facevano queste azzardate previsioni… ma il fondo è ben lontano dall’essere toccato…
    In genere chi ha comprato dal 2007-2008 in poi ha pagato un Valore che non ha più nel senso che è di molto diminuito.
    Se uno compra la 1^ casa forse (ma il forse è grande come la casa che acquista) ancora conviene purchè non in condominio, se al contrario la si acquista come investimento è il peggiore che si possa fare in Italia oggi.

    Ad eccezione forse degli immobili in zone di pregio, l’immobile non è più e non lo sarà più per un bel pezzo (20-30 anni) un oggetto da investimento di Massa come lo è stato in passato.
    Primo perchè non rivaluta e non rivaluterà.
    Secondo perchè è un generatore pazzesco di costi tanto più se lo si detiene in condominio, tanto più se si decide di darlo in affitto.
    Oggi la gente si butta in massa sull’affitto che non può comunque aumentare oltre una certa misura in quanto comunque l’inquilino non può pagare oltre una certa somma (è incomprimibile) che comunque per il proprietario non è certa.

    Il proprietario obbligato comunque a riempire l’immobile (per sostenere i costi di gestione e di tasse) lo deve fare ad un rischio incredibilmente alto e quando l’entrata verrà a mancare da parte dell’inquilino che smette di pagare per la crisi in corso, oltre le tasse si paga lo sfratto con tempi bibblici.

    Il Condominio è diventato poi una sorta di mantenimento dell’amministratore a vita che rappresenta il kapò (il controllo nel senso di Primo Levi) che chiede dati di cui tutto il mondo sa già in 10.000 banche dati.
    Ne deriva che prima ci si disfa dell’immobile in particolare in città ed in condominio, meglio è.
    Tenuto conto poi che anche il mercato degli studenti crollerà, da una parte per effetto del crescente studio on line e dall’altra per effetto della migrazione studentesca all’estero e/o della rinuncia allo studio in quanto non + conveniente, ne deriva che il crollo lo dobbiamo ancora vedere ma sarà un calo costante per un periodo che io stimo di 20-30 anni.
    Questo perchè il condizionamento psicologico del proprietario è tale da non calare le brache se non in vera difficoltà ossia quando è già tardi.
    Sappiamo bene che la legge di domanda e offerta funziona solo quando il mercato cresce. Inoltre il monitoraggio dei prezzi (quindi la Realtà sul Valore Misurato) è artefatto intenzionalmente per non fare vedere il collasso sistemico.
    Conosco personalmente gente che ha immobili ad esempio stimati (Valore già farlocco ma in quel periodo era tale) a 540.000 euro e oggi non riesce a vendere (ergo si tiene il dito nel culo) nemmeno a 250.000 euro.
    Ma nonostante tutto è ancora alta questa valutazione.
    Ci sono altri aspetti che riguardano ad esempio i vecchi che prima o poi crepano:
    in centro storico hanno appartamenti ancora vecchi e di metrature alte che ristrutturati daranno luogo a metrature inferiori (da un appartamento se ne ricavano 2 o 3) andando ad aumentare ancora di più l’offerta.

    La follia sta dunque nel tassare un bene che non rende più sia perkè svaluta, sia perchè produce a fatica (anche quando è affittato) un 1-2% del Valore che si ottiene da un tranquillo deposito bancario che non fallisce perkè la banca non deve fallire.

    La follia diciamolo purre è in questo sistema economico che non si evolverà come l’abbiamo sempre inteso.
    Ciò in ragione dell’evidenza che quello che 20 anni fa si faceva con 1000 persone, oggi si fa con 100 ed è evidente che i 900 vanno a spasso.

    Ergo la macchina si mangia il lavoro e tutto l’indotto che ne deriva è conseguente.
    Più si fa efficienza meno serve Lavoro umano che non alimenta più il consumo e tutta la Malattia che ne è derivata.

    Ci si chiederà: ma quei 4 soldi che si ricuperano dalla vendita e che diventano Spirito Santo dove si possono reinvestire?
    O fuori dall’EU o disperderli in piaceri minuti in quanto a breve il Danaro dematerializzato a Nulla (numeri su display con moneta fisica fuori corso in nome della tracciabilità) sarà trasmutato a Spirito Santo ovvero Atto di Fede in colui che lo emette.

    Sarà dunque interamente gestito dalla Banca (verosimilmente centralizzata) onniscente ed onnipotente che bloccherà e regolerà a suo piacimento la Riserva di Valore a disposizione dell’individuo..
    Per carità la vostra testata è comunque libera di vendere la Fuffa che crede a questa Massa Ciandala che ancora non ha capito la Deriva del Sistema:
    siamo ancora molto lontani dall’aver toccato il fondo..

    Sarà il tempo a dare conferma

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