E’ arrivato il giorno del rinvio all’aumento dell’Iva e del varo del piano giovani contro la disoccupazione. E’ in programma oggi un Consiglio dei ministri di importanza capitale, dove verranno approvate due misure che potrebbero segnare non solo il cammino dell’esecutivo di qui in avanti, ma anche la situazione economica e sociale di milioni di cittadini.

Come annunciato nelle scorse settimane, più volte rimandato e poi infine messo in ordine del giorno, il piano per i giovani arriva a due giorni dall’inizio del Consiglio europeo, appuntamento cruciale per la definizione delle politiche economiche per l’occupazione in area Euro. In quel consesso, infatti, gli Stati membri dovranno arrivare con un pacchetto di riforme volte e rilanciare il lavoro giovanile, che arranca un po’ in tutto il vecchio Continente, e in particolare nei Paesi del Mediterraneo. In Italia, per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il tasso è arrivato al record del 40%.

Così, oggi il governo dovrebbe varare un decreto che rimodella alcune storture della riforma Fornero sul lavoro – legge 92/2012 – che aveva cercato di implementare il ricorso ai contratti di apprendistato, senza suscitare il boom atteso. Così, si cerca di rispolverare i tanto bistrattati contratti atipici, che la legge in vigore ha voluto disincentivare, provocando, però, il boomerang di un incremento sulla quota di disoccupati.


Il primo punto su cui il governo ha intenzione di allungare la propria mano è quello dell’intervallo minimo tra un contratto a termine e il successivo, che dovrebbe essere portato a 10 o 20 giorni invece degli attuali 60.

In aggiunta, allo studio sarebbero interventi sull’acausalità dei contratti a termine, che potrebbero essere corretti solo per alcune fasce anagrafiche come gli under 29 o gli over 50.

Da ultimo, potenziamento in arrivo per i co.co.pro., anche se i sindacati hanno già annunciato di voler alzare le barricate su questo punto, che leggono come un ritorno al passato della precarietà.

Assieme al provvedimento per il lavoro, che dovrebbe portare l’Italia a usufruire delle risorse stanziate nel piano di sviluppo Ue Youth Guarantee, dovrebbe essere dato l’ok anche al decreto blocca aumento Iva, annunciato ieri dal ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio. 

Per scongiurare, almeno temporaneamente, l’incremento dell’imposta al 22%, è necessario reperire subito un miliardo di euro, contro i 6 necessari per arrivare all’abolizione completa della crescita dell’aliquota. Risorse che, a stretto giro, potrebbero essere trovate, secondo le indiscrezioni, con un aumento della tassazione sulle bevande alcoliche e, finalmente, dopo diversi tentativi operati dal governo e dai parlamentari in sede di Commissione, anche dalla tassa sulla sigaretta elettronica. Va ricordato, infatti, che l‘accisa sul tabacco è pari al 76%, mentre le e-cig restano sottoposte al regime di Iva normale per i beni di consumo. Da ultimo, si guarda anche all’altro vizio che imperversa nel tessuto sociale: quello del gioco e, in particolare, ai videopoker e i bingo. Una combinazione dettata dal vizio, che aiuterebbe il governo a reperire le risorse e consentirebbe paradossalmente agli italiani di tenere qualche soldo in più in tasca, quantomeno fino a settembre.

Stop aumento Iva e piano lavoro giovani: oggi in Cdm il doppio decreto


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