Amore libero? Of course. D’ora in avanti, gli “aiutini” per gli uomini che accusano problemi in intimità potrebbero costare molto meno. E’ infatti in scadenza il brevetto del celeberrimo Viagra, uno trai medicinali più famosi al mondo e senza dubbio quello che negli ultimi anni ha alzato più polemiche e più chiacchiere sul proprio conto, oltre che su quello dei propri acquirenti.

Il Viagra, primo farmaco in grado di curare l’impotenza maschile, è stato ufficialmente inserito nel compendio farmaceutico statunitense il 27 marzo 1998 dalla Food and drug administration, che mise a verbale un brevetto riconosciuto alla casa farmaceutica Pfizer, che aveva trovato la formula magica per assicurare agli uomini prestazioni non deludenti nell’intimità di coppia.

Basata sul principio attivo del sildenafil, la composizione della famosissima pillola blu è ora appannaggio di chiunque voglia sfruttarne l’incastro chimico, tale da produrre un successo di quasi 3 miliardi di scatole vendute nel mondo.


Scoperta casualmente nei laboratori inglesi della Pfizer, la formula del Viagra esiste dal 1986, quando emerse come un effetto collaterale dalla sperimentazione di un rimedio contro l’infarto del miocardio. Addirittura, 4 su 5 casi maschili indicavano la chiara propensione all’erezione. Così, all’improvviso, venne scoperta la pillola che ha rivoluzionato la vita sessuale di una moltitudine di uomini più e meno giovani, con 60 milioni di confezioni vendute solo in Italia nell’arco di dieci anni.

Da allora, naturalmente, il Viagra ha comunque dovuto fronteggiare un’agguerrita concorrenza – basti pensare all’altrettanto diffuso “Cialis” – ma c’è da ritenere che, ora, il mercato della felicità maschile diventerà un vero e proprio campo di battaglia, con case farmaceutiche in grado di sfruttare il principio attivo alla base del farmaco per abbassare i costi e rendere il piacere sessuale ancora più economico. Basta notare anche l’enorme mercato online di pillole più o meno affidabili che promettono i medesimi effetti, ma che suscitano più di una perplessità tra gli addetti ai lavori.

Alcune fonti indicano che, dal termine del brevetto, i prezzi dei farmaci scendono di circa il 40%, che equivarrebbe a oltre 20 euro per scatola delle famose pillole blu.  Non resta che attendere, dunque, che scoppi la grande guerra delle pillole blu.


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