I condomini italiani avrebbero complessivamente reagito bene alle nuove regole sulla trasparenza introdotte dalla recente riforma del condominio (legge n. 220/2012). Riporta Confedilizia, che il 18 (primo giorno di entrata in vigore della riforma) ha raccolto alcune testimonianze nelle assemblee svoltesi nella mattinata e nel primo pomeriggio, i pochi conflitti insorti sono stati facilmente risolti. Anche il Sole 24 Ore, sempre nel giorno dell’avvio, ha ascoltato gli amministratori ritrovatisi alle prese con la gestione delle prime assemblee a nuovo regime, dopo 71 anni dalla modifica del 1942. Di seguito riportiamo le dichiarazioni rilasciate da alcuni degli amministratori sparsi in lungo e in largo per la penisola: Fabio Sandrini, ad esempio, amministratore a Milano dice: “Tutti i condomini erano al corrente delle novità. Abbiamo fatto la nomina dell’amministratore con il nuovo rito, la descrizione dell’emolumento ed è stata chiesta la polizza Rc. Si è aperta una discussione sulla possibilità che la nomina sia valida anche oltre l’anno di proroga automatica, ma il fatto che l’assemblea la possa revocare in ogni momento ha tranquillizzato tutti.”

Sempre positivi ma comunque meno entusiastici sono invece i toni dei condomini amministrati da Carlo Cerrini il quale, sempre a Milano, conferma: “Hanno dimostrato un moderato interesse, la nomina si è svolta con le nuove regole e non hanno chiesto la polizza Rc”. “Subito i condomini hanno voluto capire la differenza rispetto alle vecchie norme, in particolare sulla sfasatura tra bilancio di cassa e competenza (…). -riporta invece Giuseppe Parisi (Padova)- Grande apprensione ha suscitato l’obbligo del fondo per i lavori straordinari, abbiamo 150mila euro in ballo e abbiamo dovuto rimandare la decisione, probabilmente dovremmo chiedere un oneroso finanziario”, conclude Parisi. Anche Nicola Musicco riporta da Trani che i problemi maggiori hanno riguardato il fondo condominiale: “I condomini hanno fatto rilevare che si perdono così i vantaggi della dilazione. Nessuno ha suggerito soluzioni possibili e non sono abituati a finanziamenti bancari, che del resto sono concessi con il contagocce”. La questione fondo-lavori è stata affrontata anche da Giuseppe de Pasquale (Roma), consulente in un’assemblea: “Ho spiegato che il fondo, in realtà, è una scrittura contabile dove accantonare i 600mila euro preventivati. Ma dato che non è scritto come costituirlo, l’assemblea deve deliberare l’accantonamento specificando che sarà alimentato con rate in 24 mesi, con partenza dei lavori prima ancora dell’accantonamento stesso. Anche nelle aziende –prosegue il consulente- il fondo Tfr viene utilizzato come liquidità. In condominio possiamo inserire nelle attività 600mila di crediti e altrettanto, come fondo, nelle passività. Considerando quindi l’obbligo sotto il profilo delle regole di contabilità e non solo strettamente il testo letterale, il problema si può risolvere”.

A Genova, l’avvio operativo della riforma pare aver smosso le acque stagnanti delle consuetudinarie prassi, come affermato da Pierluigi D’Angelo: “Le banche hanno ricevuto molte richieste di apertura di conto corrente condominiale e le richieste di iscrizione all’Anaci (una delle associazioni degli amministratori) sono salite del 15% negli ultimi quattro mesi, segno che molti amministratori sentono il bisogno di una forte struttura informativa che offra anche una buona convenzione assicurativa. All’assemblea comunque -ribadisce con soddisfazione- grande entusiasmo per le regole di trasparenza e i requisiti dell’amministratore. Timori, invece, sulla possibilità di distacco: molti condomini si sono chiesti cosa succederebbe se fosse più d’uno a volersi distaccare”. Grande ottimismo traspare poi dalle parole di Daniele Vaccari di Bologna: “L’assemblea è andata bene, i condomini hanno capito che questa legge li tutela, diventano consumatori a tutti gli effetti e hanno bilanci trasparenti. Soddisfazione anche per l’anagrafe condominiale con i dati sulla sicurezza delle singole unità”.


Gianni Masullo (Salerno) dichiara che sulla scelta del colore delle tinteggiature l’assemblea non ha mostrato particolare entusiasmo: “Per fortuna la decisione di spesa era già stata presa e non abbiamo dovuto pensare al fondo obbligatorio. Ma la mia percezione -prosegue Masullo- è che la grande maggioranza abbia capito ben poco”. Rimane, infine, la ‘tragicomica’ vicenda che ha coinvolto un condomino leccese, il quale presentandosi all’assemblea accompagnato dal cane al guinzaglio, ha affermato soddisfatto che da ora in poi nessuno avrebbe più potuto fare nulla per evitare che lui e il suo fedele amico potessero finalmente vivere sotto lo stesso tetto. E’ intervenuto quindi a smorzare i toni entusiastici l’amministratore che ha dovuto spiegare all’uomo come, sì, la nuova legge inibisce ai regolamenti condominiali di vietare il possesso o la detenzione di animali domestici, ma che tuttavia tale previsione non si estende ai regolamenti contrattuali (come appunto quello dello stabile in questione) approvati da tutti i condomini o da tutti espressamente accettati.

Vai allo speciale “Riforma del condominio 2012”.


CONDIVIDI
Articolo precedenteRiforma pensioni e piano giovani: il lavoro part time può aiutare Letta
Articolo successivoAumento Iva 2013, luglio è alle porte: forse il decreto dello stop in Cdm

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here