Da oggi in poi sarà più severa la pena inflitta ai genitori responsabili  di soprusi o ingiurie ai danni dei propri figli. La Cassazione, sezione VI penale, infatti, con la sentenza 23326/2013 depositata oggi ha stabilito che il reato imputabile ai padri o alle madri colpevoli di aver picchiato o insultato i figli diventa legittimamente ascrivibile alla categoria dei maltrattamenti e non più dell’abuso di mezzi di correzione.

L’uso sistematico della violenza, quale ordinario trattamento dei minori, anche dove fosse sostenuto da animus corrigendi, non può rientrare nell’ambito della fattispecie di abuso dei mezzi di correzione, ma concretizza gli estremi del delitto di maltrattamenti” è stata la precisazione degli “ermellini”.

La situazione specifica da cui ha avuto origine la modifica giurisprudenziale ha come protagonista una coppia di genitori di quattro minori, entrambe ritenuti dai magistrati responsabili di veri e propri maltrattamenti a danno di quest’ultimi.


Non è nemmeno ipotizzabile -si legge nella sentenza della Corte Suprema– che i comportamenti posti in essere dai due imputati fossero finalizzati ad imporre una qualche forma di educazione, essendo stati improntati elusivamente all’insegna della violenza e della sopraffazione”.


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