Sono 77 i miliardi di euro che la riforma delle pensioni di Elsa Fornero, che ha generato il caos esodati, consentirà di risparmiare da qui al 2020. Il dato confermato dalla Ragioneria dello Stato è l’ostacolo più alto per il nuovo governo, intento a rivedere gli ingranaggi della legge in vigore, con l’obiettivo di eliminare i fattori di rischio e marginalità, ma, al contempo, evitare di spolpare ulteriormente le casse pubbliche.

E’ per questo che, ieri, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha annunciato che verranno apportati correttivi “con il cacciavite” alla legge firmata dal precedente titolare del dicastero sul Welfare, che ha realizzato le sue riforme sul lavoro e, soprattutto, sulle pensioni in un contesto di attacco alla stabilità finanziaria del sistema Italia, tale da richiedere interventi drastici, i quali però, hanno prodotto effetti imprevisti, come quello, drammatico, degli oltre 300mila esodati lasciati senza lavoro e senza trattamento pensionistico.

A questo proposito, la priorità per il governo, che ieri ha dato il via agli incontri con le parti sociali, è quella di, innanzitutto, bloccare l’emersione di ulteriori lavoratori non salvaguardati, ritoccando la legge sulle pensioni proprio nei suoi aspetti più critici.


Così, l’ultima novità in orbita welfare, spuntata nelle ultime ore, è quella che prevederebbe un taglio alle pensioni più ricche, al fine di accumulare un tesoretto tale da consentire un margine minimo di manovra sul comparto lavorativo, che tiri dentro anche i giovani senza occupazione, un’altra moltitudine inoperosa, che lo Stato vuole farsi carico di guidare fuori dalle sabbie mobili dell’inattività.

Obiettivi nobili, certamente, che però devono sposarsi con una situazione economica tuttora fortemente precaria, che dovrà operare con precisione per favorire maggior equità tra le varie fasce sociali e anagrafiche: in questo senso, il taglio delle pensioni più elevate “è un elemento di giustizia sociale – ha affermato il ministro Giovannini – e attualmente è una delle proposte che sono state fatte”.

Una strategia che rientra appieno dentro quel principio guida del patto generazionale più volte annunciato sia dallo stesso premier Enrico Letta che dal ministro Giovannini in persona, nelle poche uscite pubbliche finora intrattenute. Così, il rovescio della medaglia di questa stretta alle pensioni sarà quello di favorire l’occupazione giovanile con misure precise, tra cui la riduzione del periodo di intervallo tra la conclusione di un contratto a termine e il successivo, mentre appare più ostica la sospensione del contributo aggiuntivo sui contratti flessibili, fissato a 1,4%.

Sul tavolo, nel frattempo, per le pensioni sono sempre presenti le proposte Damiano e Baretta, che prendono ispirazione dalle precedenti bozze Treu e Cazzola: l’uscita elastica tra i 62 e 70 anni, con penali o bonus a seconda che l’addio al lavoro avvenga prima o dopo i 65, dovrebbe garantire la chiusura definitiva della pratica esodati. L’unico dubbio riguarda, per l’appunto, l’ammontare di tali deficit nell’assegno mensile dei futuri pensionati: le opzioni riguardano se incrementare i tagli nelle mensilità sulla base di quanto già previsto dalla riforma Fornero, o, in alternativa, proporre una riduzione base del 10% della pensione, che via via si alleggerirebbe a seconda della “resistenza” del lavoratore al proprio posto. Insomma una flessibilità orientata, che consenta l’uscita in anticipo, presentando però forti incentivi al ritiro oltre il minimo per l’età pensionabile.

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16 COMMENTI

  1. Ragazzi,organizziamo le N.B.A.P. nuove brigate ammazza politici,vedrete che se si ammazzeranno SOLO I POLITICI,il popolo vi sosterrà,

  2. CI VOLEVANO I PROFESSORI X CAMBIARE LE REGOLE DEI POVERI…….
    NELLA MATEMATICA 1+1= 2 POI 1-1=0 COME I GIOVANI CHE POTRANNO ASPIRARE AD UN POSTO DI LAVORO X ANCORA2/3 ANNI VISTO IL PROLUNGAMENTO DEL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI IMPOSTO PERO’ SOLO X NOI POVERI LAVORATORI DALLA GRANDE MINISTRA.
    POI VANNO IN TELEVISIONE A FAR FINTA DI ESSERE PREOCCUPATI X I GIOVANI CHE NON TROVANO OCCUPAZIONE .
    PROFESSORI 1+1=2 !!!!!!!!!!
    VE LO DEVO DIRE IO CHE MENO PERSONE VANNO IN PENSIONE E MENO POSTI SI LIBERANO X I GIOVANI?
    VI RICORDO CHE A GIUGNO MOLTI GIOVANI FINISCONO LA SCUOLA E I DISOCCUPATI GIOVANI AUMENTERANNO .
    PROFESSORI NO SAPETE FARE NEANCHE 1+1!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. non è pensabile che l’ italia stia vivendo questo incubo creato dal governo, le persone tribulano tutti i mesi a sperare di prendere uno stipendio di € 1500.00 quando ti và bene magari con un mese di ritardo chi riesce a prenderlo. I nostri politici invece incassano puntualmente tutti i mesi, per loro nessuna difficoltà anzi meno prendono i poveracci più guadagnano loro è una vergogna.

  4. Autonomo (con gravissimo problema di lavoro), 61anni di età, 41,5 anni di contributi versati e costretto al lavoro ancora per 18 mesi, non mi interessano gli esodati o cassaintegrati , noi (autonomi) NON abbiamo nessun salvagente, nessun tetto, nessun ombrello, nessuno che ci dia un’aiuto. 40 anni di contributi sono anche troppi rispetto a tantissimi che andranno in pensione con meno anni di versamenti. La riflessione più amara è che se la aspettativa di vita è per i maschi è a 78 anni anni vuol dire pagare per quasi 43 anni e avere una pensione che (nelle migliori delle ipotisi) ti sarà compagna per 15 anni. La persona che ha stravolto (e coloro che l’hanno appoggiata) la vita a centinaia di miglia di italiani merita il massimo del disprezzo. STRONZI- SCHIFOSI!!!!!!!!!!!!!

  5. Tutti i politici fanno schiffo, altro che voto con il porcelun, sarebbe sufficente il mattarelum da usare per darglielo in testa quando non graditi dalla popolazione.
    da quando è mondo hanno sempre pagato i poveri, chi ha i soldi paga solo e sempre per brevi periodi, quando si arriva alla disperazione dei poveri che non gli rimane altro da fare di andare a prendere quello che gli serve dove ne trova.

  6. A scanso di equivoci, premetto che i politici vanno bastonati tutti, senza distinzione di appartenenza, dopodichè, premesso che quaranta (40) anni di contributi effettivamente versati sono più che sufficienti per il sacrosanto diritto alla pensione, voglio fare un pensierino agli esodati. Chi è l’esodato? E’ colui che è stato messo in mobilità lunga perchè l’azienda di appartenenza è in crisi e quindi merita tutta la comprenzione e la solidarietà possibile, oppure è il furbastro che ha intascato degli annetti di stipendi anticipati da aziende floride che per motivi speculativi propri, volevano senza motivazione alcuna sfoltire il personale? Questi soggetti hanno firmato delle vere e proprie dimissioni dietro compenso, non hanno tenuto conto che tutto può essere riformato, specie sui tempi lunghi quindi per avidità personale, hanno fatto degli errori di valutazione?
    Chi sbaglia paga? ………………
    E che dire di qualcuno che in certi enti è rimasto a casa perchè ha ceduto il posto al figlio?
    Su questi dati di fatto, mi piacerebbe sentire il parere di chi legge, il dibattito è aperto!

  7. Si continua a farneticare sulla questione esodati. Ma non si vergognano i nostri politici a tradire i lavoratori che hanno firmato per andare in quiescenza con 40 anni di lavoro, portando il tetto a 42 più aspettativa di vita.? La signora Fornero ci ha tradito tutti!!!!! e poi piange in tv come i coccodrilli. Invece di tradire i lavoratori non ha pensato la signora di sospendere la pensione a chi ha maturato i requisiti dei 40 anni qualche anno fà, prende la pensione e ritorna a lavorare? Ah si è vero chi ha stipendio e pensione paga molti soldi di irpef , così va bene, ma è assurdo che con la crisi che c’è esistano persone che prendono stipendio e pensione e migliaia di giovani disoccupati. !!!!!! Lo sanno i nostri politici di questo fenomeno? Si rendono conto della diseguaglianza di trattamento tra chi è nato nel 1951 ed ha fatto in tempo ad andare in pensione con 36 anni di contributi e chi e nato solo quattro anni dopo si ritrova esodato e deve lavorare 42 anni e più? E’ una vergogna che uno stato civile si comporti così . Ci stanno portando alla fame, hanno distrutto tutti i valori morali e civili del popolo Italiano , siamo alle assi!!!!! vergogna……….

  8. SOLUZIONE:
    QUOTA 97 A PRESCINDERE DALL’ETA’

    LO SANNO MA FA COMODO IGNORARE.

    PENSO CHE SE LA BASE DEL POPOLO NON VERRA’ ASCOLTATA CI TROVERENO A DISCUTERE SU FATTI GRAVI VERSO I POLITI..

  9. Dico che 40 anni di lavoro sono anche troppi, un lavoratore dipendente versa tutti i mesi la sua “pensione” nelle casse dell’inps,quindi alla fine dovrebbe avere il suo ritorno.E questi cosa hanno fatto ? Hanno preso dalle casse dell’inps tutto il denaro per coprire buchi che con la pensione non c’entrano nula e preso denaro per i loro PORCI comodi.
    Che si facciano inculare, i coglioni siamo noi che permettiamo a questi SCHIFOSI un comportamento simile alle nostre spalle.Che ci ridiano i nostri soldi questi COGLIONI MAFIOSI,altrimenti dobbiamo avere CORAGGIO,questa gente va’ eliminata !!

  10. Forse è peccato aver lavorato e versato contributi (oltre aver versato il sangue) per 40 anni, non sono mica pochi 40 anni? Devo sentirmi in colpa perché ho iniziato a lavorare presto? Trovo veramente ingiusto non poter andare in pensione con 40 anni di contributi versati solo perché non si hanno 62 anni di età. Si dovrebbe andare in pensione con 40 anni di servizio e contributi versati a prescindere dall’età.

  11. Quello che non si capisce e’..la riforma e’ stata fatta per dare equilibrio al sistema previdenziale nel tempo…o per fare cassa e pagare il debito pubblico…Se e’ per pagare il debito pubblico vanno tutti denunciati per furto…i contributi dei lavoratori sono come un salvadanaio e lo lo stato non ha nessun diritto di investirli per risanare il debito pubblico…nel 2012 nonostante la crisi dalle casse dei privati l’Inps ha ricevuto 216 miliardi netti…Vero che sono usciti 244 miliardi…ma ci sono anche le pensioni sociali e invalidi civili(40miliardi queste non hanno niente a che vedere con quelle previdenziali)…poi mancano i versamenti dei contributi che lo stato non versa all’Inps(10-12 miliardi)…e infine sono circa 7-9 miliardi di contributi che alcune imprese non versano…facciamo bene i conti e vediamo che l’inps e’ super attivo…MA GIU LE MANI DALLE TASCHE DEI LAVORATORI…QUESTI SONO SOLDI DEI LAVORATORI…

  12. Sono pienamente d’accordo con chi afferma che la soglia dei 40 anni di contributi sia il punto massimo, perchè chi ha cominciato a lavorare 40anni fà oggi si trova con dei ritmi e delle tecnologie che lo rendono opsoleto e meno produttivo di un giovane di 25/30anni, ma sembra che questa gente venga da un modo diverso, o forse fanno finta perchè sanno che è molto più semplice andare attorno a chi non ha le “SPALLE LARGHE PER DIFENDERSI” come qualcuno dei nostri governanti ( speriamo presto ex ) ultimamente ha sbandierato ai sui fan.
    .

  13. 23/05/2013
    SENZA PAROLE. CERCANO SEPRE DI FARE CASSA SUI LAVORATORI, DOPO CHE HANNO SVALIGIATO LE CASSE DELLO STATO. COMINCIASSERO A REQUISIRE I BENI E I SOLDI A CHI HA RUBATO, A CHI SI E’ ARRICCHITO ILLECITAMENTE, A CHI HA PORTATO I SOLDI ALL’ESTERO E NON HA MAI PAGATO LE TASSE, SBLOCCASSERO I DEPOSITI DORMIENTI, RESTITUISSERO I SOLDI DEI FINANZIAMENTI AI PARTITI, TOGLIESSERO LE CONSULENZE ESTERNE. RESTITUISCANO LE FAVOLOSE LIQUIDAZIONI, ECC, ECC , ECC. I SESSANTENNI CON 35 ANNI DI CONTRIBUTI VOGLIONO ANDARE IN PENSIONE ED AVERE UNA PENSIONE DIGNITOSA. NON POSSONO SEMPRE LORO MANGIARE CAVIALE E A NOI DARE DA LECCARE LE BRICIOLE CHE NON RIESCONO A INGURGITARE. CHE SCHIFO!!!!!! LORO RUBANO E PORTANO LA NAZIONE ALLO SFASCIO COL MAL GOVERNO E LE APPROPRIAZIONI INDEBITE (ogni giorno sui giornali e’ un bollettino di guerra circa le loro ruberie) E NOI DOBBIAMO RINPINGUARE LE CASSE. E’ FACILE PRENDERE SEMPRE DAI LAVORATORI E DAI PENSIONATI ED E FACILE RIDURCI SEMPRE PIU’ IN POVERTA’, PER POTERCI MANOVRARE MEGLIO: TANTO LE LEGGI, PER NOI E SU DI NOI (NON PER LORO) LE DECIDONO LORO. A PENSARE CERTE COSE SI FA PECCATO, MA STANNO TIRANDO TROPPO LA CORDA. MALEDETTI LORO E NOI CHE LI VOTIAMO SENZA USARE IL CERVELLO. VERGOGNA, CHE SCHIFO, CHE NAUSEA.

  14. Piena ragione al commento precedente:
    compio 60 anni in settembre (classe 1953), ho iniziato il 42esimo anno di lavoro.
    Da giugno l’azienda dove lavoro mi ha messo in mobilità: che fine farò?????
    Oltre aver lavorato più di 35 anni e più di 40 anche l’umiliazione della mobilità …. e solo perchè sono troppo giovane. ….

  15. I soliti provvedimenti ipocriti presi tanto per far vedere che si fa qualcosa: ma chi pensano si fermerà oltre i 65/66 anni, solo per avere l’incentivo?
    Inoltre è giusto questo accanimento contro chi ha già versato 40 anni di contributi? Per coloro hanno aggiunto 2 anni e mezzo di contributi da versare e se non bastasse c’è anche il limite di età a 62 anni. Per quelli niente uscita anticipata? La fustigazione e la galera no?
    Perchè non hanno lasciato in pace la regola dei 40 anni? Al limite potevano mettere degli incentivi anche lì, per chi proprio smania di fermarsi oltre.

  16. Non si risolve il problema esodati mandando in pensione a 62 anni con 35 di contributi. Esiste una platea di esodati che va dai 58 ai 60 anni che rimarrebbe fuori pur avendo 38/40 anni di contributi. E’ un paradosso consentire la pensione a chi ha lavorato 35 anni e negarla a chi ha lavorato 40 solo perchè considerato ancora “giovane” a 58/60. Si dovrebbe adottare lo stesso criterio in vigore per le donne fino al 2015, magari aumentandolo di un paio di anni (58+38),sempre fino al 2015 e, ovviamente solo per quei soggetti che sono senza lavoro, magari per accordi di incentivo all’esodo stipulati in precendenza. Spero che qualcuno si renda conto di tutto ciò e provveda a cercare una idonea soluzione.

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