I tabaccai passano al contrattacco sulla sigaretta elettronica e, presentando ricorso al Tar del Lazio, chiedono la sospensione della vendita delle “bionde” dal fumo vaporizzato.

Ormai la sigaretta elettronica è la principale minaccia per l’industria del tabacco. Ne sono riprova i punti vendita che spuntano un po’ da ogni parte, mentre gli articoli, in vendita negli articoli di elettrodomestici così come nelle farmacie, promettono di far sparire il vizio delle “bionde” senza additivi dannosi come il catrame, i più dannosi tra le proprietà delle classiche sigarette. Ora, però, il boom del fumo vaporizzato sta mettendo in ginocchio il settore dei tabaccai, i quali, dopo aver visto ridursi sensibilmente gli incassi in seguito alla moda della e-cig, chiedono di bloccare la diffusione dell’articolo dal mercato.

A ufficializzare l’esposto presentato dai licenziatari della grande “T”, Enzo Perrotta, il presidente dell’UniontabItalia, associazione dei tabaccai, che annovera oltre 5mila esercizi affiliati. La vendita andrebbe fermata, spiega Perrotta, poiché la sigaretta elettronica altro non sarebbe che “un surrogato o, meglio, un modo di consumare nicotina, quindi di produrre sigarette senza cartina e in forma liquida”.

Già nelle scorse settimane, del resto, era avvenuta la presentazione di un emendamento bipartisan al decreto che sbloccava 40 miliardi di debiti per la pubblica amministrazione, volto a introdurre un’imposta sulla vendita delle sigarette elettroniche. Un passaggio, questo, condiviso dai due primattori del governo, Pd e Pdl, che, con ogni probabilità, avrebbe compiuto il primo passo verso il Monopolio di Stato anche per la sorella tecnologica della classica bionda.

Ora, le parole di Perrotta, nella presentazione dell’esposto, sembrano confermare che lo Stato ha posato gli occhi su questo settore in forte espansione, che viene scelto da migliaia e migliaia di consumatori con la prospettiva di risparmiare denaro e guadagnarci in salute, nonostante manchino ancora studi ufficiali che possano attestare al di là di ogni evidenza la non nocività del prodotto. A questo proposito, l’associazione dei tabaccai non nega che “il prodotto in questione arreca danno in misura minore della sigaretta tradizionale ma è certificato da diverse Università italiane che fa danno comunque ai consumatori”.

“Il prodotto contiene nicotina – spiega ancora Perrotta – e va opportunamente tassellato prevedendo l’accisa come per le tradizionali sigarette”. Questo, per porre un freno alla crescita eccessiva dei profitti grazie alla e-cig. Quindi, a tutela dei Sali e Tabacchi di tutta Itaklia, il promotore dell’esposto contro la vendita libera spiega che “le leggi che regolano la distribuzione dei tabacchi impongono la distribuzione in maniera selettiva e ben definita”.

Questo ritardo normativo, spiega Perrotta, avrebbe già un peso pari a un miliardo di euro per l’erario “e un forte danno per una categoria già provata anche dal contrabbando”.


3 COMMENTI

  1. quando viene fatto un qualcosa di positivo per la salute non va bene.perche non proibiscono anzi la vendita delle sigarette che se si va a vedere tante persone sono finite al creatore per colpa delle sigarette ed è diventata una malattia a livello sociale portando indipendenza,allora tanto vale legalizzare anche la droga visto che ci siamo.le sigarette elettroniche è giusto che vengano commercializzate e che i commercianti che hanno aperto questi piccoli negozi è giusto che continuino a vendere questo prodotto.ad ognuno il suo,in fin dei conti le persone devono avere la facolta di decidere se avvelenarsi con il fumo di sigaretta o se finalmente smettere di intossicarsi e intossicare gli altri che non fumano.non è nemmeno giusto che per colpa di voi tabaccai debbano chiudere quei negozi che sono stati aperti prendendo prestiti,se questi commercianti chiudono chi glielo paga il prestito che devono ancora finire di pagare?chi glielo paga il danno subito tornando disoccupati?

  2. Signor Perrotta per fortuna la sua ignoranza non contagia nessuno, il monopolio è sulla vendita delle sigarette nel loro insieme e non sulla nicotina, altrimenti dovrebbero monopolizzare anche le melanzane visto che contengono una certa quantità di nicotina come molti altri tuberi….. voi con le e-cig non centrate nulla continuate ad avvelenare la povera gente che ancora è costretta dal vizio infame del vostro schifoso fumo .siete solo un sottoprodotto della casta che ha paura di perdere gli introiti del tabacco. …VERGOGNATEVI

  3. LACRIME DI COCCODRILLO ,COME SI TOCCA QUALCOSA AI TABACCAI SUBITO PIANGONO ,E NOI BAR E RICEVITORIE DECIMATE DALLE FALSE LIBERALIZZAZIONI E CHE I TABACCAI HANNO ATTINTO A PIENE MANI PER TRASFORMARSI IN BAR RICEVITORIE , FOTTENDOSI DEI POVERI BAR VICINI ALLA LORO ATTIVITA PERO DOVETE SAPERE,
    SE UN BAR E VICINO A UN TABACCHI MENO DI 200MT NON PUO
    VENDERE I TABACCHI ,MA UN TABACCHI ANCHE PORTA A PORTA PUO’ APRIRE IL BAR ,PERCHE PER APRIRE UN BAR NON SERVONO LE DISTANZE.
    LIBERALIZZATE IL MERCATO DEI TABACCHI ,QUESTI SIGNIORI MONOPOLISTI CHE CASO UNICO AL MONDO HANNO UN GUADAGNO CERTO E CHE LE LORO ATTIVITA’
    SI VENDO DA UN MINIMO DI 200MILA EURO AL MILIONE SI LAMENTONO ,MA STATE ZITTI
    SONO TUTTI RAGAZZI CHE GRAZIE ALLA SIGARETTA ELETRONICA HANNO TROVATO
    QUALCOSA PER TIRARE A CAMPARE ,E AI POLITICI DI DESTRA E SINISTRA ATTENZIONE A SCHIERARVI ,I NOSTRI RAGAZZI VI GUARDANO,E COME AGITE COSI VOTERANNO.
    NB,ANCHE IO HO UN RICORSO AL TAR DI NAPOLI ,FATTO PER QUESTO QUESITO, PERCHE UN TABACCAIO PUO DIVENTARE BAR TABACCHI ,E UN BAR NO?
    A VOI LE CONCLUSIONI .UN ESERCENTE DI BAR ARRABIATOI

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