Chi non si è mai trovato, ahimé, una bolletta dell’energia elettrica davanti? Leggerla può essere un po’ complicato ma, nonostante questo, saper interpretare le voci indicate al suo interno è l’unico modo per essere sicuri di non pagare più del dovuto e allo stesso tempo per conoscere il nostro consumo effettivo di elettricità.

Non importa quale sia il fornitore, le bollette devono tutte essere strutturate a norma della delibera n. 152/06 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas sulla “trasparenza dei documenti di fatturazione dei consumi di elettricità“.

La bolletta deve sempre essere composta da almeno tre parti: Sintesi, Dettaglio e Comunicazioni, alle quali  si aggiunge una quarta, il Bollettino Postale, se si decide di pagare il servizio tramite sportello postale.


Per facilitare la spiegazione e illustrarvi le varie parti prenderò come esempio una bolletta Enel.

La prima pagina, quella di sintesi, comprende le informazioni più importanti e cioè (clicca sulle immagini per ingrandire):

1. I dati cliente che comprendono numero cliente (fondamentale quando si comunica col fornitore) e il codice fiscale dell’intestatario della fornitura;

2.Il codice POD (Point Of Delivery), un codice europeo che indica la posizione del punto di prelievo dell’energia;

3. Il Numero di Presa, che identifica il collegamento del contatore al punto di distribuzione;

4. I Contatti Utili, numeri da contattare in caso di guasti o emergenze;

5.Il totale da pagare, la data di scadenza, il numero e la data della fattura, il periodo di riferimento, l’importo e la situazione dei precedenti pagamenti vengono generalmente indicati in un grosso riquadro centrale e messi in evidenza grazie all’uso di caratteri più grandi rispetto a quelli del resto del documento;

6. Il riquadro con il riepilogo dei dati del vostro contratto: l’uso (domestica, residente o non residente), la tipologia dell’offerta che avete scelto e la tensione di fornitura.

Quest’ultima voce in particolare ha suscitato negli anni diverse problematiche. Diversi utenti si sono resi conto di avere un contratto con uso non residente anche per l’abitazione principale. Questo intoppo si verifica nella maggior parte dei casi quando il fornitore non ottiene tutti i documenti necessari (cambio di domiciliazione, ad esempio).

Quello che gli utenti non sanno è che il contratto di uso non residente comporta un costo dell’energia elettrica maggiore del 30% rispetto a quello di uso residente!

Se, controllando la vostra bolletta vi renderete conto di rientrare in questo caso, niente paura! Basterà inviare una raccomandata A/R al vostro fornitore, unitamente alla documentazione mancante nella vostra pratica: i soldi che avete pagato in più vi verranno restituiti immediatamente!

Anche la parte relativa alle comunicazioni sulla fornitura è molto interessante se si ha intenzione di risparmiare… In questa parte  sono infatti indicate le varie tariffe e le fasce orarie in cui vengono applicate. Sono una moglie e una mamma e conosco perfettamente il senso della frase “emergenza bucato” ma, sapete che attivando la lavatrice dopo le 19.00 la tariffa applicata è inferiore rispetto a quella precedente? Lo stesso vale per tutti gli altri elettrodomestici: forno, tv, computer e chi più ne ha più ne metta… Accorgimenti come questo vi permetteranno di ottenere un risparmio del 10% che, di questi tempi, non è per niente poco!

Ecco infine quattro buone abitudini che posso aiutarci a risparmiare:

1. Caricare al massimo la lavatrice o la lavastoviglie prima di impostare un ciclo di lavaggio (consiglio già sentito migliaia di volte immagino ma sempre attuale);

2. Preferire la domenica per quei cicli di lavaggio “particolari”  (cose non  urgentissime da lavare tipo tappeti, tende o cose di questo genere);

3. Utilizzare lampadine a basso consumo per l’illuminazione;

4. Evitare di lasciare gli elettrodomestici in stand-by se nessuno li sta usando e staccare i caricabatterie dalle prese che continuano a consumare e consumare energia.


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5 COMMENTI

  1. scusate mi spiegate perche’ su un consumo di 70,00€ pago in piu’ altri 70:00€ di spese con la dicitura ( servizio di rete ) premetto che ho prima casa e residente , grazie

  2. Gentile Chiara, oltre ai nostri più sinceri complimenti per la precisione e l’aggiornamento con cui hai dettagliato la lettura della bolletta energia, ci permettiamo d’invitarti ad essere tra i tester in anteprima dell’applicazione MyBolletta che gratuitamente ed in pochi secondi permetterà di controllare le bollette di energia elettrica sia per utenze domestiche che business. Saremo OnLine dal 16 Settembre ed in anteprima dal 09/09 alle ore 9.09 ;-)

    Vienici a trovare sulla nostra pagina Facebook http://www.facebook.com/MyBolletta o scrivici su info@mybolletta.it.

    Ti aspettiamo.

    PS @Manilo quello che tu hai descritto è la nostra visione su ciò che vorremmo per il mercato energetico. Nel regno unito compri energia dal tabaccaio con una semplice ricaricabile che contiene dei COINS…finiti quelli, niente energia!!!

  3. Il punto è che i consigli sarebbero utili se riguardassero il solo uso dell’energia elettrica (ad esempio a certe ore, invece che ad altre), Viceversa, la stesura e la lettura della bolletta sono diventate solo un sistema di vessazione fiscale, in quanto non leggibili e non interpretabili, ma pura occasione di presa per i fondelli del “pregiato cliente”. Si fa più o meno come facevano Caligola o Nerone che scrivevano le leggi talmente in alto che nessuno riusciva a leggerle (altro che interpretarle) – cfr. Svetonio. Ripeto: la bolletta deve essere chiara: hai consumato 100 kw/h, ogni kwh ora costa 100 euro, paghi dunque 100 x 100 ovvero 10.000 euro, e il caso è chiuso. Se la spesa è eccessiva, non resta che accendere candele e lavare la roba a mano previa accensione di falò in casa (visto che anche il gas costa troppo). Se poi si incendia la casa, si chiamano da una cabina telefonica o col cellulare i Vigili del Fuoco. Sorvolo sulle persone anziane che vedono male e devono recarsi a pagamento dal patronato per capire perché fino a 10 Kw/h paghi 10 euro per kw/h, da 10 a 100 paghi 100 euro per kwh, fino a 1000 kw/h paghi 1000 euro per kw/h, mentre all’ENEL il KW/h costa sempre la medesima cifra, più o meno. La sostanza della questione è che questi Enti, fondati sul vergognoso lucro alle spalle dei poveri, sono non inutili ma nocivi e rapinatori, dovrebbero sparire del tutto .

  4. Ma nell’articolo non si mette in dubbio il fatto che si debba pagare la corrente che si consuma, sarebbe addirittura ridicolo pensare una cosa del genere… L’unica cosa che si fa è dare dei consigli!

  5. Qui non si tratta di leggere bollette, ma di cambiare sistema alla radice, non facendo pagare intanto pesanti imposte su servizi necessari (luce, acqua, gas, riscaldamento), che ricordano le gabelle di spagnolesca memoria. La cosa deve essere chiara: tanto consumi, tanto paghi (esempio: costo per kw/h X numero kw/h consumati), e chiuso.

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