Sarà sfornato già nelle prossime settimane un ddl ad hoc sullo ius soli. A dirlo è stata il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, intervenendo alla trasmissione “In mezz’ora”, in onda su RaiTre. “E’ difficile dire se riuscirò”, ha riconosciuto il neoministro, “per far approvare la legge bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili. E’ la società che lo chiede, il Paese sta cambiando”. “Bisogna lavorare molto per trovare i numeri necessari” ha aggiunto Kyenge puntualizzando di non tenere in considerazione un eventuale fallimento. E per il nuovo ministro dell’Integrazione, Mario Balotelli sarebbe un testimonial più che adeguato per l’iniziativa inerente il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri.

E’ “una buona idea” ha infatti replicato Kyenge a chi le domandava se il calciatore del Milan potrebbe rappresentare il testimonial di una proposta governativa in tal senso, rammentando come Balotelli, al di là delle polemiche che ne hanno affollato la vita privata, sia stato spesso vittima di cori razzisti e che, a fronte di ciò, sia sempre riuscito “a dare un forte contributo all’Italia“. La risposta di Balotelli alle parole del ministro non si è fatta attendere, l’attaccante del Milan in una dichiarazione affidata all’Ansa si è infatti detto pienamente “disponibile a ogni iniziativa o proposta che provenga dalle istituzioni, tesa alla lotta alle discriminazioni“. Mario Balotelli, italiano a tutti gli effetti, nato a Palermo da genitori ghanesi, ha potuto ricevere la cittadinanza italiana solo una volta raggiunta la maggiore età.

Compiuti i 18 anni infatti ai figli di cittadini stranieri viene concesso un anno di tempo per avanzare la richiesta della cittadinanza italiana. Proprio in questi giorni il Comune di Milano ha trasmesso 666 lettere ad altrettanti soggetti nati nel 1995 da genitori stranieri al fine di comunicare loro il rispettivo diritto. Il reato di clandestinità “dovrebbe essere abrogato”, sono così proseguite le parole del ministro Kyenge. Sul reato introdotto dal governo Berlusconi il neoministro ha voluto precisare: “Non è comunque una cosa di mia competenza, bensì del ministro Alfano, ma lavoreremo sicuramente insieme”. Un’altra priorità indicata dal ministro riguarda poi il riesame della struttura dei Cie (centri di identificazione ed espulsione) e dello stato di emergenza connesso agli sbarchi.

E’ necessario, ha spiegato Cecile Kyenge, “guardare alla direttiva europea che l’Italia ha ratificato in modo sbagliato” anche riguardo alla permanenza di 18 mesi “che devono essere una extrema ratio“. “La direttiva non chiede all’Italia di mettere nei Cie persone malate, fragili, minori, ma solo persone pericolose o criminali”, ha concluso. La posizione chiara di Kyenge, tuttavia, ha scaturito la subitanea contestazione del Pdl. “Il ministro Kyenge insiste, -ha affermato Maurizio Gasparri– ma una cosa è voler rafforzare le politiche di integrazione garantendo diritti agli immigrati regolari, un’altra imporre lo ius soli. La  cittadinanza automatica per il solo fatto di nascere in Italia non è praticabile. L’azione del governo deve piuttosto essere volta a far  rispettare le leggi vigenti”.

In maniera coerente alla linea si è espresso anche Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, che ha formalmente chiesto al premier Enrico Letta di indirizzare i rispettivi ministri ad una “maggiore cautela”, invitando l’esecutivo ad “evitare proclami solitari, senza che gli argomenti siano discussi e concordati in un ambito collegiale”. Dura è stata anche la reazione del fronte Lega, che attraverso il segretario Roberto Maroni ha esplicitamente parlato di “follia buonista“.

 


2 COMMENTI

  1. Non sono assolutamente d’accordo. Si creerà una babilonia infernale: basti pensare alle coppie di fatto, tuttora non sufficientemente regolamentate, gli irregolari che sono presenti in Italia, il costo della sanità, la parte contributiva e l’impatto sociale che avrebbe tale legge. Perchè non si fa un referendum senza essere sempre succubi delle decisioni di qualche ministro…siamo sicuri poi che non sia un’alzata di ingegno per portare voti al PD???

  2. Nessuno spiega MAI quale effetto produce il diritto di cittadinanza del neonato in Italia NEI CONFRONTI DEI GENITORI con o senza permesso di soggiorno.

    Vorrei avere informazioni, perché nessuno ne parla. La cosa mi sa di sotterfugio.

    Grazie

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