Mario Borghezio sarà anche riuscito nell’intento di far infuriare mezza Europa per l’ennesima occasione, ma stavolta potrebbe pagarla cara. Già, perché dopo le non proprio lusinghiere osservazioni dell’esponente leghista sul neo ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, è partita una petizione online per spedirlo fuori dal Parlamento europeo una volta per tutte.

“Scelta del cazzo, ha la faccia da casalinga”. Questo è uno dei tutt’altro che benevoli benvenuti del controverso rappresentante della Lega nord a Strasburgo al primo ministro nero della Repubblica italiana. “Nero”, come lei stessa, proprio oggi, ha detto di preferire di essere riconosciuta da parte dei giornalisti.

Sicuramente, più scortese nei suoi confronti è stato Borghezio, che non si è trattenuto arrivando ad affermare che “Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl  che è stato tolto a qualche medico italiano”. Oltretutto, la presenza del ministro per l’Integrazione ella squadra di Enrico Letta avrebbe determinato l’esecutivo neonato come “un governo del  bonga bonga”.

A lanciare la petizione sul web, il direttore di Articolo21 Stefano Corradino, che ha scritto di proprio pugno l’appello a cittadini europei per raggiungere le 75mila firme – ormai a un passo – per partire l’istanza e segnalare il caso alle Autorità europee competenti. Il comportamento di Borghezio, infatti, viene definito “delirante e razzista”, per delle affermazioni che “oltre ad essere  una grave offesa al neo ministro Cecile Kyenge dovrebbero essere  considerate un oltraggio al Parlamento europeo”.

Intanto, come si diceva, il neo ministro, ha ribadito la propria identità: “Sono nera, italo-congolese, appartengo a due paesi e a due culture che sono entrambe dentro di me. Non posso definirmi completamente italiana né completamente congolese, ma è proprio questa l’importanza della diversità”. Dopo questa descrizione della sua provenienza territoriale e culturale, Cécile Kyenge ha parlato anche dell’Italia, affermando che “non è un paese razzista, ha una tradizione di accoglienza e di ospitalità”. 

 


13 COMMENTI

  1. Un pensiero-idea Possibilista…alla crisi Ucraina…?
    Perché l’Italia “stampando moneta… Euoro e/o la LIRA valuta italiana”,
    non si offre di pagare il debito pubblico ucraino – che è stato appena declassato da Standards and Poor’s a CCC, ben al di sotto di quello greco, ed è quindi pericolosamente sull’orlo del default. Questo nonostante il pil del paese cresca all’invidiabile tasso del 2% annuo. La “GattopardicaSilente” Cina (ed altri paesi che hanno abbondanza di valuta e poco terreno coltivabile e acqua, come i paesi arabi) è interessata a investire in acquisizioni territoriali, anche per esportarvi manodopera in eccedenza. È il fenomeno del cosiddetto “land grabbing”, che finora ha riguardato l’Africa. Agli occhi dell’attuale oligarchia ucraina, il pregio della politica estera cinese è di non mettere mai in discussione i regimi politici con cui commercia. “Copiosi della storia Romana”. Un atteggiamento ben più conciliante rispetto alle pesanticonditionalities che pone l’Unione Europea. Insomma, mentre Russia e Occidente ripetono vecchi scenari figli della guerra fredda, il terzo incomodo GattopardicaSilente fa buoni affari e mette un piede alle porte dell’Europa. La crisi di Kiev come tappa di una partita più grande che ripropone scenari da guerra fredda e conferma l’inconsistenza della politica estera dell’Unione Europea. Con una novità: la Cina ha messo un (altro) piede alle porte dell’Europa. La divisione è infine economica: l’occidente ha una chiara identità nazionale, ma non ha un’economia. L’est ha una base economica, ma la sua identità è debole, ed è persino difficile distinguere tra ucraini russofoni e russi etnici tout court. L’estrema permeabilità di questa zona con la Russia è illustrata dal fatto che fino a pochi mesi fa il confine con la Russia non era segnato. Poi la Federazione ha cominciato a stendere filo spinato e posti di frontiera per dare un chiaro segnale di come i rapporti potrebbero cambiare se l’Ucraina si avvicinasse all’Occidente. La globalizzazione: Un bene o un male? A mio avviso, il problema è il come riuscire a preservare le identità culturali. Ad oggi, però, questa paura non è tangibile.
    Una grande certezza è che saremo testimoni di una grande esplosione di solidarietà verso ogni individuo del pianeta. La domanda che sorge è se l’omologazione sconfiggerà la diversità. Gli antidoti alla guerra. Da ciò che la storia romana ci insegna ad oggi. Negli estremi confini orientali e settentrionali dell’Impero romano, la politica estera di Traiano fu affidata alle fortificazioni e alla guerra. Molti territori furono ridotti a province romane. Nuove linee di confine vennero fortificati e così l’Impero romano raggiunse la sua massima espansione territoriale. A quell’epoca le guerre imperialistiche erano finalizzate a tali scopi territoriali. Oggi, il diritto internazionale e, quindi, la nostra costituzione ritiene inaccettabile che possano esistere delle guerre di conquista. La guerra di difesa è possibile e visibile, ma la storia ci insegna che stabilire un limite a che cosa si debba intendere per aggressione e che cosa per difesa non è così semplice. Tuttavia, alla fine della seconda guerra mondiale, per favorire la soluzione pacifica tra gli stati, è stata creata un’organizzazione, O.N.U., di cui fa parte anche l’Italia. Ecco perché all’Italia conviene avere il DUE binari di valuta. Il nuovo binario lira e/o Euro, si potrebbe svalutare del 30% sulle monete forti, ma nell’arco di almeno un anno. E i nostri prodotti tornerebbero competitivi sui mercati mondiali. La partita per il futuro dell’Ucraina coinvolge anche protagonisti internazionali – la Russia, l’Unione Europea, financo il Vaticano – e si presta a diverse chiavi di lettura. Per rintracciare le origini della faglia politica e culturale che sta lacerando l’Ucraina è utile fare un salto indietro nel tempo agli episodi che hanno portato alla separazione tra l’elemento nazionale ucraino e quello russo. Oggi, secondo gli ucraini filo-occidentali, la battaglia si combatte per affermare i valori europei e per una società più libera e giusta. Del resto, da un anno a questa parte l’euro ha guadagnato circa l’8% sul dollaro. Vi sentite molto più ricchi? No, perché la spesa di tutti i giorni non la fate negli Usa, ma in Italia. E in torno a noi mezzo pianeta “giovane” alla fame e con rischi di guerre civili…!!

  2. se pubbluicate la mia email non mi vergogno di quello che dico, anche perchè se vogliono riescono a rin tracciarmi . comunque voglio fare un commento su quanto ha detto borghezio, sono contenta che vive ancora qualcuno che difende il popolo italiano e rispetta la sua identità. mi vergogno di avere un ministro congolese al parlamento italiano e la sig. boldrini che a mio parere sta molto bene in africa ( forse dovrebbe lavorare e bablerebbe meno ) e si troverebbe molto bene con i suoi fratelli africani e forse farebbe 38 figli come il padre della ministra congolese.

  3. ma può un simile cinghiale(senza offesa per i cinghiali) disprezzare il suo prossimo senza guardarsi allo specchio?

  4. Chiarissimo Ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, Auspico che chiunque nasca nel nostro territorio abbia iritto alla Cittadinanza italiana.
    Ho ancora nel mio cuore le parole del Cardinale Tonini, in merito ai problemi dell’immigrazione, era il 1995 nella Chiesa di Roccafranca. Tutte le volte che passo per le vie della mia città, oltre alla normale curiosità, in questa mia città abitano persone non straordinarie ma che sono riuscite in qualche modo ad affrontare o superare i tanti problemi della vita, in questa città mi rendo conto quanta gente ci conduce all’interno del coraggio, nella passione, nell’amore e nel talento che contraddistingue gli italiani. Più passo e più mi rendo conto alla differenza razziale, il pensiero e la ragione prende la via confidenziale e assume pensieri-toni senza paura equilibrati: «Voglio raccontarvi l’emozione che ogni mattina provo vedendo dalle vie del centro storico gruppetti di bambini con i loro zainetti pieni di cultura con sguardo fiero avviarsi verso la casa della scuola. E tutte le volte mi giro e guardo con nostalgia i bambini che attendono l’entrata e vi confido che tutte le volte mi viene un magone. Mentre li osservo noto che gli stranieri sono molto di più e quello è il nostro futuro che è il simbolo dell’integrazione. Secondo le previsioni, nel 2050 gli scolari stranieri saranno la maggioranza, allora sono andato a guardare nel nostro presente per capire il nostro futuro». Ed effettivamente mi soffermo in questa scuola particolare, ascolto le voci dei bambini della scuola elementare (la stessa dove studiarono molti miei concittadini meridionali) oggi con la più alta densità di allievi extracomunitari della mia città. Una scuola che da sempre ha accolto le grandi ondate migratorie dal sud alle periferie del Cairo, passando dall’India, 16 nazionalità differenti, insomma il mondo in una scuola, una vera babele. Invece questa scuola insegna a tutti coloro che temono la diversità e il confronto, è un modello di integrazione vera, dove i bambini si sentono italiani, con regole uguali per tutti, disciplinatissimi nei loro grembiulini senza fiocco ma con un senso molto alto del rispetto, dell’educazione. Bambini che hanno grandi aspirazioni, tanta voglia di apprendere, forza, determinazione, assorbono tutto con avidità e vogliono che l’Italia sia la loro Patria. Hanno capito che attraverso l’istruzione avranno un futuro. A guardare con quale entusiasmo questi piccoli vanno dentro questa scuola sembra tutto facile, sono convinto che le lezioni sono altamente partecipative e oinvolgenti, quella di musica offre la possibilità di conoscere sonorità diverse, percussione e ritmi africani, danze di altre nazioni e loro mano nella mano, con colori di pelle che si mescolano, giocano e imparano nel confronto, e sognano di fare, l’avvocato, il calciatore, l’attrice, la parrucchiera, la maestra. Alla domanda cosa è l’Italia rispondono: pace, bandiera, Brescia, stivale e casa! Questa scuola gli ha regalato un’identità. Un piccolo miracolo, una scuola con le capacità di mettere insieme mondi diversi. Ma anche le più belle favole cozzano contro l’attuale politica e quando le cose funzionano bene in Italia con la diffidenza e il pregiudizio che isolano le coraggiose maestre di frontiera, che ci mettono tutto il loro impegno e qui che si sente più forte che altrove la voglia di resistere, di ritrovare un’idea di quartiere e di comunità: attorno a una scuola che sembra Fort Alamo. Una scuola che riesce a mettere insieme gente e storie diverse di un quartiere smisurato. Ma è lì, il nostro futuro, ed è multietnico. Se pensiamo al 2050 ci sembra una data lontanissima, invece quel futuro è già iniziato…e gli esempi di funzionalità ci sono e allora perché renderli vani? Prendiamo spunto dai piccoli che sono capaci di fare quello che non sanno fare gli adulti: cercano di stare insieme. Storie di persone che non si arrendono alle difficoltà della vita di tutti i giorni, ma anzi le usano per avere ancora più forza e coraggio per superarle e rendere possibili le loro idee anche a prezzo di grandi sacrifici. «Il Santo Padre – ha detto il nostro Vescovo Monari, – ha pronunciato parole forti, radicali e inequivocabili sul rispetto dei diritti “inalienabili” dei migranti, da rispettare “sempre e da tutti”. Ha parlato in particolare dei minori, del loro diritto alla scuola e all’inserimento nel mondo del lavoro. Di un’integrazione sociale che va “facilitata” e non certo ostacolata per le cosiddette seconde generazioni. Ha parlato di Gesù “migrante” e del Vangelo della solidarietà. Difficilmente chi vuol dirsi cristiano potrà più ignorare queste parole quando si troverà ad affrontare le questioni legate all’immigrazione. La nostra cultura verso i bambini e verso gli anziani c’è massima attenzione, per il patrimonio umano del futuro che ha creato grande le nostre città europee. Auspico che chiunque nasca nel nostro territorio abbia diritto alla Cittadinanza italiana.

    Celso Vassalini
    (Componente del CUG – Comitato Unitario di Garanzia ex mobbing e Pari Opportunità dell’Università Statale degli Studi di Brescia).

  5. Ma quale fuori ooooh! non scherziamo! firmiamo per mantenerlo dentro, a fare il BIDELLO. Poareto…

  6. Il caro Borghezio e’ una persona che offende per ignoranza ,se va in Congo o in Kenia dove il suo partito ha investito i ns soldi sicuramente sarebbe ben accolto da persone molto più civili di lui .
    Purtroppo ad essere educati e civili con queste persone come Borghezio si finisce per essere denigrati .
    Berlusconi direbbe più bello che intelligente , io aggiungo più bello che civile ed educato .

  7. Riconoscere la cittadinanza a chi nasce in Italia, a prescindere dalla nazionalità dei genitori. Oggi il Capo dello Stato che per la seconda volta in pochi giorni rilancia l’urgenza del provvedimento conquistando il plauso di molti cittadini.
    Giorgio Napolitano, stamani, ha definito “un’autentica follia, un’assurdità che dei bambini nati in Italia non diventino italiani; non viene riconosciuto loro un diritto fondamentale”. L’inquilino del Quirinale ha rilanciato così la necessità del diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati. Che oggi sono circa 350mila. L’Indagine conoscitiva sulle problematiche connesse all’accoglienza di alunni con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico italiano, svolta dalla commissione Cultura della Camera, ha “contato” nelle aule 630mila figli di immigrati (il 7% degli alunni) e oltre la metà di loro nati in Italia. “Cari confratelli e amici della Lega, abbiamo centinaia di migliaia di figli di immigrati che pagano le tasse, vanno a scuola e parlano italiano e che non sono né immigrati né italiani, non sanno chi sono.
    ”Ha ragione il Presidente Napolitano quando parla di nuovi cittadini italiani. I nati in Italia ancora giuridicamente stranieri superano il mezzo milione e complessivamente i minori residenti in Italia sono quasi un milione. Senza questi ragazzi il nostro Paese sarebbe decisamente più vecchio e avrebbe minore capacità di sviluppo”, ha scritto il neo ministro su un articolo che uscirà sul prossimo numero di Famiglia Cristiana. “Gli stranieri – si legge in un’anticipazione dell’articolo – ringiovaniscono il Paese. Un minorenne su cinque è straniero. La popolazione italiana è cresciuta grazie all’apporto degli immigrati. L’Italia ha un saldo naturale positivo (differenza tra nascite e decessi) dovuto ai nuovi nati figli di stranieri: sono 78.082 bambini, il 13,9% del totale dei nati in Italia”. E anche i dati economici parlano chiaro: “Il 70% degli immigrati è cliente in un istituto di credito. Tre milioni e 300 mila stranieri hanno presentato dichiarazione dei redditi”. L’integrazione non è quindi questione di ordine pubblico, ma “una grande chance per il domani. Per tutti i cittadini italiani”. Riccardi racconta poi la sua nuova avventura da ministro: “In un tempo di emergenza, ho sentito di dover dare il mio modesto contributo nel quadro di un Governo di responsabilità nazionale. Sono convinto che, nell’attuale situazione, non ci si possa tirare indietro. E’ una situazione di crisi del Paese – sottolinea – che tocca in profondità anche l’Unione europea e gli equilibri internazionali”.
    Se non fosse per le coppie degli immigrati il tasso di natalità del nostro paese sarebbe da allarme rosso. Per fortuna nel dibattito politico si sta avviando una discussione perché spesso con il lavoro servono per pagare le pensioni”. E’ proprio qui, secondo me, che la politica deve saper intervenire perché se gli immigrati sono utili allora devono avere anche qualche diritto in più come, per esempio, la cittadinanza. ”Si può discutere sui sette, i dieci o i dodici anni prima di poterla ottenere ma non lo si può fare per i bambini. Per loro, che sono già negli asili con i nostri figli, che parlano il dialetto, che fanno il tifo per la stessa squadra, è necessario pensare ad un percorso breve”. Il rischio, secondo me, è che se ai ragazzi degli immigrati,si proibisce di sentirsi “orgogliosamente italiani” c’è il rischio che “possano raccogliere le prediche di qualche cattivo maestro”. L’invito del Colle di oggi è stato accolto con il plauso delle associazioni che tutelano i diritti dei bambini e da l’intero arco parlamentare. Antonio Marziale, presidente dell’Ossservatorio sui diritti dei minori, ha definito “straordinario” l’intervento odierno di Napolitano. Mentre Raffaella Milano, direttore del programma Italia-Europa di Save the Children, invita il parlamento a dar seguito alle parole di Napolitano: “L’acquisizione della cittadinanza risponde al principio di non discriminazione e superiore interesse del minore sancito dalla Convenzione dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. Ora spetta al Parlamento. “Credo che la norma stralcio su cui, spero ci sarà anche Lega, vi è sempre stata una larga condivisione di tutte le altre forze politiche, potrebbe essere approvata in aula alla Camera prima di natale”.

  8. La colpa non à di questo signore ,ma dei nostri politici che predicano la democrazia e razzolano con persone indegne come borghezio. Siamo in Europa e non è consentito alla lega di continuare a remare contro. Io proporrei un referendum nel loro territorio contro le loro teorie. Così possiamo finirla di sentire e sopportare s…. come Maroni , bossi e questo signore. Oppure si fa una semplice legge: chi vuole stare fuori dall’europa non deve accedere agli investimenti europei e non deve accedere ai finanziamenti pubblici dello Stato italiano.

  9. è un grande..
    fuori il ministro di colore che vuole far riempire la nazione di neri e zingari!

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here