Salute

Beatrice Lorenzin, 41 anni, Pdl

Romana, 42 anni ad ottobre, la quinta donna ministro dell’esecutivo è Beatrice Lorenzin, deputata del PDL. Si è iscritta all’organizzazione giovanile di Forza Italia nel 1996 ed è stata coordinatrice delle giovanili del Lazio e poi di quelle nazionali fino al 2008. Nel 2001 viene eletta al consiglio comunale di Roma. Nel 2008 viene eletta alla Camera, dove è stata riconfermata con le elezioni del 2013. Sempre nel 2013 è stata inizialmente candidata alla presidenza della regione Lazio con il Pdl, per poi lasciare la candidatura a Francesco Storace.

Priorità

Dall’aumento del ticket per altri due miliardi a partire da gennaio 2014 alla gestione dei tagli da 31 miliardi alla sanità presentati da Tremonti e Berlusconi e poi confermati da Monti. Sono soprattutto finanziarie, dunque, le prime sfide che attendono il neo ministro della Salute. Andranno rivisti i nuovi Lea, l’applicazione della spending review, il decurta mento dei posti letto negli ospedali, il decollo delle cure H24 sul territorio, il blocco dei contratti, la politica farmaceutica e la questione industriale della filiera di settore. Infine il federalismo che parte dal riparto dei 108 miliardi per il 2013, tutt’ora però completamente bloccato.


1 COOMENTO

  1. Da Pruiti Vincenzo Antonino

    Contrada Drià n. 46

    98070 Castell’Umberto (ME)
    AL MINISTRO DELLA SALUTE BEATRICE LORENZIN
    VORREI CHIEDERE SE E’ LECITO E NORMALE QUANTO SEGUE:
    Nel mese di gennaio in seguito a dei problemi di salute, per degli errori sanitari (la mala sanità) sono stato sottoposto a tre interventi alla tiroide nel giro di sei mesi UN INTERVENTO OGNI DUE MESI e il medico che mi ha operato anche per altre truffe è stato anche sospeso, e non potendo prendere la compressa di Eutirox perchè dovevo fare la radio ho avuto altri problemi come un quasi blocco totale compreso una infezione alla prostata, così mi hanno detto gli esperti e ho dovuto ricorrere alle cure di un certo Salvatore Micali esperto urologo che mi ha invitato a sostenere degli esami specifici a Modena, dove mi ha detto che mi avrebbe ricoverato, ma alla fine non è stato così e vi spiego il tutto attraverso questa lettera che ho mandato al:
    Al Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna Azienda Ospedaliero – Università di Modena e Alla gentile dottoressa, dopo aver spiegato le mie perplessità e lagnanze su come sono stato invitato a Modena a fare degli accertamenti sulla prostata il giorno 11/01/2013: Il dottore Micali Salvatore, mi ha invitato a Modena per ricoverarmi per degli accertamenti specifici, ma senza spiegarmi che dovevo pagare dopo i relativi prelievi, compreso l’esame istologico, senza dire e non solo a me, ma anche a un certo Carcione Emilio, che ha sostenuto allo stesso modo gli esami, (anche se differenti), nello stesso giorno e quasi allo stesso orario, che dovevamo essere ricoverati per gli esami che mi avete fatto senza essere vero per il ricovero addirittura di due giorni, e non mi ha spiegato che dovevamo, “anche pagare”, nonostante il tutto si svolgeva in una struttura pubblica, dove mai ho sentito che si pagano certe somme, al medico di turno, (301,81 euro, quel giorno e poi un avviso prima di 118,00 e in seguito di 124,11, e poi ancora un’altra lettera arrivatami giorno 03/010/2013, di 129,41, MANDATA DAL DOTT. GIORGIO BERTACCHINI, per il refertante Dott.ssa Anna Maria Cesinaro,), perché se così fosse io non sarei mai venuto per affrontare tutte quelle spese, del viaggio, del taxi, dell’albergo, e del ristorante, in quanto non avevo quella somma da spendere e ho dovuto chiedere un aiuto ad altri del luogo. Dovunque uno va è avvisato delle varie procedure, e si paga solo la somma stabilita dallo stato, e non dalle persone di turno. Quindi non essendo stato avvisato di ciò, sto scrivendo al Ministero della Sanità, se è legale adescare le persone dicendo di ricoverarle per accertamenti specifici senza avvisarli dei vostri metodi poco puliti, e che fate ciò solo per evitare le trafile burocratiche come mi avete scritto nella lettera del 31/07/2013. per questo sto scrivendo e informando anche il Ministero della sanità per vedere se è legale invitare pazienti nella vostra struttura pubblica senza informarli delle vostre usanze, anzi ingannandoli dicendo di ricoverarli e invece uno ad uno vi presentate dicendo che ci sono spese per questo e per quello. Se mi informavano di ciò non sarei mai venuto per darvi tanto disturbo. E se poi devo pagare lo farò, ma dopo aver chiesto il parere al Ministero della Sanità e al mondo di internet se è normale e legale tutto ciò, dicendo per evitare le trafile burocratiche e che ci sono spese per questo e per quello.

    Castell’Umberto 03/04/2013

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