La preoccupazione nei lavoratori aumenta di giorno in giorno visto che, non bastasse la precarietà, possono essere molti i fattori da cui può dipendere la perdita del lavoro, così ci siamo rivolti ad una dei massimi esperti nel settore, l’avv. Rocchina Staiano professoressa a contratto in Medicina del Lavoro e Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro presso l’Università di Teramo.

La Staiano, autrice del libro “Cassa integrazione e licenziamento dopo la riforma”, in questa intervista cerca di fornire al lavoratore tutti i mezzi giuridici e legali per fronteggiare il licenziamento e per spiegare quelle zone grige che il diritto in materia di licenziamenti lascia.

Quando il licenziamento si intende per giusta causa?

Per stabilire l’esistenza della giusta causa di licenziamento, occorre accertare in concreto, se la specifica mancanza commessa dal dipendente risulti obiettivamente e subiettivamente idonea a ledere in modo grave, così da farla venir meno, la fiducia che il datore di lavoro ripone nel proprio dipendente.


Ciò in relazione alla natura ed alla qualità del singolo rapporto intercorso tra le parti, alla posizione che in esso abbia avuto il prestatore d’opera e, quindi, alla qualità e al grado del particolare vincolo di fiducia che quel rapporto comportava.

La mancanza deve essere considerata e valutata non solo nel suo contenuto obiettivo, ma anche nella sua portata soggettiva, specie con riferimento alle particolari circostanze e condizioni in cui è posta in essere, ai suoi modi, ai suoi effetti ed all’intensità dell’elemento psicologico dell’agente, e deve quindi essere tale da esigere sanzioni non minori di quella massima, definitivamente espulsiva.

In quella circostanza il lavoratore cosa può fare per tutelarsi?

Nel caso di ingiusta causa di licenziamento, il nuovo art. 18 della L. 300/1970, modificato dalla L. 92/2012, c.d. Riforma Fornero, ha previsto l’applicazione di due nuovi regimi sanzionatori, alternativi tra loro:

  1. la tutela reintegratoria attenuata (commi 4 e 7 del nuovo articolo 18): in caso di licenziamento illegittimo per mancanza di giusta causa e di giustificato motivo soggettivo addotti dal datore di lavoro è previsto in ogni caso l’obbligo di reintegrazione del lavoratore. Questo è dovuto nelle imprese oltre i 15 dipendenti o oltre i 5 in imprese agricole, oltre al pagamento di un’indennità risarcitoria pari ad un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione. 

    Quando si ritengono insussistenti la giusta causa o il giustificato motivo oggettivo?

    Non esiste giusta causa o giustificato motivo oggettivo quando: non sussiste il fatto contestato; il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili nell’ipotesi di licenziamento per motivo oggettivo consistente nell’inidoneità fisica o psichica del lavoratore.

    Va dedotto dall’indennità quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione.

  2. la tutela meramente obbligatoria (commi 5 e 7, secondo e terzo periodo, del nuovo articolo 18): nel caso di licenziamento illegittimo per mancanza di giustificato motivo oggettivo, c.d. licenziamenti per motivi economici e nelle altre ipotesi in cui si accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa (ad esempio licenziamento disciplinare senza reintegra) non trova più applicazione la reintegrazione nel posto di lavoro ed il giudice riconosce un’indennità determinata tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale.

Quali sono le differenze principali tra giusta causa e giustificato motivo soggettivo?

Costituisce ius receptum in giurisprudenza il principio secondo cui le nozioni di giusta causa e di giustificato motivo soggettivo di licenziamento si distinguono con riguardo alla maggiore gravità della violazione contrattuale addebitata al dipendente licenziato per giusta causa rispetto a quella della violazione addebitata per giustificato motivo.

Quest’ultima deve comunque fondarsi su comportamenti di entità tale da poter scuotere la fiducia del datore di lavoro, fermo restando, peraltro, che la c.d. nozione contrattuale di giustificazione si discosta, sia sul piano soggettivo che su quello oggettivo, da quella, per l’appunto, di giustificato motivo (art. 3 della L. 604/1966).

In particolare, la (nozione etico – sociale di) giusta causa, come, d’altronde si evince chiaramente dalla stessa formulazione dell’art. 2119 c.c., deve essere tale da creare uno stato di disagio talmente grave ed insopportabile da rendere impossibile la ulteriore prosecuzione del rapporto, potendo, peraltro, all’uopo venire in rilievo fatti anche estranei alla sfera, del contratto, che siano comunque sempre tali, da far venir meno, per l’appunto, l’elemento fiduciario.

Mobbing è un fenomeno tristemente noto sul luogo di lavoro. Quali sono i mezzi in possesso del lavoratore per difendersi da questi fenomeni?

I mezzi sono il ricorso all’art. 700 c.p.c. oppure il ricorso al giudice del lavoro.

Che cosa prevede la legge in merito?

Purtroppo, in Italia, non abbiamo una legge sul mobbing, di conseguenza c’è stata una rivalutazione dell’art. 2087 c.c., il quale sancisce una serie (aperta) di obblighi del datore di lavoro di tutela, nell’ambiente di lavoro, dei diritti fondamentali e assoluti del prestatore di lavoro alla salute ed alla dignità umana e sociale.

Questi obblighi entrano, in forza dell’art. 1374 c.c., direttamente nel regolamento contrattuale del rapporto di lavoro subordinato e rappresentano, quindi, altrettanti limiti di legittimità “all’uso dei poteri contrattuali da parte del creditore” della prestazione.

Essa si configura, dunque, secondo un orientamento dottrinale, quale norma in grado di tutelare il lavoratore “di fronte a tutti i possibili comportamenti lesivi della sua integrità psico-fisica qualunque ne siano la natura e l’oggetto” posto che l’ampia formula di tale previsione impone al datore di lavoro di salvaguardare tanto l’integrità fisica quanto la personalità morale del lavoratore: ciò ben al di là del rispetto della normativa infortunistica “secondo quella che è l”intrinseca vocazione” della disposizione alla tutela dei valori della persona”.

L’utilizzazione della direttiva contenuta nell’art. 2087 c.c. permetterebbe così di ricondurre al datore di lavoro non solo i comportamenti vessatori a lui direttamente ascrivibili ma anche le condotte ostili di dirigenti, collaboratori e dipendenti (c.d. mobbing orizzontale) che non siano state dallo stesso impedite o scoraggiate.

Nel momento in cui un lavoratore viene licenziato di quali ammortizzatori sociali può beneficiare?

L’ammortizzatore sociale riformato con il c.d. Jobs Act è il Naspi. Per il 2017 sono state approvate alcune significative modifiche, riportate qui di seguito. In particolare, dal 1° gennaio 2017 scompare la definitivamente l’assegno di mobilità, previsto per le imprese con più di 15 dipendenti e sostituito con il nuovo assegno di disoccupazione Naspi.

La conseguenza notevole è la riduzione della durata del godimento del beneficio e del suo ammontare. La durata massima del sussidio sarà infatti di 24 mesi per tutti i lavoratori che abbiano perso il posto di lavoro per cause a loro non imputabili, e che possano far valere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 48 mesi.

Scompare anche la distinzione per fasce d’età. Inoltre, l’assegno non sarà più pari al 100% dello stipendio, nemmeno il primo anno: è infatti previsto un assegno non superiore al 75% dello stipendio se questo non supera i € 1.195 euro; mentre per gli importi eccedenti saranno conteggiati solo per il 25% e non potrà essere superare a € 1.300 lordi al mese con una riduzione del 3% a partire dal 4° mese di erogazione

Terminato il sussidio NASPI, è possibile solo richiedere l’Aspi, per un massimo di 6 mesi e per un importo pari al 75% della Naspi.

Quali sono i nuovi sussidi 2017?

Nel 2017 sono introdotti anche due nuovi sussidi sociali:

  1. l’assegno di ricollocazione: richiedibile dai percettori della Naspi e che non hanno trovato un’occupazione stabile, dopo 4 mesi dall’avvio del sussidio. In definitiva questo non sarebbe altro che un voucher, del valore massimo di 5.000 euro, spendibile solo presso ilcentro dell’impiego pubblici o presso le agenzie interinali, al fine di ricercare un nuovo lavoro.
  2. Carta Sia: riservata alle famiglie di disoccupati che vertono in situazioni di difficoltà economica e che non percepiscono altri assegni di disoccupazione

Il licenziamento disciplinare rientra nella casistica per giusta causa o per giustificato motivo?

Il licenziamento disciplinare, pur integrando un’ipotesi particolare di recesso, caratterizzato da una specifica procedura, rientra nella tipologia del licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, poiché l’infrazione contestata (per giustificare la più grave tra le sanzioni disciplinari), deve necessariamente dar luogo, alla stregua delle affermazioni del datore di lavoro, o ad una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (artt. 1 L. n. 604/1966 ed art. 2119 c.c.) o ad un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore (art. 3 L. 604/1966).

Di conseguenza, il licenziamento per giusta causa ed il licenziamento per giustificato motivo soggettivo sono entrambi dei licenziamenti disciplinari; infatti il giudice adito per la dichiarazione di illegittimità di un licenziamento disciplinare, con la contestazione dell’esistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo di recesso, è tenuto alla valutazione della proporzionalità della sanzione del licenziamento rispetto alla gravità del fatto addebitato al lavoratore e dallo stesso commesso.

Tale valutazione attiene all’accertamento di un elemento costitutivo della fattispecie giustificativa del licenziamento, la cui sussistenza deve essere verificata in ogni caso in cui sia contestato il presupposto del legittimo esercizio della facoltà di recesso del datore di lavoro.

Jobs Act: licenziamenti e contratto a tutele crescenti

Jobs Act: licenziamenti e contratto a tutele crescenti

Paolo Stern, Giulia Primicerio, Francesca Potì, Alessandra Marola, 2015, Maggioli Editore

Aggiornato con il D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 attuativo della Legge 10 dicembre 2014, n. 183, il testo esamina nel dettaglio gli aspetti più controversi del Jobs Act,la nuova riforma del mercato del lavoro varata dal Governo Renzi, emanata al termine di un travagliato iter parlamentare: la...



Quando si può parlare di licenziamento discriminatorio?

In materia di discriminazione, possiamo distinguere varie ipotesi:

  • Licenziamento discriminatorio per motivi sindacali e politici;
  • Licenziamento discriminatorio per rappresaglia;
  • Licenziamento discriminatorio per motivi di razza e di origine etnica;
  • Licenziamento discriminatorio per motivi di genere
  • Licenziamento discriminatorio per altri fattori.

Con la c.d. Riforma Fornero, ossia la L. 92/2012, in caso di licenziamento nullo, cui rientra il licenziamento discriminatorio o adottato in presenza di una causa di divieto, o intimato in forma orale, si applica la tutela reintegratoria piena (commi 1 – 3 del nuovo articolo 18).

Ciò significa che le attuali  disposizioni confermano sostanzialmente la normativa vigente, che prevede la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro (tutela reale), indipendentemente dal motivo formalmente addotto e dal numero di dipendenti occupati dal datore di lavoro, nonché un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale maturata dal momento del licenziamento all’effettiva reintegrazione (e comunque non inferiore a 5 mensilità). Resta fermo che il lavoratore può optare, in alternativa, per un’indennità pari a 15 mensilità dell’ultima retribuzione globale.

 


27 COMMENTI

  1. Buongiorno, mi è appena arrivata una lettera di licenziamento (settore terziario abbigliamento), motivo alquanto assurdo in quanto la motivazione è lesioni ad una collega con l unica testimone che asserisce che non è successo niente. Comunque ,per farla breve è stata messa in tale punto vendita una commessa allo scopo di far licenziare il personale a tempo.indeterminato. come posso far valere la mia innocenza e perche non è nemmeno stata sentita la testimone.Grazie

  2. Bon giorno sono un lavoratore metalmeccanico ho problemi di salute ho un contratto a tempo indeterminato e sono stato assunto con la legge 68 per la mia patologia sono stato in malattia ho chiamato la ditta stesso giorno per dargli il numero di protocollo e loro mi hanno chiuso telefono in faccia e trascorso una settimana e lunedì sono rientrato a lavoro do il numero di protocollo al mio responsabile per portarlo in direzione aziendale il titolare del lavoro si rifiuta a prenderlo e puoi mi chiama in uficio per darle spiegazioni io non mi sono rifiutato ma di andare accompagnato dal delegato sindacale non hanno voluto perché dovevo andare da solo cosi loro potevano minacciarmi cosi si sono rifiutato di ricevermi puoi latro giorno prendo una lettera che io ho rifiutato di andar in direzione scrive per disciplina abandono di posto di lavoro io sono un manutentore perciò ho acceso a tutti gli reparti cosa poso fare in questo modo perché non ne posò piu.

  3. Buongiorno volevo chiedervi un informazione io vi contatto in nome di mio padre lui è un operaio stagionale quindi (lavora da maggio a novembre) , lavora in un albergo da diversi anni  ed è stato assunto come facchino. Lui in questo periodo è  disoccupato; pochi giorni fa è stato chiamato dal datore di lavoro e appena si presenta lì trova la responsabile  (una sign. Che fa le veci dei proprietari) che gli comunica il licenziamento, mio padre rimane sbalordito e gli chiede il motivo e lei si giustifica dicendo che siccome nn conosce la lingua inglese non può più svolgere quel lavoro. Da li gli chiede di firmare la carta x il licenziano però siccome mio padre il motivo nn lo ritiene valido non ha voluto firmare. Poi dopo 3 giorni ci arriva la raccomandata a casa e mio padre non sapendo che fare l’ha rifiutata.
    Ora questo rifiuto comporta qualcosa?? Come dovremmo comportarci?

  4. Sono stata licenziata per diminuzione personale al posto di una collega che scopre di essere incinta il 02/09/2015 .. nonostante sono stata la prima ad essere assunta a tempo indeterminato..la mia ex collega è rientrata a lavoro il mese di marzo 2016 è un azienda con meno di 15 dipendenti avevo diritto ad essere reintegrata per diritto di prelazione ??posso ricorrere ad un risarcimento?

  5. salve mi chiamo massimo da 20 anni lavoravo x una grossa ditta farmaceutica chimica mi hanno licenziato ieri 19-12-2016 x un mio errore di timbratura ero in ritardo di 20 minuti alle 8 e ho segnato 7:50 senza farlo apposta loro mi hanno subito chiesto i motivi che non sono bastati e cosi mi han licenziato e da 6 anni con questo datore di lavoro giovane che ricevo mobbing fino al licenziamento cosa posso fare solo xke non ero simpatico e ho malattie varie….grazie sono disperato e assieme a me che non gli piaceva a licenziato anche il rappresentante sindacalista interno rls sulla sicurezza che ha gia fatto ricorso e allucinante…

  6. buongiorno a giugno mi e’ stata consegnata una lettera di licenziamento a me’ un a un mio collega ( operai fattorini) x riorganizzazione aziendale e soppressione dei ruoli ,per poi essermi stata revocata e reintegrato in un altro ruolo a pari condizioni , diciamo che sembrava non mirata a me, premetto il ruolo e’ tuttora esistente e lo sta svolgendo una persona che era in un altro ufficio ed oltretutto una categoria protetta,tornando a me’ mi sono stati fatti fare 2 mesi di ferie e rol arretrati per poi a una settimana dal rientro essere convocato in via informale,al bar,per comunicarmi che da una relazione del responsabile pare che non ci sia tutto sto gran lavoro e col taglio di alcuni servizi una persona puo’ fare tutto tranquillamente. Visto che e’ vero che sono stato ricollocato ma mi avrebbero rimesso a fare il fattorino,ruolo comunque mai soppresso. adesso loro mi stanno invitando ad accettare una sorta di buonuscita con disoccupazione e quant’altro,il problema che avendo comunque 52 anni non e’ semplice ricollocarsi,volevo chiedere se non accetto e rientro al giorno concordato e non accetto la loro proposta a cosa vado incontro?,ci tengo a precisare che sarei stato ricollocato in un ufficio che e’ esistente ma probabilmente da questo ufficio non era loro intenzione lasciarmi, da dove oltretutto e’ stata spostata il dipendente della categoria protetta ,problemi di cuore,che aveva chiesto lo spostamento,e ovviamente non puo’ nemmeno andare i giro tutto il giorno con traffico stress e quant’altro. Come mi dovrei comportare visto che mi hanno detto di far sapere qualche giorno prima la mia decisione? grazie e buona giornata

  7. È possibile essere licenziati per dei commenti offensivi dopo 2 anni dalla loro pubblicazione online solamente per sentito dire da parte di un collega di lavoro perche prima riconducibili a lui e contestati che a poi segnalato all’azienda di essere un altro autore e non lui.

  8. salve mi chiamo maria e sono stata licenziata per aver chiesto di passare par time e per l’adeguazione del livello essendo da tre anni inquadrata come cassiera ma con il 6 livello invece del 4, il mio datore di lavoro mi ha licenziata per motivi disciplinari a suo dire ma, ho impugnato tramite avvocato il licenziamento visto che nn ci si e voluti mettere d’ accordo sempre tra avvocati ne di un reintegro ne di una somma essendo illeggittimo, e chiedo secondo voi se il giudice mi acconsente il reintegro mi conviene ritornare a lavoro o mi conviene prendere i soldi??
    Se dovessi tornare a lavoro il mio datore quale escamotage potrebbe trovare x licenziarmi??
    Faccio presente che e una ditta con piu di 15 dipendenti.
    scusate ho inviato lo stesso messaggio perche ho sbagliato l’email prima.

  9. salve mi chiamo maria e sono stata licenziata per aver chiesto di passare par time e per l’adeguazione del livello essendo da tre anni inquadrata come cassiera ma con il 6 livello invece del 4, il mio datore di lavoro mi ha licenziata per motivi disciplinari a suo dire ma, ho impugnato tramite avvocato il licenziamento visto che nn ci si e voluti mettere d’ accordo sempre tra avvocati ne di un reintegro ne di una somma essendo illeggittimo, e chiedo secondo voi se il giudice mi acconsente il reintegro mi conviene ritornare a lavoro o mi conviene prendere i soldi??
    Se dovessi tornare a lavoro il mio datore quale escamotage potrebbe trovare x licenziarmi??
    Faccio presente che e una ditta con piu di 15 dipendenti.

  10. B.giorno mi chiamo Luigi ho un problema sono stato licenziato mentre ero in ferie natalizie esattamente il 31 12 2015 per esubero ed calo di lavoro ho moglie e2 figli a carico il mio avvocato ha chiesto impugnatura del licenziamento ma la ditta di punto in bianco ha revocato il licenziamento ancora esiste il calo di lavoro mi hanno creato danni irreparabili :sono stato protestato ,sto senza ,assicurazione alla macchina dal 31Dicembre che non vedo soldi il mio avvocato si e rifiutato di assistermi non voglio più entrare in quella azienda sotto ricatto come posso fare?

  11. Buon giorno scrivo in merito ad un evento che mi è successo… 2014 a cui oggi ne pago le conseguenze con un preavviso di licenziamento.

    Racconto quanto segue:
    Sono un impiegata postale da 42 anni circa ho sempre fatto il mio dovere senza mai compiere atti illeciti ho sempre cercato di vendere tutto ciò che l azienda poste mi dava… Ho svolto anche ruoli come vice direttore e direttore senza mai essere retribuita come tale…. Nel anno 2014 mi trovavo in un giorno della settimana al mio solito posto di impiegata.. Precisamente a porta nuova Torino… Quando una persona di cui nn conosco a me sconosciuta… Mi diede dei buoni fruttiferi da riscuotere.,io presi questi buoni rilasciati da ente poste e li misi all interno del nostro terminale che riconosce la validità e l originalità del buono stesso, a tale persona chiesi di darmi un documento alla quale feci un oracolo (cioè una visione del documento in quanto poteva essere falso) ma mi venne dato l ok dal computer dato in dotazione dal ente poste… Risultato esito positivo da documento è buono… Dissi a tale persona di ritornare tra 6 giorni in quanto lo stesso buono avrebbe dovuto fare le sue procedure, cioè avrebbe dovuto essere visionato dalla centrale… Nel mentre telefonai all ufficio di appartenenza dei buoni ( cioè dove erano stati fatti) lo stesso mi disse. Che erano ok… (preciso per chiarezza che i buoni portano un codice) .. Sta di fatto trascorsi i 6 gg mi ritorna la persona con i buoni da riscuotere li rinserisco nel macchinario e mi viene dato l’esito positivo… Così che sarei stata costretta a pagare tale cifra… Nel mentre per cercare di nn dargli liquidi faccio aprire al cliente un libretto postale e gli faccio versare i soldi… In modo da essere rintracciabile… Ma tutto questo nn e bastato perché nel 2015 una mattina alle ore 7 mentre uscivo di casa come al mio solito mi entro in casa la polizia postale facendomi una perquisizione cercando nn so cosa senza darmi spiegazioni.. Mi portarono in caserma prendendosi le mie impronte e trattandomi da criminale.. Fatto sta che cercai un avvocato penale per capire il perché… Da lì risalii al motivo che fu: che quei buoni erano stati clonati… Falsificati con lo stesso codice Dell originale il tutto da Napoli che io nn ci sono mai andata… E nn conosco nessuno.. vengo accusata di complice di reato… Cioè io avrei favorito questi maledetti.. Tra altro con le mie firme e lei mie operazioni assurdo.. (come fare una rapina in banca con la mia macchina e il mio indirizzo di casa con scritto vivo li) fatto sta che oggi mi ritrovo con un preavviso di licenziamento x 4 mesi, sono davvero distrutta da questa vicenda senza uno straccio di impegno da ente poste per capire del perché questi personaggi avevano i codici dei buoni di questo signore che nn sporse nessuna denuncia… Che nn passo nessuna circolare che certificasse che questi buoni nn erano buoni…. Voglio dire uno può falsificare 50 euro perché girano x il mondo… Ma nn si possono falsificare dei buoni se nn conosci la persona che li possiede… Chiedo un suggerimento x come comportarmi grazie….

  12. Ottima guida che affronta perfettamente l’argomento. In realtà le ultime riforme stanno cancellando quel po’ di tutela che era rimasta ed il lavoro è divenuto sempre più precario: tutelarsi è importante ma una larga fascia della forza lavoro attuale non può difendersi in alcun modo dalla precarietà e dallo sfruttamento

  13. BUONGIORNO MI CHIAMO LIDIANA DIPEDENTE PER 7 ANNI E 4 MESI IN ALBERGO COME DIPENDENTE CON C.C.N.L INDUSTRIA TURISTICA PASSIAMO IN APPALTO COME COOPERATIVA MUORE MIO COGNATO AVVISO A VOCE TEMPESTIVAMENTE IL MIO SUPERIORE GOVERNANTE CHE DEVO ASSENTARMI X LUTTO ELLA MI AVVISA CHE IL MIO CONTRATTO NON PREVEDE CIO DICO DAMMI FERIE O PERMESSI IO DOMATTINA DEVO PARTIRE CONTEMPORANEAMENTE AVVISO LA SINDACALISTA PRESENTE IL GIORNO DELLA STIPULA DEL PASSAGGIO E MI CONFERMA CHE HO IL DIRITTO IN QUANTO AFFINE PARTO AL MIO RIENTRO LETTERA DISCIPLINARE X ASSENZA INGIUSTIFICATA AVVISO LA SINDACALISTA TRAMITE SMS BECCATA 2 LETTERA DISCIPLINARE ASSENZE INGIUSTIFICATA X GIORNI 5 MANCANZA DEL RAPPORTO FIDUCIARIO E LETTERA DI RICHIAMO PER USO TELEFONO SUL POSTO DI LAVORO LICENZIATA IN TRONCO…HO IMPUGNATO IL LICENZIAMENTO CREDO SIA ASSURDO ESSERE LICENZIATA PER UN FUNERALE IO VIVO IN VENETO IL FUNERALE IN SARDEGNA

  14. Buonasera io sono stata licenziata del mio datore di lavoro per motivi economiche. io ho lavorato per una Impresa di pulizie .dopo che io sono stata licenziata mio datore di lavoro ha portato un altra persona nel mio posto , poso dire io alla mattina per 2 ore e mezza facevo pulizie un supermercato . Ho domandato per che mi licenzia ha detto non e stato pagato dal supermercato .pero che non capisco io nel mio posto lavora un altra persona portata dal mio datore di lavoro . cosa devo fare ? sono 2 messi da quando sono licenziata. No mia portato anche busta con licenziamento , grazie

  15. salve, ho ricevuto una lettera di contestazione dal mio datore di lavoro per non aver comunicato il cambio di residenza. Il cambio di indirizzo e avvenuto nello stesso comune.
    Attualmente sono in maternita anticipata e volevo chiedere a qualcuno che se ne intende quali provvedimenti puo prendere il mio datore di lavoro nei miei confronti?Puo arrivare a licenziarmi?grazie

  16. PER NON DIMENTICARE!!!!!
    Leggete pure e capirete di cosa è capace la Burocrazia di questo Paese!
    “Mi hanno licenziato dall’Agenzia delle Entrate e vi spiego perché”
    Buongiorno, sono Domenico Tortora, di anni 63, nato a Bari ed ex funzionario del Ministero delle Finanze e successivamemente dell’Agenzia delle Entrate, a far data dal 1978.
    Sono stato incastrato, mi hanno fatto perdere il lavoro per un motivo che non esisteva. Hanno sostenuto che fossi socio di una società che non è mai esistita per dimostrare l’incompatibilità con il mio ruolo di incarico dirigenziale. E questo solo perché mia moglie ha un piccolo centro di “elaborazione dati”, circostanza questa già nota all’A.F. da moltissimi anni in quanto da me personalmente informata e per la quale aveva già subito due indagini ispettive negli anni tra il 1999 ed il 2002, entrambe regolarmente archiviate per insussistenza. Ho sofferto davvero molto. E’ solo per pura fortuna che adesso io non viva sotto un ponte, anche se mi hanno rovinato irrimediabilmente la vita.
    Mi auguro solo che la Giustizia Divina arrivi lì dove l’essere umano non può.

    IL MIO RACCONTO
    “Sono stato assunto dal Ministero delle Finanze nel 1978 in qualità di funzionario. Ho svolto per 31 anni il mio dovere con dedizione totale e la cosa mi è sempre stata riconosciuta fino a quello che è purtroppo successo la sera del 25 novembre 2008. Quel giorno la Guardia di Finanza è arrivata nel centro contabile intestato a mia moglie, in attività fin dal lontano l novembre 1991, per una verifica. Dopo quasi cinque ore di ispezioni non hanno trovato nulla. A maggio del 2009, però, mi contestano di fare parte di una “società di fatto” composta da cinque persone, che esisterebbe al posto della Sas di cui mia moglie è socia”. Geniale invenzione studiata a tavolino solo per farmi del male, le carte parlano chiaro e lo stesso CTU nominato dalla Commissione Tributaria palesa notevolissimi dubbi sia sulla mia partecipazione che sulla logicità dei conteggi astronomici proposti dalla G. di F. e condivisi acriticamente (sic!) dall’Ufficio.
    “Come ricavi societari vengono considerate le note trovate su un brogliaccio della Sas, usato per condurre i conti. Mi coprono di avvisi di accertamento per decine di migliaia di euro, non mi concedono alcuna sospensione della riscossione pur ricorrendone i presupposti.. la malvagità non conosce limiti.
    A quel punto divento incompatibile con il mio lavoro all’Agenzia delle Entrate. Infatti, essendo anche iscritto al registro dei revisori contabili (ma in posizione da statale) potevo lavorare solo per enti pubblici o per società con compito di sindaco o di revisore, ma tutto ciò non è mai successo ed è rimasto assolutamente indimostrato. Peccato che quella “presunta società di fatto” non è mai esistita. Si badi bene che ho sempre e più volte segnalato, in forma scritta, che mia moglie era socio accomandatario del predetto centro di “elaborazione dati” in un ufficio di appena 48 mq!. Senza contare che per me sarebbe stato impossibile svolgere un altro lavoro, dato che dal 10 maggio 2004 fino al 24 giugno 2009 ho lavorato per 61 mesi e mezzo presso l’Ufficio di Brindisi. Abitando a Bari, uscivo di casa alle sei e mezza del mattino e tornavo a casa alle sette e mezzo di sera. Sì, passavo spesso e volentieri a prendere mia moglie dal suo ufficio ma è impossibile che possa aver svolto una qualche attività. Si noti ancora che dal gennaio 1994 al 24 giugno 2009, giorno in cui ho ricevuto una lettera di contestazione, per circa 16 anni non ho mai usufruito di un giorno di assenza diverso dalle ferie, come attestato dalla stessa Direzione Regionale della Puglia”.
    Per quale motivo qualcuno avrebbe dovuto avercela con me? Cosa avrò mai fatto di male? Avrò dato fastidio a qualcuno, visto che spesso ho contestato, ma sempre costruttivamente, tutto ciò che non funzionava o avrebbe potuto funzionare meglio”. Risultato: “A settembre 2009 vengo licenziato per non aver rimosso la causa di incompatibilità. Ma come facevo a rimuoverla se non esisteva? Come avrei mai potuto cessare una Partita IVA mai attivata e come sarei potuto recedere da una società se questa società è una fantasia, un costrutto artificioso di qualche mente malata? E da una fantasia non si può recedere, nessun Notaio ha potuto o voluto redigere l’atto di recesso”.
    Ho preferito, sia pure con enorme sacrificio, chiudere il contenzioso fiscale nato dalla vicenda “per non lasciare questo fastidio agli eredi”. Ora sono in attesa del giudizio di un giudice del lavoro. Nel frattempo, non sono riuscito a creare una nuova attività. Dopo due anni avrei potuto cominciare l’esercizio di una nuova attività, ma un geniale Funzionario dell’Agenzia delle Entrate della Puglia mi ha confezionato un parere sfavorevole basandosi a sua volta su un parere firmato da un fantomatico Comitato Ministeriale istituito nel 1958 che esclude da questa opportunità chi è stato intacccato da un procedimento disciplinare, ponendo a base un Regio Decreto di stampo fascista. Si badi bene, un Comitato che avrebbe lavorato senza lasciare traccia alcuna! Infatti non è rintracciabile presso alcuna Biblioteca una straccio di scritto…però a me si applica, così sostiene l’alto dirigente (incaricato) dell’Agenzia delle Entrate, a cui ho chiesto su quale Gazzetta Ufficiale o Circolare fosse stato mai pubblicato. Solo una firma a stampatello F.to TREMELLONI.
    E ci meravigliamo che si applichi ancora il Codice ROCCO dopo 82 anni
    per il resto: SILENZIO ASSOLUTO.. spero di VERGOGNA.
    Concludo: “Alla fine di tutta questa storia io sono sempre senza lavoro. L’unica cosa che mi ha salvato è stata che il 14 settembre 2009, il giorno in cui sono stato licenziato, avevo i requisiti per la pensione. Altrimenti a quest’ora sarei finito sotto un ponte grazie alle tante buone persone”. Ecco come si distrugge una persona semplicemente onesta, violando con spregio ogni regola pur di emergere e far carriera.
    E poi, se avessi avuto la coscienza sporca, di certo nel corso delle indagini che sono durate del 25/11/2008 al 29/5/2009, mi sarei dimesso per non correre rischi.
    Ed ancora: come mai l’Agenzia delle Entrate, pur informata fin dall’inizio delle indagini in corso ha legittimamente accettato che io continuassi a ricoprire per oltre 6 (sei) mesi il delicato incarico di Capo Area Controllo?

    Però subito dopo, il 3 ottobre 2009, a distanza di appena 19 giorni dall’ingiusto, arbitrario e delittuoso licenziamento, sono stato colto da “infarto al miocardio”.. troppo il dolore.
    Ma di me non si è interessato e non si interessa nessuno!
    E lo stesso dott. Befera mi ha revocato l’incarico fiduciario di Dirigente presso l’Ufficio Locale di Brindisi solo sulla base di ipotesi e di presunzioni indimostrate, rabberciate nelle poche pagine di uno stralcio di verbale anche male articolato che la dott. Silvia GUARINO (Direttore Regionale della Puglia) gli fece pervenire a fronte di un P.V.C. di oltre 50 pagine e circa 200 allegati.
    MA NESSUNO LI HA MAI LETTI!
    In conclusione e solo per notizia mi preme sottolineare che non sono stato mai indagato per alcun reato contro la Pubblica Amministrazione quali, ad esempio, CORRUZIONE, CONCUSSIONE, PECULATO, MILLANTATO CREDITO, INTERESSE PRIVATO IN ATTI DI UFFICIO, ABUSO DI UFFICIO, ecc., eppure ho sempre ricevuto lodi e stima per il lavoro svolto con abnegazione ed onestà!
    Dopo aver dedicato onestamente 32 anni della mia vita all’Agenzia delle Entrate ed aver risollevato la pietosa situazione dell’Ufficio Locale di Brindisi, questi sono i risultati e le amare conclusioni:
    a) il licenziamento senza preavviso per una presunta partecipazione ad una inesistente società di fatto;
    b) la notifica di avvisi di accertamento per gli anni dal 2003 al 2008 per circa 400 mila euro;
    c) la denuncia alla Magistratura contabile per un presunto danno di circa 400 mila euro;
    d) un infarto al miocardio.
    Non basterà una vita per ripagarmi del male subito!
    Per questo auguro a tutti coloro che mi hanno fatto del male la mia MALEDIZIONE fino all’ultima generazione!!!

  17. SALVE SONO UN OPERAIO AGRICOLO LAVORO PRESSO UNA AZIENDA SRL HO UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO IERI SERA SONO STATO LICENZIATO SENZA MOTIVO E SENZA PREAVVISO COSA DEVO FARE GRAZIE

  18. in che circostanze non mi aspetta la disoccupazione se il mio datore di lavoro mi licenzia?

  19. salve il mio datore di lavoro mi ha mandato una comunicazione per iscritto in qui chiede la risoluzione del rapporto di lavoro, per delle assenze di malattia fatte negli ultimi 5 anni, cosa posso fare? grazie

  20. Salve volevo chiederle un consiglio su come posso tutelarmi dunque il mio datore di lavoro sta chiudendo una ditta in SRL perciò a breve sarò licenziato ma nel frattempo ne ha aperta un altra a nome del figlio è una SRLS dicendomi che dopo sei mesi di disoccupazione mi assumerà nella nuova ditta chiedo a lei se è veritiera questo passaggio o no nel caso mi può consigliare quello che posso fare visto che il tempo che rimane è poco la Ringrazio anticipatamente
    Salvatore

  21. Vorrei mettervi al corrente della mia situazione nei confronti dell’amministrazione dei vigili del fuoco causa licenziamento malattia, invece mentre mi trovavo fermo per infortunio e mi sono rivolto da n°2 avvocati i quali mi hanno consigliato di non impugnare detto licenziamento perché non vi era nessuna causa di servizio e quindi vigeva la malattia , dopo 12 mesi mi veniva riconosciuta la causa di servizio con decreto ministeriale ma purtroppo detto licenziamento non mi veniva sospeso ,mi sono rivolto ad un altro avvocato il quale mi ha detto che andava impugnato, rivolti al t.a.r lazio mi rispondeva che era inammissibile il consiglio di stato mi respinge l’istanza . secondo lei mi posso rivolgere ad altra corte spero in una sua risposta grazie

  22. Io sono stato licenziato senza saperlo, rientrato dalle ferie mi è stato detto che nn avrei più lavorato, come devo comportarmi? Cosa devo fare?

  23. Salve volevo chiedervi se il datore di lavoro può dare ferie forzate come punizione?
    Cordiali Saluti.

  24. Salve, mi chiamo Vincenzo, ed in breve do la mia situazione con licenziamento ( dicono ) per giusta causa. Da circa 5 anni la mia Azienda ha attuato verso la mia persona, un Mobbing serrato, con la scusa che con la crisi che imperversa l’italia ed altri stati, attua questo sistema per far si che la gente perde la testa è va vie dandone le dimissioni,però io ho tentato di trovare dell’altro lavoro però ditemi voi chi prenderebbe una persona all’età di 63 anni, cosa che io già ne ho avuto esperienza dicendomi la solita parolina: sa li cerchiamo più giovani! A questo punto dopo 5 anni di sopportazioni, umiliazioni, e discriminazioni, quasi ha tal punto di prendermi ha schiaffi per farmi reagire. Ho passato 5 anni di inferno fino che la persona che era stata ammaestrata a fare questo tipo di vigliaccata proprio vigliaccata, un paio di mesi fa fuori dall’azienda per strada,ho affrontato questa persona, dicendogli che quello che faceva era solo azioni da vigliacco, è da traditore è spia bugiarda, da qui è nata quasi una colluttazioni, lui dicendomi le sue ed io le mie. Però io talmente ero fuori di me per tutte le angherie che mi aveva fatto sono andare in’escandescenza senza capire quello che stavo dicendo con questa frase molto forte: dicendogli che per quello che diceva nei miei confronti ti meritesti di essere sparato in bocca. Ma quella frase non stata pensata e nemmeno poteva uscire dalla mia bocca,uno perché non sono un violento, anzi sono una persona molto perbene almeno lo dicono altre persone e tutti i miei amici. Da qui il datore di lavoro prendendola come scusante per farmi fuori ha attuato il licenziamento per giusta causa. Ma io non sapevo che un datore di lavoro potesse prendere anche fuori dall’azienda delle misure di licenziamento è ne diventasse anche giudice fra le parti che il perdente fatalità, indovinate chi ha perso IO. non ho parole, se qualcuno mi può dare un consiglio, oppure aiutarmi, sono qui ho bisogno di voi. CIAO A TUTTI.

  25. Buongiorno io sono stato licenziato in Gennaio 2010 dopo ho lavorato saltuariamente dopo, dalla disperazione ho avuto un infarto acuto,ora sono 2 anni che non lavoro l IMPS non vuole lasciarmi lavorare e non mi da neanche la pensione dopo aver lavorato oltre 30 anni come devo comportarmi Grazie Nico

  26. Leggete pure e capirete di cosa è capace la Burocrazia di questo Paese!
    “Mi hanno licenziato dall’Agenzia delle Entrate e vi spiego perché”
    Buongiorno, sono Domenico Tortora, di anni 63, nato a Bari ed ex funzionario del Ministero delle Finanze e successivamemente dell’Agenzia delle Entrate, a far data dal 1978.
    Sono stato incastrato, mi hanno fatto perdere il lavoro per un motivo che non esisteva. Hanno sostenuto che fossi socio di una società che non è mai esistita per dimostrare l’incompatibilità con il mio ruolo di incarico dirigenziale. E questo solo perché mia moglie ha un piccolo centro di “elaborazione dati”, circostanza questa già nota all’A.F. da moltissimi anni in quanto da me personalmente informata e per la quale aveva già subito due indagini ispettive negli anni tra il 1999 ed il 2002, entrambe regolarmente archiviate per insussistenza. Ho sofferto davvero molto. E’ solo per pura fortuna che adesso io non viva sotto un ponte, anche se mi hanno rovinato irrimediabilmente la vita.
    Mi auguro solo che la Giustizia Divina arrivi lì dove l’essere umano non può.

    IL MIO RACCONTO
    “Sono stato assunto dal Ministero delle Finanze nel 1978 in qualità di funzionario. Ho svolto per 31 anni il mio dovere con dedizione totale e la cosa mi è sempre stata riconosciuta fino a quello che è purtroppo successo la sera del 25 novembre 2008. Quel giorno la Guardia di Finanza è arrivata nel centro contabile intestato a mia moglie, in attività fin dal lontano l novembre 1991, per una verifica. Dopo quasi cinque ore di ispezioni non hanno trovato nulla. A maggio del 2009, però, mi contestano di fare parte di una “società di fatto” composta da cinque persone, che esisterebbe al posto della Sas di cui mia moglie è socia”. Geniale invenzione studiata a tavolino solo per farmi del male, le carte parlano chiaro e lo stesso CTU nominato dalla Commissione Tributaria palesa notevolissimi dubbi sia sulla mia partecipazione che sulla logicità dei conteggi astronomici proposti dalla G. di F. e condivisi acriticamente (sic!) dall’Ufficio.
    “Come ricavi societari vengono considerate le note trovate su un brogliaccio della Sas, usato per condurre i conti. Mi coprono di avvisi di accertamento per decine di migliaia di euro, non mi concedono alcuna sospensione della riscossione pur ricorrendone i presupposti.. la malvagità non conosce limiti.
    A quel punto divento incompatibile con il mio lavoro all’Agenzia delle Entrate. Infatti, essendo anche iscritto al registro dei revisori contabili (ma in posizione da statale) potevo lavorare solo per enti pubblici o per società con compito di sindaco o di revisore, ma tutto ciò non è mai successo ed è rimasto assolutamente indimostrato. Peccato che quella “presunta società di fatto” non è mai esistita. Si badi bene che ho sempre e più volte segnalato, in forma scritta, che mia moglie era socio accomandatario del predetto centro di “elaborazione dati” in un ufficio di appena 48 mq!. Senza contare che per me sarebbe stato impossibile svolgere un altro lavoro, dato che dal 10 maggio 2004 fino al 24 giugno 2009 ho lavorato per 61 mesi e mezzo presso l’Ufficio di Brindisi. Abitando a Bari, uscivo di casa alle sei e mezza del mattino e tornavo a casa alle sette e mezzo di sera. Sì, passavo spesso e volentieri a prendere mia moglie dal suo ufficio ma è impossibile che possa aver svolto una qualche attività. Si noti ancora che dal gennaio 1994 al 24 giugno 2009, giorno in cui ho ricevuto una lettera di contestazione, per circa 16 anni non ho mai usufruito di un giorno di assenza diverso dalle ferie, come attestato dalla stessa Direzione Regionale della Puglia”.
    Per quale motivo qualcuno avrebbe dovuto avercela con me? Cosa avrò mai fatto di male? Avrò dato fastidio a qualcuno, visto che spesso ho contestato, ma sempre costruttivamente, tutto ciò che non funzionava o avrebbe potuto funzionare meglio”. Risultato: “A settembre 2009 vengo licenziato per non aver rimosso la causa di incompatibilità. Ma come facevo a rimuoverla se non esisteva? Come avrei mai potuto cessare una Partita IVA mai attivata e come sarei potuto recedere da una società se questa società è una fantasia, un costrutto artificioso di qualche mente malata? E da una fantasia non si può recedere, nessun Notaio ha potuto o voluto redigere l’atto di recesso”.
    Ho preferito, sia pure con enorme sacrificio, chiudere il contenzioso fiscale nato dalla vicenda “per non lasciare questo fastidio agli eredi”. Ora sono in attesa del giudizio di un giudice del lavoro. Nel frattempo, non sono riuscito a creare una nuova attività. Dopo due anni avrei potuto cominciare l’esercizio di una nuova attività, ma un geniale Funzionario dell’Agenzia delle Entrate della Puglia mi ha confezionato un parere sfavorevole basandosi a sua volta su un parere firmato da un fantomatico Comitato Ministeriale istituito nel 1958 che esclude da questa opportunità chi è stato intacccato da un procedimento disciplinare, ponendo a base un Regio Decreto di stampo fascista. Si badi bene, un Comitato che avrebbe lavorato senza lasciare traccia alcuna! Infatti non è rintracciabile presso alcuna Biblioteca una straccio di scritto…però a me si applica, così sostiene l’alto dirigente (incaricato) dell’Agenzia delle Entrate, a cui ho chiesto su quale Gazzetta Ufficiale o Circolare fosse stato mai pubblicato. Solo una firma a stampatello F.to TREMELLONI.
    E ci meravigliamo che si applichi ancora il Codice ROCCO dopo 82 anni
    per il resto: SILENZIO ASSOLUTO.. spero di VERGOGNA.
    Concludo: “Alla fine di tutta questa storia io sono sempre senza lavoro. L’unica cosa che mi ha salvato è stata che il 14 settembre 2009, il giorno in cui sono stato licenziato, avevo i requisiti per la pensione. Altrimenti a quest’ora sarei finito sotto un ponte grazie alle tante buone persone”. Ecco come si distrugge una persona semplicemente onesta, violando con spregio ogni regola pur di emergere e far carriera.
    E poi, se avessi avuto la coscienza sporca, di certo nel corso delle indagini che sono durate del 25/11/2008 al 29/5/2009, mi sarei dimesso per non correre rischi.
    Ed ancora: come mai l’Agenzia delle Entrate, pur informata fin dall’inizio delle indagini in corso ha legittimamente accettato che io continuassi a ricoprire per oltre 6 (sei) mesi il delicato incarico di Capo Area Controllo?

    Però subito dopo, il 3 ottobre 2009, a distanza di appena 19 giorni dall’ingiusto, arbitrario e delittuoso licenziamento, sono stato colto da “infarto al miocardio”.. troppo il dolore.
    Ma di me non si è interessato e non si interessa nessuno!
    E lo stesso dott. Befera mi ha revocato l’incarico fiduciario di Dirigente presso l’Ufficio Locale di Brindisi solo sulla base di ipotesi e di presunzioni indimostrate, rabberciate nelle poche pagine di uno stralcio di verbale anche male articolato che la dott. Silvia GUARINO (Direttore Regionale della Puglia) gli fece pervenire a fronte di un P.V.C. di oltre 50 pagine e circa 200 allegati.
    MA NESSUNO LI HA MAI LETTI!
    In conclusione e solo per notizia mi preme sottolineare che non sono stato mai indagato per alcun reato contro la Pubblica Amministrazione quali, ad esempio, CORRUZIONE, CONCUSSIONE, PECULATO, MILLANTATO CREDITO, INTERESSE PRIVATO IN ATTI DI UFFICIO, ABUSO DI UFFICIO, ecc., eppure ho sempre ricevuto lodi e stima per il lavoro svolto con abnegazione ed onestà!
    Dopo aver dedicato onestamente 32 anni della mia vita all’Agenzia delle Entrate ed aver risollevato la pietosa situazione dell’Ufficio Locale di Brindisi, questi sono i risultati e le amare conclusioni:
    a) il licenziamento senza preavviso per una presunta partecipazione ad una inesistente società di fatto;
    b) la notifica di avvisi di accertamento per gli anni dal 2003 al 2008 per circa 400 mila euro;
    c) la denuncia alla Magistratura contabile per un presunto danno di circa 400 mila euro;
    d) un infarto al miocardio.
    Non basterà una vita per ripagarmi del male subito!
    Per questo auguro a tutti coloro che mi hanno fatto del male la mia MALEDIZIONE fino all’ultima generazione.
    Ecco il vero volto dell’Agenzia delle Entrate!
    Contatti: Domenico Tortora mail: domenico.tortora1949@libero.it

  27. ma come mai che le leggi non si applicano a tutti i cittadini?
    Come mai vediamo nei servizi delle jene o di striscia che vi sono migliaia di impiegati pubblici che timbrano il cartellino per i loro colleghi e nessuno li licenzia nè loro, nè i loro capi?
    Non ci sarebbe materia per fare una causa contro coloro addetti a far rispettare la costituzione che dice che tutti sono uguali?
    E’ con le migliaia di cause che affollano i tribunali che si misura la civiltà di un bobbolo tutto

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