All’indomani della manifestazione sostenuta dal sindacato indipendente di polizia Coisp, tenutasi davanti al comune di Ferrara, le scuse non sembrano bastare. Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, ha così deciso di querelare il segretario del Coisp Franco Maccari. A riportare la notizia è l’agenzia Adnkronos. Mediante la protesta di ieri, i poliziotti hanno voluto esprimere solidarietà ai quattro colleghi condannati in via definitiva per omicidio colposo, proprio quello del giovane Aldovrandi. In segno di sdegno e protesta la madre del ragazzo, lavorando presso l’ufficio comunale a pochi metri dal luogo in cui si è svolto il sit-in, ha esposto l’immagine del figlio ucciso. “Maccari è arrivato a sostenere che la foto del viso martoriato di mio figlio sarebbe addirittura un fotomontaggio -ha riportato la donna sulla rispettiva pagina Facebook-, mi piacerebbe tanto che lo fosse, ma purtroppo così non è“.

Le parole di scusa, pronunciate quali giustificazioni dal sindacalista sono state puntualmente respinte al mittente. La mamma di Aldrovandi ha precisato: “Maccari risponderà di queste affermazioni di fronte all’autorità giudiziaria perché ho dato già incarico al mio avvocato Fabio Anselmo di sporgere querela nei suoi confronti e d’ora in poi parlerà lui per me“. “Sono nauseata e disgustata da tutto questo. -ha proseguito Moretti- Respingo fermamente la solidarietà ipocrita di Maccari che continua ad insultarmi. Maccari sa benissimo che da un mese un furgone del Coisp con manifesti e bandiere gira tutta la città di Ferrara per poi stazionare di fronte al comune con gli stessi slogan di ieri. Maccari sa benissimo che proprio questo furgone è stato invitato dai suoi stessi colleghi ad allontanarsi da quel luogo“, conclude Patrizia Moretti.

E proprio durante la mattinata di ieri, quando il drappello dei sindacalisti del Coisp, guidato dall’europarlamentare del Pdl Potito Salatto, manifestava sotto le finestre del Municipio di Ferrara, Moretti è scesa in strada scortata da alcune colleghe per reagire alla vergognosa oltranza. La stessa Moretti, dinanzi ai visi impassibili e sfrontati dei poliziotti, ha poi mostrato l’immagine straziante del figlio, Federico, bagnato da un lago di sangue. In difesa della madre, si è pronunciato anche Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, che ha contribuito a denigrare l’iniziativa sconcertante del sit-in, definendola una provocazione fuori luogo e chiedendo ai sindacalisti dei poliziotti di spostarsi. “Non avrei voluto farlo -ha poi raccontato dopo che si sono spenti i riflettori sull’episodio Patrizia Moretti- perché a me costa moltissimo, ma sono scesa con alcune mie amiche e colleghe e ho mostrato prima alla piazza, poi a loro la foto di Federico. Nessuno di loro mi ha guardata e dopo un po’ sono andati via. E’ stato triste, e doloroso“.

La mamma di Federico Aldrovandi non ha avuto remore nel raccontare esaustivamente anche l’antefatto precursore della vicenda: “Ad un certo punto ci siamo affacciate alla finestra e abbiamo visto cosa stava accadendo, abbiamo visto il sindaco Tiziano Tagliani scendere e andare a parlare con loro dell’inopportunità del sit-in, ma da lì uno dei manifestanti, molto grosso e alto, ha cominciato a inveire contro il sindaco e ho visto anche alcuni spintoni“. A livello istituzionale anche il Senato ha subitaneamente mostrato solidarietà nei confronti della madre della vittima. Nel pomeriggio di ieri, infatti, quando la senatrice del Pd Maria Teresa Bertuzzi ha preso parola in aula, tutti i parlamentari e gli esponenti del governo presenti nell’emiciclo, premier incluso, si sono alzati in piedi e hanno battuto a lungo le mani in segno di evidente appoggio alla famiglia Aldrovandi.

Tra le fila dei rappresentanti del governo protagonisti del gesto solidale si sono aggiunti anche il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, la quale tra l’altro ha affermato che “I manifestanti non rappresentano la polizia. Non voglio sanzioni, ma il giudizio è sicuramente critico“, e l’ex capo della Polizia, l’attuale sottosegretario con delega ai Servizi, Gianni De Gennaro che si mostra fermo nel condannare severamente l’atto. “La manifestazione indetta dal sindacato di Polizia -ha espresso la senatrice Pd, Bertuzzi– continua a tenere aperta una ferita”. “Il sit-in dei poliziotti -rincara infine la dose la senatrice del Pdl, Anna Cinzia Bonfrisco– ha superato ogni limite”. Lo squallore del gesto di ieri non si scontra soltanto con la veste “ufficiale” di cui si gloriano i rispettivi fautori, ma entra soprattutto in collisione con uno dei principi morali più antichi della storia civile: il rispetto per il dolore di una madre dinanzi la morte del proprio figlio. E’ ammissibile toccare un gradino più basso di questo?

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5 COMMENTI

  1. La notizia del GR 1 RAI delle ore 13 di oggi 1° aprile (ma forse si tratta del solito scherzo del pesce) è che i signori picchiatori, tramite avvocati, hanno presentato ricorso perché si sentono ingiustamente trattati, in nome del decreto “svuotacarceri”, in quanto, a parte la quota rosa del gruppo, restano in carcere, mentre lei è agli arresti domiciliari, alla Corte per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. In nome di una civiltà giuridica, proporzionalista, illuminista e razionalista, il delitto Aldrovandi andrebbe considerato almeno preterintezionale, ma potrebbe essere stato anche pienamente doloso per togliere di mezzo la vittima-testimone del pestaggio, in modo da farlo tacere per sempre e poterlo accusare di essere un Sandokan alla riscossa o Nembo Kid alla conquista del pianeta Krypton. Certo, ci vuole una bella e bronzea faccia per reclamare diritti dell’uomo per sei mesi di carcere, dopo aver tolto tutti i diritti dell’uomo in quel piccolo parco nei pressi dell’Ippodromo di Ferrara alla vittima. Credo proprio che, stavolta, i giudici della Corte dovranno a fatica trattenere una sghignazzata. C’è gente, ancora solo imputati ma non condannati, che da due anni e più sono chiusi in carcere (cfr. Taranto – Caso Scazzi-Misseri). Come diceva un saggio circa 2000 anni fa, chi di pestaggio ferisce, di pestaggio perisce.

  2. Oggi mi sono pazientemente guardato vari filmati, su caso Aldrovandi, pubblicati da Youtube, a titolo di ricapitolazione dei fatti. A parte le già gravissime faziosità corporativistiche di Polizia, duole molto verificare come la “banda dei quattro” sia stata favorita fin dall’inizio. Il Pubblico Ministero a cui spettava per turno l’inizio dell’indagne, una gentile signora, non solo non si è recata sul posto, ma ha anche affidato le indagini iniziali alla Polizia stessa, malgrado l’interesse corporativo nel caso. Nondimeno, nessuno ha indagato sulle motivazioni di tale comportamento, in parte omissivo e in parte favoreggiatore.
    E’ facile poi capire perché un delitto, operato da pubblici ufficiali in servizio da doloso eventuale o, almeno, preterintenzionale,, sia diventato colposo, e come di fatto un atroce atto di violenza sia stato punito con soli sei mesi di carcere (un vero premio),malgrado vi fosse stato boicottaggio e non collaborazione nelle indagini. Veramente qualcosa di assai poco onorevole per l’intera amministrazione giudiziaria. La motivazione dell’omissione di soccorso sarebbe stata corretta se i quattro fossero arrivati dopo il pestaggio e l’agonia del giovane, non prima, ed esserne stati causa diretta. E ancora poi protestano per una pena assolutamente ridicola !

  3. Mi spiace dirlo, ma comportamenti di questo genere non possono passare sotto silenzio: i manifestanti certamente non rappresentano il corpo mdi polizia, ma ne fanno pure parte e dunque devono assumersi tutte le responsabilità delle loro azioni: Sarebbe facile e comodo okltraggiare ill povero Federuico e poi ridurre le resposabilità con un’affermazione del genere di “manifestazione spontanea di privati cittadini” e non so quali altre sciocche giustificazioni: La manifestazione è forte e oltraggiosa verso la memoria di un giovane morto per le percosse subite.
    Una volta il Prefetto Labarbera, ormai deceduto da tempo, mi disse che andava punito uno per educarne cento. E’ vero e questi quattro irresponsabili devono essere puniti severamente. ripeto non si tratta di unam manifestazione di privati cittadini che già così sarebbe deprecabile; è la manifestazione di appartenenti alle forze dell’ordine che dovrebbero dare per primi l’esempio di correttezza ed equilibrio di comportamento.
    Ma la manifestazione era autorizzata (tanto per cominciare?)?

  4. Non è certo l’unica, né l’ultima vergogna della Polizia di Stato, dove evidentemente la formazione professionale è estremamamente carente sul piano costituzionale e deontologico, dove l’uso della forza fisica, invece di essere considerato uno strumento da utilizzare con cautela e soprattutto proporzionalità, viene esercitato immotivatamente e sproporzionalmente con eccessiva frequenza. C’è troppo senso di impunità, corroborato anche dalla sentenza che ha ridotto, per un omicidio evidemente di dolo eventuale oppure, al minimo, preterintenzionale, in un omicidio colposo, come se si fosse trattato di un comune incidente stradale. Il che la dice lunga sui favoritismi, completati da un indulto. Non contenti di ciò i quattro “eroi” e i loro sostenitori del COISP avrebbero voluto anche poter evitare sei mesi di carcerazione. Finora non hanno ricevuto alcuna sanzione disciplinare. Se un docente molla uno schiaffo ad un alunno, magari perturbatore e provocatore, riceve sanzioni ben più pesanti. Non è così che si applica la legge. Un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni deve avere sempre il senso del limite ed un rigoroso autocontrollo nel comportamento. Solo così può suscitare autorevolezza e rispetto nel cittadino. ma gli esempi che ciò risulta pochissimo praticato, ormai dal 2001 in qua, si sprecano !

  5. E’ bene che in questo Paese le regole si applichino nei confronti di tutti e quando toccano uomini dell’ordine pubblico, questi devono essere allontanati dal servizio e sospesi dall’impiego. Il Ministro Cancellieri, dovrebbe subito far aprire un procedimento disciplinare nei confronti di quelli che ne hanno richiesti le dimissioni,in quanto è stata violata una fondamentale norma di comportamento del Codice, che riguarda il Ministro.
    E’ la fine del mondo !!! Di questo passo finirà che qualcuno si recherà nel Palazzo per andare a cacciare personalmente il Ministro. Per quanto riguarda la mamma di Federico Aldrovandi quei polizziotti devono vergognarsi e non solo, ma non possono essere di garanzia pubblica per il loro comportamento. Se capiterà ai loro figli,la società civile deve rispondere allo stesso modo ? Per quanto mi riguarda mi rifiuto di pagare tasse la cui mia percentuale finisce nelle tasche di questi soggetti.

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