Caso Cipro: da domani tetto alla mobilità dei capitali stabilito a 3000 euro a persona. E’ questa la notizia shock che sconvolge ancora una volta la vicenda dell’isola mediterranea, a sole 24 ore dalla riapertura delle banche, che pareva aver riportato un po’ di tranquillità dopo i timori dei giorni scorsi.

Invece, la crisi continua. La stretta agli sportelli partirà, come detto, domani e dovrebbe concludersi tra una settimana: 7 giorni di passione, dunque, per i cittadini e correntisti ciprioti, dopo l’ipotesi di prelievo forzoso dai conti correnti avanzata dall’Unione europea. Inoltre, sempre oggi son arrivate le dimissioni del numero uno della Banca di Cipro.

Insomma, pare che l’accordo strappato tra domenica e lunedì per opera dell’Eurogruppo per rimettere in sesto l’economia dello Stato da qualche giorno balzato in vetta alle cronache mondiali, non basterà a rimettere in piedi la finanza cipriota.

Nella bozza sottoscritta dai delegati Ue, infatti, è previsto il varo, a partire da maggio, di un piano da 10 miliardi di prestiti a sostegno delle casse cipriote. Una scadenza, forse, troppo lontana per non “tamponare” questo periodo critico con qualche misura straordinaria.

A suscitare l’intervento dell’Eurogruppo, come noto, la possibilità che sui conti correnti dei cittadini ciprioti stesse per abbattersi la tassazione dei risparmi bancari, al fine di mettere in cassa una prima somma pari a 5,8 miliardi.

La misura dovrebbe essere finalizzata a limitare la fuga di capitali esteri, che ha fatto segnare, da inizio anno, un calo di 1,7 miliardi, pari almeno al 3% dei depositi. Un dato allarmante, sicuramente schizzato verso l’alto dopo le notizie poco rassicuranti degli ultimi giorni.

I primi conteggi parlavano di 2 miliardi di capitali in libera uscita, ma c’è da credere che il dato reale sia ancora più alto. Anche per questa ragione, le autorità cipriote hanno stabilito il tetto di 7 giorni ai prelievi, oltre alle fisiologiche reazioni di shock che seguono questi cataclismi finanziari e portano i correntisti a reclamare i propri risparmi nel timore di vederli scomparire.

E non è questa l’unica misura: oltre al tetto di 3mila euro agli spostamenti, è stato fissato un limite a 5mila euro per le transazioni via carta di credito con Paesi esteri a 5mila euro, e l’obbligo di mostrare un documento per tutti i versamenti superiori ai 500 euro che non avvengano tramite contante.


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