Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, dopo vari rinvii, polemiche e dichiarazioni ufficiose, ha firmato il Decreto che fissa le rettifiche e le integrazioni al D.M.N. 249/2010 che, oltre a stabilire nuovi parametri di programmazione del numero dei posti dei docenti abilitati necessari per il funzionamento del sistema formativo nazionale, ha appoggiato al Tfa ordinario, percorsi abilitanti riservati (il Tfa speciale), come misura provvisoria circoscritta a 3 anni (2012 -15).

Il provvedimento è destinato ai docenti precari non abilitati ed in servizio da almeno 3 anni, e perché diventi attivo deve essere solamente registrato alla Corte dei Conti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Le forze politiche non hanno  reagito con grande entusiasmo a questo provvedimento, le critiche sono arrivate soprattutto dal Fliprofonda contrarietà al contenuto dei decreti organizzativi che rischiano di vanificare il risultato stesso e mortificano la dignità e la professionalitá di chi ha speso una vita ad educare i futuri cittadini di domani” e dalla Lega: “uno strumento per complicare ulteriormente una situazione già critica per quanto riguarda i criteri d’accesso all’insegnamento. Si poteva e si doveva evitare”.  

Nei prossimi giorni comincerà la programmazione di questi percorsi, che prevedono tre fasi, strettamente legate tra loro, per acquisire l’abilitazione all’insegnamento nella scuolaprova nazionale, volta all’accertamento delle capacità logiche, di sintesi e linguistiche del candidato, il quale potrà conseguire un punteggio fino a 35 punti.

La graduatoria compilata sulla base dei punteggi ottenuti nella prova nazionale servirà anche a decretare l’ordine delle ammissioni ai percorsi abilitanti riservati nelle singole università, che, visto il numero cospicuo degli aventi diritto, specie per alcune classi di concorso più affollate, potranno prevedere più edizioni.

La seconda fase è rappresentata da un percorso universitario con insegnamenti in aula per un totale di 41 crediti formativi, con verifiche per ciascun insegnamento che – se superate – potranno far conseguire all’abilitando da 30 a 50 punti; infine l’ultimo step è la prova finale, che andrà a verificare la preparazione professionale dell’abilitando e che sarà valutata con un punteggio fino a 15 punti.

Dunque il punteggio necessario per poter ottenere il titolo di abilitazione sarà di almeno 60/100. Questo percorso è stato regolamentato da un secondo decreto ministeriale, di rango giuridico inferiore al primo, ma contestualmente firmato dal Ministro Profumo.

Con un terzo distinto provvedimento ministeriale  è stata rivista la tabella di valutazione dei titoli culturali e di servizio validi per l’inserimento e l’aggiornamento delle graduatorie di II° fascia di istituto, adempimento previsto dalla normativa vigente ogni tre anni, con prossima scadenza nella primavera 2014. 

Nella tabella vigente, in quanto preesistente al D.M.n.249/2010, non era infatti prevista la valutazione del titolo di abilitazione che sarà ottenuto da quanti stanno frequentando il TFA ordinario, né tanto meno quello che sarà conseguito al termine del percorso abilitante speciale. Dunque è stato posto rimedio anche a questa lacuna, stabilendo una diversificazione di punteggi tra abilitazioni conseguite nei percorsi ordinari e riservati nel segno della continuità con il passato, che già attribuiva un diverso punteggio alle abilitazioni conseguite a seguito della frequenza dei corsi SISS e delle sessioni riservate, e nel rispetto alla osservazione posta dalla VII° Commissione della Camera dei deputati in sede di esplicitazione di parere sul testo del D.M. rettificativo del D.M.n.249/2010. 

Con la firma dei tre suddetti decreti ministeriali si è dunque cercato di rimediare definitivamente  ai disagi generati da una programmazione insufficiente per quanto concerneva il fabbisogno di abilitati, e che negli anni passati ha avuto l’effetto di creare folte schiere di precari non abilitati in servizio nelle scuole statali e paritarie, anche per più anni.

Al contempo – e da qui nasce l’elaborata gestazione dei tre provvedimenti – per espressa volontà del Ministro si è voluto trovare un punto di equilibrio che proteggesse anche le posizioni acquisite e le aspettative di quanti, dopo aver superato una selezione a numero chiuso, stanno frequentando il TFA ordinario, che si snoda attraverso un più lungo percorso abilitante (60 Crediti Formativi Universitari).


1 COOMENTO

  1. INNANZITUTTO,VISTO CHE LA PROCEDUTA DI SELEZIONE DEL TFA SPECIALE E’ IDENTICA A QUELLO ORDINARIO E NONOSTANTE CIO’ ,IL TFA ORDINARIO HA UNA VALENZA SUPERIORE A QUELLO SPECIALE NON RESTA CHE FAR RICORSO,ALLA CORTE EUROPEA, DENUNCIANDO QUESTO TIPO DI DIVERISIFICAZIONE DI TRATTAMENTO TRA I 2 TFA!!!!!!!BISOGNA,ANCHE SAPERE CHE DOPO 3 ANNI DI SERVIZIO , NEI DIVERSI PAESI EUROPEI, SI ENTRA IN AUTOMATICO NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO E QUESTO IL MINISTRO, IL MIUR E IL CENTRO DESTRA FANNO ORECCHIE DA MERCANTE FIN QUANDO NON SI FARA’ UN MEGA RICORSO(con sanzioni pesantissime A LORO CARICO!!!) IN QUANTO TALE PAESE NON E’ IN REGOLA RISPETTO AGLI ALTRI PAESI EUROPEI!!!!!!!!!!!!Spero che la differenza tra ordinario e speciale sia MINIMA,ALTRIMENTI SARANNO DOLORI PER L’INTERO SISITEMA SCOLASTICO ITALIANO….

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here