Tra le imprese di Pietro Mennea, il velocista italiano scomparso ieri a 60 anni e di cui oggi è stata aperta la camera ardente, non c’è soltanto il record del mondo sui 200 metri, stabilito a Città del Messico nel 1979.

Un primato che restò imbattuto per quasi 20 anni, quando, nel 196, dovette arrivare un cyborg dell’atletica come Michael Johnson a migliorare il tempo fatto segnare dall’italiano.

Eppure, quello messicano non fu l’unico miracolo del più famoso sprinter italiano. A 44 anni, nel 1996 proprio quando Johnson si apprestava a superare la sua storica prestazione, e molti anni dopo il ritiro dalle gare, Mennea portò a termine la sua brillante carriera di studente, superando l’esame di procuratore legale a Catanzaro.

Le cronache dell’epoca riportano le lodi della commissione esaminatrice di fronte a uno studente tanto celebre quanto modello, che concludeva un cammino tale da portarlo a conseguire tre lauree e a ottenere, infine, l’abilitazione da procuratore. Nell’ordine, le pergamene collezionate da Mennea furono il diploma Isef, la laurea in Scienze politiche, conseguita con il voto di 110 e lode e quella in Giurisprudenza, con un 104 che, a quando si dice, gli lasciò l’amaro in bocca, abituato com’era a primeggiare in tutti i campi.

E non era finita qui: Mennea portò a termine il master in diritto commerciale alla Bocconi e in diritto tributario alla Luiss di Roma, oltre all’incarico di titolare della cattedra di legislazione sportiva all’Isef della capitale. Come se non fosse sufficiente, ricoprì anche il ruolo di consulente sportivo per il Comune di Palermo.

Nel suo curriculum, figura anche l’apertura di uno studio commerciale e legale, più diversi libri, su argomenti specifici per professionisti del foro, come il diritto sportivo o quello civile e tributario: “Queste cose – diceva – contano in una società che non premia chi merita”.

Riuscì anche a farsi eleggere al Parlamento europeo, dove fu impegnato dal 1999 al 2004 come eletto nelle file dei Democratici. Ci riprovò anche con Forza Italia e con altre liste, ma quella rimase l’unica sua esperienza politica. Nei suoi cinque anni all’istituzione continentale, prese parte alle Commissioni per la cultura, l’istruzione e lo sport e a quella per l’ambiente e la sanità pubblica.

Guarda il record di Pietro Mennea sui 200 metri a Città del Messico

 

 


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