Dopo l’inizio della seconda giornata del Conclave per l’elezione del nuovo Papa, spunta alle 11.40 dal comignolo della Sistina, anticipando ogni previsione, la seconda fumata. Il colore che si sparge nell’aere è ancora nero. I 115 cardinali elettori, secondo ordinaria tabella, si sono trasferiti attorno alle 9 dalla casa Santa Marta alla Cappella Paolina, e, a partire dalle 9.30, sono entrati nella Cappella Sistina. Lo scrutinio dei cardinali elettori si è dunque concluso con un nulla di fatto: il nome del successore di Benedetto XVI rimane ancora sconosciuto. A differenza della prima fumata di ieri, 12 marzo, caratterizzata da un colore netto e indiscutibile, questa seconda fumata sembra iniziare a schiarire i toni, sfiorando le nuances del grigio chiaro. Si protrae il fiato sospeso, rammentando come nel 2005, quando venne eletto Joseph Ratzinger, la fumata che all’inizio fu grigia portò poi alla conferma ‘bianca’.

Il primo giorno di Conclave  si è concluso dunque con un nulla di fatto, come notato dai tanti occhi puntati al cielo che hanno visto la prima fumata neraCome prevedibile, i cardinali elettori non hanno deciso al primo tentativo chi succederà a Benedetto XVI, in quella che è stata la prima votazione ufficiale del Conclave, iniziato ieri con l’”extra omnes”, il fuori tutti, avvenuto intorno alle 17.30. Questa prima votazione era utile a fare chiarezza tra gli elettori e a scremare i nomi dei più papabili. Ora accrescono ogni minuto che passa le possibilità di una fumata bianca. E più numerose saranno le fumate nere, più sarà plausibile l’elezione di uno dei cosiddetti outsider. Quali sono i favoriti? Stando alle consuete indiscrezioni, in gara rimangono per il momento l’italiano Angelo Scola, il cardinale di New York Timothy Dolan, il canadese Marc Ouellet, il brasiliano Odilo Pedro Scherer e Francisco Robles Ortega, l’unico vero outsider.

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