Aumentano su tutto il territorio nazionale le recriminazioni che contestano la procedura, stabilita dall’Inps, sull’acqusizione telematica del Cud. Stando alla disposizione dell’istituto previdenziale, infatti, ogni pensionato dovrebbe possedere abilità e conoscenze informatiche basilari e consolidate. Ogni nonno di casa infatti, oltre a godere di un computer, già cosa assai rara in un Paese dove la rete wi-fi arriva a saltelli in numerose province ignorando del tutto gli angoli più isolati (peraltro luoghi generalmente abitati da una popolazione over settanta), dovrebbe anche seguire opportuni corsi di formazione al web, trovarsi il sito ufficiale dell’Inps dove richiedere e conseguire il codice PIN, scaricarsi il modulo del documento (ovviamente previo acquisto stampante) e così consegnarlo nelle mani di un soggetto abilitato per la presentazione della dichiarazione del reddito.

Non è una corsa ad ostacoli, non dubitate, tuttavia l’iter telematizzato, concepito ad hoc per allentare i costi statali e generare risparmio, sembra già ricadere impreparato sulle spalle degli addetti ai lavori che da qualche giorno rimangono letteralmente invasi da un’esorbitante sequela di richieste e lamentele, avanzate da una schiera di contribuenti non pronti a varcare il grande arco della tecnologia. La normativa 228/2012, comma 114, chiarisce che “a decorrere dall’anno 2013, gli enti previdenziali rendono disponibile la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati (Cud) in modalità telematica. E’ facoltà del cittadino -si apprende dal testo di legge- richiedere la trasmissione del Cud in forma cartacea. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Se si certifica che l’operazione prevista sarà risparmiosa per le casse dello Stato, l’ingorgo degli sportelli Inps, chiamati a rispondere ai dubbi legittimi dei contribuenti e di tutti coloro che non riusciranno ad ‘accaparrarsi’ il modulo Cud entro i tempi sanciti, paventa al contrario un esoso aggravio in termini di tempo e denaro. All’utente che non vuole incorrere in queste macchinazioni, si concede la possibilità di ottenere la stampa del documento presso gli uffici postali, non tutti però, dietro il pagamento, e qui si rasenta il parossismo, di ‘obolo’ obbligatorio. Ai fini  dell’ottenimento del Cud viene riservato un ulteriore canale, e più precisamente un numero verde Inps per richiederne l’invio domicilare.


Forse non tutti sanno che la maggior parte degli anziani nostrani, e in Italia gli ultra sessantacinquenni raggiungono i 7 milioni, non hanno la possibilità di accedere agli aggiornamenti amministrativi Inps pubblicati nel sito, e nientemeno di visionare quotidiani economici. Inoltre sono in tanti a mettere in discussione il valore di efficienza del numero verde, in modo particolare nel frangente degli adempimenti. Non è dato sapere infatti come chi risulterà addetto alle telefonate riuscirà contemporaneamente a seguire gli invii dei modelli. Ancora, non è chiaro come potrà essere sostenuta la tracciabilità telefonica da parte del contribuente che vorrà dimostrare di non aver adempiuto alla dichiarazione causa mancato invio da parte dell’Inps. Si fa presto dunque a parlare  di risanamento e austerità, ma l’adozione delle nuove procedure non sembra altro che l’ennesimo esempio di sfacciata mal considerazione dei consulenti preposti al lavoro. Vedremo i risultati.


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3 COMMENTI

  1. Olre alle cose già scritte, aggiungo che se l’INPS, o lo sgoverno Monti, volevano risparmiare le spese postali, bastava:
    1) mandare la comunicazione a carico del destinatario, come si fa in altri casi (es.: atti giudiziari);
    2) aggiungere tra i redditi le spese postali.
    Non sarà certo il costo di una busta a mandare in fallimento i pensionati.

    Invece, non solo il contribuente è costretto a versare enormi imposte all’erario, ma in più essere sadicamente tormentato sul piano psichico. Non tutti i pensionati hanno persone espertissime in materia informatica o nel saper trafficare con gli automi telefonici. Un ingegnere mio conoscente, che pure da molti anni trasmette la dichiarazione per via telematica (quindi, non un vecchietto a totale digiuno del sistema), mi ha detto di essersi trovato in difficoltà. Tutto ciò non farà che aumentare l’evasione, in quanto molti non riusciranno a soddisfare le pretese del regime, che ormai considera l’uomo un’appendice della macchina: cfr. film di Fritz Lang “Metropolis” (lavoratori e contribuenti, rappresentati dagli operai inquadrati, in tute che ricordano l’uniforme nei lager nazisti, i quali camminano a testa bassa, schiena curva,e passo lento e ritmico).

  2. Spendida la fotografia. Di che meravigliarsi ? Vedrete che arriverà il momento che si assalirà l’INPS non per i CUD e i COD, ed altra paccottiglia fiscale ma come alla Bastiglia e alle Tuileriés. E’ un non senso che si debba chiedere ciò che è nell’interesse dello Stato, ed è contro il dimenticatissimo Statuto dei diritti del Contribuente. Questi abusano della pazienza del popolo. La pensione è un diritto. Un sistema fiscale semplice e chiaro. di agevole esecuzione e senza necessità di rivolgersi a Patronati e commercialisti sanguisuga, è un diritto civile e l’unico modo per ridurre evasione ed elusioni ai minimi termini. Troppo quietismo in Italia, ecco perché siamo a questo punto, quando si arriva a sparare in uffici regionali. La corda è stata tirata troppo, e non da oggi. Sono quarant’anni (crisi petrolifera) che rompono le scatole, con restrizioni, controriforme e deformazioni, tagli, sacrifici (per i poveri, ovvio). e così avanti. C’è gente che dopo aver lavorato da 30 a 40 anni si vede trattata come se dovesse chiedere l’elemosina. E si chiede ulteriore pazienza. Sarebbe ora di scatenare uno sciopero fiscale di un anno, e poi si vedrebbe se non cambiano musica, questi cialtroni.

  3. Ieri sera ,su insistenza di mio padre di a. 91,essendo preoccupato per la novità
    sul Cud e nonostante la commercialista l’ abbia rassicurato , abbiamo telefonato al numero che era stato segnalato sul vostro sito : 803164.Con pazienza abbiamo seguito
    le indicazioni che l’operatrice ci dava e la nostra richiesta di avere il Cud domiciliato
    è stata esaudita.Tutto fatto con calma e fiducia verso le novità.

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