Si chiama Carta Blu Europea ed è il nuovo permesso di soggiorno speciale per lavoratori extracomunitari altamente qualificati.

Tale nuovo strumento è stato recentemente introdotto nel nostro Paese con il decreto legislativo 108/2012 che ha recepito, anche se con più di un anno di ritardo rispetto al termine previsto, le disposizioni della Direttiva Europea 2009/50/CE sull’ingresso e il soggiorno di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati nel nostro paese. La Carta Blu Europea si inserisce nell’ambito di quelle autorizzazioni al lavoro che, in base alle disposizioni dell’art. 27 del Testo Unico dell’Immigrazione, consentono il c.d. “ingresso fuori quota” di determinate categorie di lavoratori extracomunitari attraverso l’emissione di permessi di soggiorno per motivi di lavoro al di fuori del sistema del decreto flussi.

Come è noto, il meccanismo del decreto flussi limita ogni anno i possibili ingressi per lavoro di cittadini extracomunitari attraverso la previsione di quote massime annuali che vengono stabilite dal Governo. Le caratteristiche principali di tale meccanismo non si prestano tuttavia alle necessità delle aziende in tema di mobilità internazionale di lavoratori specializzati. A ciò si aggiunga che dal 2009 si è fatta largo una prassi governativa per la quale in diverse occasioni il decreto flussi annuale non è stato emesso, circostanza che ha limitato ulteriormente la possibilità di assunzione di personale extracomunitario in Italia (al netto ovviamente di provvedimenti straordinari una tantum, meglio conosciuti come “sanatorie”, che in ogni caso si dovrebbero riferire solo a lavoratori extracomunitari già presenti irregolarmente sul territorio nazionale).


La nuova Carta Blu Europea costituisce una importante alternativa a tutto ciò. I datori di lavoro italiani infatti dispongono oggi di una corsia preferenziale per l’assunzione di personale extracomunitario altamente specializzato.

Una caratteristica particolare peraltro differenzia fortemente la Carta Blu Europea dalle speciali soluzioni già previste dalla normativa per i casi di distacco internazionale o di movimentazione internazionale di lavoratori extracomunitari altamente specializzati sulla base di contratti di appalto o prestazione di attività particolari. L’ottenimento di tale nuovo permesso di lavoro non è infatti condizionato alla sussistenza di un rapporto di lavoro all’estero tra il lavoratore che si intende assumere in Italia e una società estera, sia essa parte del medesimo gruppo della società distaccataria italiana, come nel caso del distacco internazionale di cui agli Art. 27 lett. a) e g) o invece parte appaltatrice o committente di un contratto di appalto sottoscritto con la società italiana presso la quale il lavoratore dovrà svolgere le sue mansioni ai sensi dell’Art. 27 lett. i).

 Articolo scritto in collaborazione con la dott.ssa Alessia Ajelli


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