Oggi è una giornata importante per tutte le coppie omosessuali. Seguendo con coerenza la corrente di apertura che sta attraversando recentemente molti Paese europei, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto di adottare i figli dei compagni, così come già avviene per le coppie eterosessuali non sposate. La sentenza definitiva, pubblicata dalla Grande Camera della Corte, riguarda specificatamente l’Austria, essendo stata emessa su un ricorso presentato da una coppia di donne austriache e dal figlio di una di loro; tuttavia i principi che sancisce sono legalmente valevoli anche per tutti gli altri 46 Stati membri del Consiglio d’Europa.

La Corte ha deliberato la sentenza sulla base della constatazione della realizzazione di una “discriminazione” basata proprio sull’orientamento sessuale. I giudici di Strasburgo hanno infatti dichiarato come il Governo austriaco non abbia avanzato moventi sufficientemente convincenti a comprovare che la disuguaglianza trattamentale tra coppie gay e coppie eterosessuali si rendesse necessaria “per la conservazione della famiglia o per la tutela degli interessi del minore” coinvolto.

Una sentenza dunque eclatante ed innovativa, elevata a entità “storica” dalle associazioni gay di tutta Europa. In realtà la sua portata tocca il nostro Bel Paese soltanto da un punto di vista culturale, avendo precisato la Corte che per gli Stati membri nei quali non sia regolarizzata l’adozione del figlio del partner per una coppia non sposata (come appunto accade in Italia) la disposizione normativa non riveste alcun valore, restando pertanto inapplicabile.


Il passo compiuto rimane comunque un segnale importante che potrebbe contribuire a gettare nuove speranze a chi ancora attende la modifica della legge sulle adozioni, oggi consentite soltanto ai coniugi. Sulla sentenza lo scenario politico si è ovviamente diviso. Sulla possibilità di dare bambini in adozione alle coppie gay “prendo la legislazione tedesca, tale e quale“, ha spiegato il candidato premier del Pd Pier Luigi Bersani. Parere positivo anche da parte di un altro esponente di area democratica, Paola Concia, sottolineando il riconoscimento di evitare di “rincorrere le sentenze dei tribunali e capire che è giunta finalmente l’ora di fare una legge“.

Non ci piace pensare a matrimoni ufficiali” tra omosessuali, “ma riconosciamo la tutela dei diritti di chi è in questa situazione“, ha invece specificato il leader del Pdl Silvio Berlusconi. In merito all’adozione dice: “io su questo non ho un mio parere definitivo, non sono un tuttologo e certe cose non sono riuscito ad approfondirle, -aggiungendo– auspichiamo di trovare una maggioranza in parlamento anche nella sinistra per tutelare i diritti individuali di queste persone anche con cambiamenti al codice civile“.

Ha invece ribadito una posizione fermamente oppositiva Pier Ferdinando Casini: “Chi vuole l’adozione da parte di omosessuali non voti Udc” ha ammonito.Noi dell’Udc difendiamo in Parlamento e in Italia l’identità cristiana del paese. Avrò paura il giorno in cui per mostrarmi moderno verrò meno ai miei principi: sono per il matrimonio tra uomo e una donna e non tra omosessuali. Nell’adozione dei figli io sto dalla parte dei bambini che hanno diritto a una paternità e una maternità“, ha poi concluso il segretario dell’Udc.

Paolo Ferrero, segretario del Prc si è dichiarato in linea con la posizioni assunte da Strasburgo, considerando un “bene” l’apertura della Cortealle adozioni per le coppie omosessuali“. Diversamente, il segretario nazionale de La DestraFrancesco Storace, ha manifestato dissenso: “Per l’Europa mamma e papà non esistono più. Rispetto le scelte affettive dei singoli, ma non scherziamo proprio su matrimonio e adozioni gay“.

L’importante sentenza europea con la quale la Corte ha stabilito l’illegalità della violazione degli articoli 14 e 8 della Convenzione europea dei diritti umani, che sanciscono la non discriminazione e il diritto al rispetto della vita familiare, è stata seguita a ruota dalla Corte costituzionale federale tedesca, la quale proprio oggi ha rafforzato i diritti di adozione per le coppie omosessuali.

La sentenza prevede che un membro di un’unione civile deve poter adottare il figliastro o il figlio adottato del proprio partner. Fino ad ora le leggi tedesche permettevano soltanto l’adozione di figli biologici. La Corte si è espressa in seguito al caso di una donna a cui era stato negato di adottare una bambina bulgara precedentemente adottata dalla sua partner. Così anche la Germania amplia i diritti di genitorialità per le coppie gay.


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