Domani è l’ultimo giorno utile per i datori di lavoro, al fine di comunicare gli ex dipendenti che andranno a ingrossare le file degli esodati, così come previsto dal decreto ministeriale dello scorso 8 ottobre 2012.

Si tratta del provvedimento attuativo per le indicazioni contenute nella spending review, decreto 95 del 6 luglio 2012, che garantiva a 55mila esodati la copertura per andare in pensione con le regole antecedenti alla riforma Fornero.

Insomma, si stringono i tempi anche per il secondo plotone di lavoratori non salvaguardati, che si sommano ai 65mila già raggiunti dalle lettere dell’Inps (qui il testo) i quali stanno accedendo, proprio in quest settimane, alla tanto agognata pensione.


Eppure, dalle parti del Ministero del Welfare non sembrano avere troppa fretta, malgrado l’imminente fine della legislatura che sicuramente rallenterebbe non di poco le operazioni di accesso alla tutela pensionistica.

Ancora, infatti, nessuna indicazione è stata emanata per l’immissione negli elenchi dei nuovi 55mila tratti in salvo e, a meno che non si rendano note le informazioni nelle prossime ore, è probabile che si vada verso un nuovo e imprevisto slittamento.

Insomma, il calvario degli esodati continua, mentre il Ministro del Welfare in carica, Elsa Fornero, dichiara di avere intenzione di espatriare dopo la non felicissima esperienza al governo.

Sono infatti ormai prossimi alla scadenza i 30 giorni concessi a seguito della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, avvenuta lo scorso 22 gennaio. Entro domani, a norma di legge, i datori di lavoro dovranno comunicare le generalità dei lavoratori licenziati nell’anno appena concluso.

Anche se nelle prossime ore il Ministero non dovesse rendere pubbliche le informazioni per la stesura delle liste, per i datori di lavoro non c’è, comunque, il rischio di incorrere in provvedimenti disciplinari o multe: essenzialmente, ciò si tradurrebbe in un’ulteriore dilazione dei termini per l’accesso alla pensione dei nuovi esodati, dato che, entro le prossime due settimane, dovrà poi essere l’Inps, rifacendosi a quegli stessi elenchi, a fare le “nomination” per la salvaguardia.

Ricordiamo che i lavoratori ammessi alla copertura prevista nel decreto son coloro che abbiano firmato accordi governativi entro fine 2011 e oggetto di procedimenti di gestione del surplus di personale, così come coloro che, entro il 4 dicembre 2011, non usufruissero di contributi di solidarietà, ma avessero già la garanzia di riconoscimento del trattamento pensionistico. Inoltre, rientrano nelle schiere del decreto anche i contributori volontari già autorizzati al 4 dicembre 2011 e i cosiddetti “cessati“, cioè coloro che, senza aver assunto nuove mansioni, avessero chiuso il rapporto di subordinazione entro fine 2011 per mezzo di accordi sia individuali che collettivi.


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  1. Ma i soldi per gli esodati fateli tirare fuori dalla Fornero che ha avuto questa bellissima idea. Adesso che rimborsi i danni che ha causato per la sua grave dimenticanza.

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