Maurizio Crozza non ha violato  le regole della par condicio con il suo intervento martedì scorso al Festival di Sanremo, perche’ la satira non puo’ essere sottoposta alle stesse regole dell’infomazione. Pertanto assoluzione piena perché il fatto non sussiste.

A deciderlo è l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a maggioranza, ieri.

L’Agcom, presieduta da Angelo Cardani, ha deciso di non comminare nessun tipo di sanzione o richiamo al comico poiché “in relazione alla partecipazione di Maurizio Crozza alla serata inaugurale del Festival di Sanremo – si legge in una nota – ha discusso approfonditamente l’applicabilita’ dell’art. 2, comma 1 lett. d) del Regolamento elettorale della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, con particolare riguardo al divieto di trattare, in trasmissioni non ricondotte sotto la responsabilita’ di una specifica testata, temi di evidente rilevanza politica ed elettorale. Il Consiglio, a maggioranza, ha ritenuto che la norma citata non sia applicabile alla satira“.


I Commissari Antonio Martusciello e Antonio Preto hanno invece espresso parere contrario in quanto, a loro avviso, nel suo monologo Crozza si e’ chiaramente riferito a temi di rilevanza politica ed elettorale e a vicende e a fatti personali di esponenti politici in violazione del citato art. 2, comma 1, lett. d) del Regolamento della Vigilanza“, si legge ancora nella nota dell’Agcom.

Sempre ieri il Codacons ha presentato un esposto all’Authority Garante delle Comunicazioni contro il comico, colpevole, a loro dire, di aver posto in essere una satira a senso unico nella giornata d’apertura del Festival.

Qui il comunicato stampa dell’Agcom che assolve Crozza 


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3 COMMENTI

  1. VITTI NA CROZZA
    Come d’abitudine non si guarda al difetto principale che è la mancanza di contenuti cioè mancanza di sana e genuina satira che l’artista deve offrire al pubblico perché al Festival di Sanremo nessuno va gratis e tutti sono lautamente retribuiti: come direbbe TOTO’ per mascherare la pochezza si preferisce buttarla in politica. La gag di Crozza era stantia, sforzata, timorosa, balbettante, già vista ed era suo dovere fare meglio. Poi invece si scopre che è piaciuta a 12 milioni di italiani, ma questo grazie al megafono del duo FAZIETTO che riesce a coprire le pochissime voci dissenzienti. Ricapitolando, Crozza bravo quando imita Brunetta, ma lasci stare Montezemolo, Briatore e Marchionne, perché sono personaggi talmente piatti che diventa difficile anche imitarli. Deughis

  2. Bravo Crozza!!! Non siamo stanchi di Crozza ma di Berlusconi (anche se interpretato da Crozza, cioè basta a piccole dosi…); e poi devo dire che comincia un po’ (senza offesa) a spiacermi per Lui alla fine ha le sue idee e fa le sue cose…; quello che non riesco a comprendere sono quelli che lo hanno votato…boh…

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