Si apre un primo spiraglio per i contributi silenti. Quella che è stata annunciata come la nuova maxifalla nel welfare italiano, va incontro al fase uno del “piano di rientro” previsto dal governo in carica.

Proprio come accaduto con gli esodati, l‘esecutivo ha preso in carico un primo, piccolo ma simbolico scaglione della sterminata platea di interessati, che le prime stime raccolgono circa a quota 7 milioni di contribuenti.

Sostanzialmente, si tratta di tutti quei lavoratori che, anche dopo la riforma Amato, potevano conservare il diritto di accedere alla pensione con 15 anni di versamenti (e il minimo anagrafico), molti dei quali avendo partecipato, per un periodo limitato, alla gestione separata Inps.


L’avvento della riforma Fornero, però, ha alzato il minimo contributivo a 20 anni, impedendo la posteriorità dei contributi versati preventivamente all’avvento della legge firmata “dottor Sottile”.

Ora, arriva il primo ravvedimento del Ministero del Welfare, che ha dato luce verde alla circolare Inps per l’accesso al trattamento pensionistico ai cosiddetti “quindicenni”.

Il provvedimento, varato d’urgenza dopo l’esplosione del caso dei contributi silenti, va incontro in modo particolare e, anzi, quasi esclusivo, alle donne che, spesso per ragioni famigliari, si siano trovate a lavorare con scarsa regolarità. “La circolare riguarda persone – in particolare donne – la cui vita lavorativa è stata caratterizzata da discontinuità“, così il Ministero ha confermato la prossima emanazione del documento, che consentirà di mantenere il requisito dei 15 anni di contributi. Tutto ciò, una volta raggiunta l’età minima, naturalmente.

Si torna indietro di vent’anni, insomma, quando, cioè la riforma Amato del 1993 consentì a milioni di contribuenti di mantenere i criteri di accesso alla pensione con le regole precedenti. Nonostante la riforma Fornero abbia cercato, per sua natura, di segnare l’anno zero della previdenza italiana, ecco tornare al mittente il secondo boomerang sociale, dopo quello degli esodati.

La platea dei potenziali interessati alla circolare ammonta, secondo le stime ministeriali, a circa 65mila persone, un numero esiguo rispetto alla totalità, ma che cerca di tutelare in particolare quelle donne che abbiano svolto lavori domestici o agricoli, sottraendole dall’influenza della nuova normativa pensionistica.

Nello specifico, a partire dal primo gennaio 2013, i contribuenti coinvolti nel campo individuato dalla circolare, potranno accedere al trattamento con 15 anni di contributi entro il 1992, quando avranno compiuto 62 anni e 3 mesi (lavoratrici dipendenti), 63 anni e 9 mesi (autonome), 66 anni e 3 mesi (lavoratori dipendenti, autonomi e pubblici).

Ora che si incomincia a vedere la possibilità di recupero dei contributi silenti, emergono anche i retroscena dell’impasse ministeriale: in particolare, a precludere la prosecuzione del regime post legge Amato, pare siano occorse ragioni eminentemente economiche. Lo stesso ente previdenziale aveva riconosciuto che l’eventuale versamento di tutti i contributi accantonati avrebbe posto la previdenza nazionale sull’orlo del default.


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5 COMMENTI

  1. buon giorno vorrei sapere se nel nuovo decreto vengono considerati anche le persone che avevano diritto alla pensione maturata nel 1992 (contributi silenti )io sono nata il 10/07/1955 . Quando potro percepire la pensione grazie attendo ina vostra risposta

  2. Sono nata il 24 marzo 1948 ho 15 anni e 6 mesi di lavoro a partire dal 1988 al 2009. Purtroppo per varie ragioni ho potuto lavorare a tempo determinato e a periodi diversi. Ora mi domando perchè chi ha i 15 anni al 1992 può avere diritto alla pensione dei 15 anni ed altri come me che li hanno maturati dopo il 1992 non spetta nulla??? e dove vanno a finire questi contributi (fondi silenti). Se siamo in Europa comportiamoci come gli altri paesi dell’europa dove anche per pochi anni di contributi percepiscono per quanto versato o hano indietro i loro contributi.Premetto che ho finito i lavoro poichè siamo stati messi in mobilità. Mi auspico che qualcuno prenda a cuore anche questi casi che come me hanno i 15 anni e oltre ma meno di venti dopo il 1992.
    Grazie e spero che qualcuno mi voglia rispondere. ESPOSITO CLOTILDE

  3. Buongiorno ho 15 anni di contributi prima del 1992, sono madre di un ragazzo 100% disabile, ho diritto ad un prepensionamento, visto che ho 57 anni?

  4. Premessa
    Mia moglie ha 57 anni, fa la guida turistica ed ha la duplice nazionalità italiana e finlandese. Per qualche anno ha lavorato in Finlandia e per molti anni in Italia anche se con attvità diverse: guida, impiegata di azienda per import/export (5 anni continuativi con regolare versamento di contributi), titolare di agenzia di servizi all”export (quattro anni senza versare contributi) e, al momento, guida per una società finlandese (a partita Iva, versando il 29% circa del suo reddito di circa 12.000 € annui). Ha cominciato a versare (1980) in Finlandia e, in seguito al trasferimento in Italia (1981) ha versato in modo discontinuo fino ad oggi.
    Siamo andati da un patronato per verificare la sua posizione previdenziale e ci ha detto che rischia di non avere niente perché per la Legge Fornero occorrono 20 anni di contributi. Poiché lavorerà ancora per 8/10 anni e poiché i contributi annuali attuali sono (equivalenti) contabilizzati per circa 4 mesi all´`anno dall’Istituto previdenziale, temo che non ariuscirà ad avere 20 anni pieni di contributi. Ma anche in questo caso non capisco perché debbano essere incassati dall’Ente senza dare alcunché indietro.

    Domande:
    E’ vero che i contributi versati da mia moglie verranno incamerati dall’Ente senza erogazione di alcuna forma di pensione? E’ vero che nulla, neanche il montante verrà restituito?

    Conclusioni:
    Resto allibito perché la situazione configura di fatto un inasprimento del prelievo fiscale.

    Cordialmente
    Fernando Pierluca

  5. mia moglie ,conti maria ,nata il 18-03-1952,con 15 anni di contributi maturati entro il 1992,entro il 2012 avrebbe avuto il diritto alla sua pensioncina,stiamo parlando di 250-300 euro al mese che aspettava con impazienza e che gli farebbero gran comodo oggi non domani o dopodomani,forse tutte queste sciagurate riforme non tengono conto che siamo caduti in tanti in disgrazia,che ci sono cittadini di seria a e cittadini di serie b che non
    riescono più a vivere con dignità,ridategliela……

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