Esodati, un’altra tappa importante è finalmente alle spalle. E’ stato pubblicato lunedì in Gazzetta ufficiale il decreto di attuazione per i “secondi” 55mila lavoratori, che potranno così avviarsi verso la salvaguardia tanto attesa.

Il decreto, approvato in sede governativa lo scorso 8 ottobre, è rimasto in stand-by per oltre un trimestre, trattenuto forse al di là del tempo disponibile anche dalla Corte dei conti, che lo ha finalmente liberato per la pubblicazione nell’organo ufficiale di emanazione legislativa.

Altra importante novità riguarda, invece, il primo scaglione di 65mila esodati: a partire dai primi giorni di febbraio, ha assicurato il ministro Fornero, saranno spedite le prime lettere e si tratterà, per i destinatari, della notizia più attesa da quando la riforma delle pensioni è entrata in vigore, cioè il paracadute per ritirarsi dal lavoro con il vecchio regime previdenziale.


Attenzione: non si tratta dei coinvolti nel decreto appena uscito in Gazzetta, ma di quello ad hoc varato lo scorso giugno dal governo Monti, anch’esso andato incontro a varie tribolazioni negli ultimi mesi, in seguito all’impasse di una classe specifica di interessati, che avrebbe dovuto avanzare richiesta presso la relativa Dtl.

Questo stop improvviso si è dilazionato a dismisura, poiché a questa mini-platea di salvaguardati è stato concesso un mese extra per avanzare eventuali ricorsi, in caso le proprie domande fossero state valutate insufficienti.

Così, sono passati mesi di speculazioni e di dubbi e solo con l’inizio del 2013 si è avviato il processo di scrematura finale, che ha consentito di incrociare i dati del Ministero del Welfare con quelli dell’Inps, per diramare le tanto agognate nomination.

Tornando, invece, al secondo decreto, quello appena emanato in Gazzetta, viene aggiornato uno stralcio della spending review, al cui interno il provvedimento era stato inserito. La querelle tra 24 o 36 mesi dalla data di attuazione del decreto 201/2011, in vigore dal 6 dicembre dello scorso anno per volontari o “cessati”, si è chiusa con la definizione della tutela per chi raggiunge i requisiti pensionistici entro i tre anni.

Così, assicurano dal Ministero, all’interno di questa seconda “cerchia” di 55mila esodati, potranno essere ripescati alcuni eventualmente esclusi dal primo computo di tutelati, i quali stanno per ricevere la liberazione dallo stato di incertezza.

Inoltre, il decreto pubblicato lunedì 21 gennaio, specifica per i datori di lavoro di inoltrare la lista dei lavoratori licenziati entro lo scorso 31 dicembre, con decorrenza, a partire di ogni 31 marzo da qui in avanti, di anticipare i nomi di coloro che lasceranno il posto nell’anno in corso.

I nominativi di ciascun elenco – dunque solo quest’anno ne andranno redatti due, poi solo uno per i 12 mesi in corso – saranno girati all’Inps che, nell’arco di due settimane, aprirà agli interessati le porte del trattamento pensionistico, al momento in cui saranno in regola per richiederlo.

Infine, per coloro che abbiano stretto accordi di tipo individuale o collettivo all’esodo, il margine per inviare la domanda alle Direzioni territoriali del lavoro arriva al prossimo 21 maggio.

Vai al decreto attuativo esodati pubblicato nella spending review


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