E’ arrivato il giorno più atteso da avvocati e professionisti del mondo forense: oggi, dopo cinque anni di tribolazioni parlamentari, la riforma forense sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Nei giorni scorsi il Guardasigilli Severino ha posto l’ultima firma per rendere operativa la nuova legge professionale degli avvocati.

Una giornata storica, insomma, per tutti gli occupati nel settore del foro, attesa da ottant’anni, nel corso dei quali la normativa quadro per lavoratori e autonomi del legale ha subito poche e marginali modifiche.

Ora, invece, in seguito all’approvazione al Senato dello scorso 21 dicembre, quando è stata impressa un’accelerazione decisiva al testo, la riforma forense è davvero realtà.


Eppure, non tutte le misure inserite tra i 67 articoli della stesura definitiva troveranno immediata applicazione: molteplici, infatti, e assai significativi, gli ambiti cui è stata conferita una delega al governo per l’operatività, alcuni dei quali con scadenza addirittura biennale.

Insomma, se sarà rivoluzione, questa avverrà in maniera graduale e non traumatica, fatta eccezione, naturalmente, per la disciplina che regolerà, d’ora in avanti, il tirocinio dei giovani laureati.

Ai tanti speranzosi di maturare i requisiti per accedere a pieno diritto nei ranghi della professione, infatti, verrà, sì, decurtato il periodo di praticantato a 18 mesi, ma, al contempo, viene posto l’obbligo, ai committenti, di non elargire alcun compenso – salvo rimborsi spese – entro i primi sei mesi di svolgimento, con facoltà del tutto discrezionale, sempre per i datori di lavoro naturalmente, per il periodo successivo.

Una previsione che ha gettato benzina sul fuoco delle polemiche attorno alla riforma forense, arrivando, addirittura a  prefigurare già i primi ricorsi alla Consulta per supposti profili d’incostituzionalità.

Altra importante innovazione portata dalla nuova legge professionale, è quella inerente la pubblicità, che prende spunto da diverse sentenze in materia passate in Cassazione, a divieto dell‘utilizzo di linguaggi di tipo promozionale-pubblicitario e, insieme, anche del raffronto comparativo tra le fasce di prezzo applicate.

Riguardo alla richiesta di preventivo scritto, esso sarà obbligatorio solo previa esplicita richiesta del cliente, mentre gli studi o i singoli professionisti dovranno, comunque, munirsi di adeguata copertura assicurativa per tutto il personale. Non manca, nel testo finale della riforma forense, la riserva di attività legale stragiudiziale.

Tra le materie che rientrano negli articoli della riforma, ma che richiederanno un ulteriore intervento legislativo per risultare efficaci, troviamo invece la regolamentazione dell’Esame di Stato.

Tra i restanti ambiti in attesa di apposito decreto, dovremo attendere ancora per l’entrata in vigore effettiva delle nuove norme sulle società tra professionisti (in generale) e dell’avvocatura (in particolare), con il governo che, entro sei mesi, dovrà definire la questione per mezzo di un decreto ad hoc.

Novità importante della riforma forense oggi in Gazzetta ufficiale è certamente quella delle specializzazioni, le quali, però, finiranno per essere, con ogni probabilità, l’ultima tappa nel cammino delle attuazioni, vista la concessione di due anni di tempo al prossimo Ministro della Giustizia, che dovrà spiegare tutte le caratteristiche della qualifica e come poterla conseguire.

Sul fronte dei compensi professionali, quindi, sarà sempre il Ministero a doversi pronunciare, con cadenza biennale, sentito il parere del Consiglio nazionale forense, per mezzo di un regolamento dettagliato sul valore delle singole prestazioni.

Rimessa nelle mani dell’esecutivo anche la materia della difesa d’ufficio, anch’essa prevista entro i prossimi due anni, in ritardo rispetto al nuovo codice deontologico, che il Cnf avrà un anno di tempo, a partire da oggi, per completare.

Vai al testo definitivo della riforma forense in Gazzetta ufficiale

Vai alla guida sulla riforma forense

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteLegge di Stabilità 2013: Equitalia lascia agli enti creditori
Articolo successivoArt. 18 Decreto Sviluppo: una norma oscura che pretende di assicurare trasparenza

1 COOMENTO

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here