Nessuno stop al processo Ruby. I giudici del Tribunale di Milano hanno respinto le richieste dell’ex premier Silvio Berlusconi e dei suoi legali, che avevano avanzato richiesta di far slittare il dibattimento nel quale il Cavaliere è implicato.

Erano state due le richieste arrivate alla Corte milanese, una per “ragioni elettorali” trovandosi il leader Pdl impegnatissimo in campagna elettorale e l’altra, inerente alla giornata di oggi, per legittimo impedimento, istituto già oggetto in passato di aspre polemiche, quando lo stesso Berlusconi era presidente del Consiglio.

Dal Tribunale, però, è arrivato un doppio “no” alle richieste del pool di avvocati a tutela di Berlusconi e, così, il dibattimento andrà avanti senza interruzioni.


A certificare l’impossibilità per Berlusconi di presenziare in aula, era stato proprio il segretario Pdl ed ex Guardasigilli Angelino Alfano, che aveva inviato una missiva specificando come, nella giornata odierna, un’improcrastinabile riunione con i coordinamenti regionali era fissata per oggi al fine di definire la stesura delle liste elettorali con cui il partito si presenterà alle elezioni del 24 e 25 febbraio.

Il secondo scudo a Berlusconi è arrivato, poi, dal legale e onorevole Niccolò Ghedini, che aveva presentato ai giudici l’invito a congelare il procedimento onde evitare “strumentalizzazioni mediatiche” nel corso della campagna elettorale.

Alle istanze della difesa, ha poi replicato il pubblico ministero Ilda Boccassini, motivando la posizione di non infliggere uno stop al processo: “Un processo non può essere sospeso per una campagna elettorale“, ha incalzato il magistrato.

Tra l’altro, ha aggiunto il pm, l’imputato Berlusconi non è da intendersi né come candidato premier né, tantomeno, come candidato premier della coalizione: motivazioni a sufficienza, nella sua arringa, per considerare insussistenti le ragioni per un’interruzione della causa.

In conclusione, i giudici hanno assunto la posizione di tirare dritto con le udienze, specificando che “il Tribunale non può operare valutazioni di opportunità largamente intese come suggerito dalla difesa”.

Insomma, nessun indice di eventuale strumentalizzazione può infliggere un blocco al processo in corso. Parimenti, riguardo il legittimo impedimento, i giudici milanesi hanno spiegato che anche l’incontro per la definizione delle liste non debba essere inteso come facente parte dell’attività parlamentare dichiarando, dunque, inammissibile la richiesta avanzata dai legali.


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