Il 2013 è già in lizza per essere l’anno più salato della storia: dopo l’entrata in vigore della Tares, cui si sono aggiunti i rincari alle multe e nelle autostrade, fino alla recente istituzione del redditometro, ora tocca anche alle Poste far schizzare verso l’altro praticamente tutte le tariffe sulle spedizioni.

E’ stata l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a deliberare, lo scorso 20 dicembre, gli aumenti dei prezzi suggeriti da Poste Italiane per i dodici mesi a venire.

Passato un po’ troppo sotto silenzio, e, anzi, già oggetto di critiche per la poca pubblicità riservata alla decisione assunta dal Garante, il rincaro alle tariffe del servizio di corrispondenza nazionale non risparmia nessuna categoria: dalle classiche raccomandate, a quelle con ricevute di ritorno, fino alla trasmissione degli atti giudiziari. Naturalmente, in queste tipologie, tutti i formati e i pesi saranno oggetto della rivoluzione sui costi per gli utenti.


Passiamo, dunque, in rassegna i principali aumenti di prezzo previsti dalla delibera 640/12/CONS emanata dall’Autorità presieduta dallo scorso giugno da Angelo Marcello Cardani.

Partendo dalla posta prioritaria in formato piccolo, lo scaglione di peso tra 20 e 50 grammi, aumenta di 50 centesimi, a 1,90 euro: un salto superiore al 35%. Per i pesi inferiori, ci si “ferma” al 16%, che equivale a 10 centesimi per spedizione.

Ma il vero boom si registra nei formati di dimensioni superiori: addirittura un euro (da 2,20 € a 3,20€) di aumento per la prioritaria in formato medio da 250 a 350 grammi (+45%); identica sorte per il formato extra che va dai 100 ai 250 grammi.

In generale, su tutti i livelli di peso, che si tratti di posta prioritaria in formato medio o, in alternativa, oltre i canoni previsti, vengono introdotti rincari compresi tra il 30% e il 45%.

E non è tutto: la stangata riguarda anche le raccomandate, le cui tariffe aumentano fino al 12% – sempre a seconda del peso, fino a 350 grammi – mentre il solo avviso di ricevimento verrà a costare 10 centesimi in più, da 60 a 70 centesimi (+16%).

Veniamo, infine, agli atti giudiziari: i rincari toccheranno quota 11,5%, con crescita di 50 centesimi per le spedizioni tra 50 e 100 grammi, di 95 centesimi tra 250 e 350 grammi. In generale, ogni invio fino ai 2 kg costerà qualche decimo di euro in più che nel 2012.

Oltre alle prestazioni ordinarie, altre voci nel “listino” di Poste Italiane sono state ritoccate verso l’alto: è il caso del canone di Banco Posta, che passa da 30,99 a 48 euro, oppure dell’ulteriore incremento sul costo per i bonifici.

Già sul piede di guerra Adusbef – Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi – che dirama una nota al vetriolo parlando di “stangata postale tariffaria varata alla vigilia di Natale – spiega – con  incrementi superiori di oltre dieci volte il tasso di inflazione”.

Nel mirino del sodalizio guidato dal senatore Elio Lannutti (Idv) finisce “il bilancio di Poste Italiane SpA (partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze), con oltre 9 miliardi di ricavi da mercato e 699 milioni di utile netto”. Un quadro che stona con la “perdita di 15.659 posti di lavoro nell’ultimo decennio”.

A questo proposito, l’asssociazione annuncia fin da ora “di impugnare la delibera in sede amministrativa e di inoltrare doverose denunce alle Procure della Repubblica contro l’Agcom”.

Leggi l’allegato 1 alla delibera Agcom 640/12 con i rincari delle Poste 2013

 


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