Sono candidato premier“. “Se si candida Monti, sono pronto a fare un passo indietro”. “Angelino Alfano è in pole position per palazzo Chigi”.

Con le dichiarazioni fortemente contraddittorie di ieri sera alla presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi un effetto lo ha certamente ottenuto: quello di occupare le prime pagine di tutte le testate di informazione.

Eppure, come si è abbondantemente compreso nei giorni scorsi, l’ipotesi di una sua ricandidatura è tutt’altro che ben vista oltreconfine. Quotidiani e siti stranieri, nelle ultime ore, non si sono risparmiati nell’avanzare critiche, anche pesanti, all’ex premier, addirittura arrivando a dipingerlo come “Il ritorno della mummia”, secondo il quotidiano francese Liberatiòn.


Ora, il coro degli scettici arriva al di là dell’Oceano, negli Stati Uniti, patria dove Berlusconi, nei suoi anni da premier che hanno coinciso con la presidenza di George W. Bush, era riuscito a ritagliarsi un posto in vista tra i leader mondiali, che lo portò, nel 2006, a tenere un discorso di fronte al Congresso.

E così, adesso, anche in Usa sembrano averne abbastanza di Berlusconi, tanto che il tema del suo ritorno viene trattato con un’aura quasi incredula sui programmi campioni di share. A inoltrarsi nel tema del ritorno in pista del Cavaliere è stato, questa volta, il conduttore tv Jon Stewart, uno dei più noti istrioni della comicità americana, spesso e volentieri fucina di battute al vetriolo verso gli esponenti della politica a stelle e strisce, e non solo.

Martedì, nella puntata del suo programma quotidiano “The daily show”, il conduttore ha dedicato diversi minuti del suo programma a Berlusconi, titolando il mini-approfondimento come “The bungover 4″.

Il nome è frutto del gioco di parole tra “Hangover” – che significa “postumi di sbronza” e termine in voga dopo il successo della saga cinematografica da noi nota come “Una notte da leoni” – con il numero quattro che starebbe a indicare le candidature raggiunte dal fondatore della tv privata in Italia.

Ma non è tutto: l’ex premier viene ritratto in maniera ridicola, riepilogando le vicende del bunga bunga, con la chiacchierata presenza in contemporanea di otto ragazze a una delle “cene galanti” di Arcore, sintetizzate nella locandina “Octopenis”, dove si storpia l’identità di uno dei più noti nemici di James Bond – Octopussy – e viene ritratto l’ex premier attorniato da ragazze avvenenti.

A tal proposito, Stewart sbeffeggia le recenti dichiarazioni di Berlusconi, che aveva giustificato il suo rientro richiamando il “senso di responsabilità”. Una dichiarazione a cui lo showman statunitense replica ironicamente: “Senso di responsabilità? Ti saresti dovuto fermare alla settima ragazza”.

Quindi, viene offerto un riepilogo della cronaca politica italiana dell’ultimo anno, con l’abdicazione di Berlusconi a favore del governo tecnico di Mario Monti e, oggi, l’improvviso ritorno in prima linea del fondatore Pdl con le annunciate dimissioni del presidente in carica.

Così, Stewart si chiede: “Come può l’Italia prenderlo sul serio? Ha preso una condanna per frode fiscale a quattro anni solo sei settimane fa“, riferendosi al processo sui diritti tv Mediaset mentre in sottofondo si sentono risa quasi smodate, che riducono il leader Pdl alla macchietta di un Paese retrogrado e e succube.

Infine, l’epilogo è quello di un Berlusconi riproposto mentre canta insieme al fido musicista Mariano Apicella e viene paragonato a un videoclip che ritrae John Travolta tornare al primo amore del ballo.

Al di là dei confronti hollywoodiani, è indubbio che la parabola di Berlusconi stia subendo una fortissima parabola discendente, sull‘onda degli scandali, dei processi e, soprattutto, del giudizio sui tanti anni di governo, mentre quello andato in onda su “The daily show” si staglia come un esempio di informazione mista satira che – affrettata e ostile finché si vuole – rimane tuttora un miraggio nella militarizzata tv italiana.


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1 COOMENTO

  1. Ci rimettesse solo lui non sarebbe un gran danno, ma ci trascina anche noi nelle risatine di questi … sobri individui che di danni ne hanno anche loro e non pochi. Ma tutto ciò è comunque dannoso, ovvero parlarne di questo omuncolo vanitoso e prepotente. La peggiore delle infamie è dimenticarlo, scollegarlo dalle cronache, scinderlo dalle notizie, eliminarlo dalla conversazione, dalle pagine. Questo nano brianzolo è ossessionato dalla impopolarità e dimenticarlo potrebbe essere l’unica arma per annientarlo.

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