Il Governo, più o meno inaspettatamente, è in crisi. La venuta meno del sostegno del Pdl rischia di generare un clamoroso vuoto di potere che riflette già i suoi effetti negativi sull’intero paese con la caduta di piazza affari e lo spread che torna a crescere dopo giorni di progressivo e costante calo.

La legge di stabilità, in una situazione come questa, diventa una sorta di ancora alla quale aggrapparsi nella tempesta della contestazione, grazie ad essa, infatti, potrebbe essere ancora possibile approvare norme necessarie ed urgenti poiché farebbero fronte a situazioni divenute critiche ma che non possono essere risolte senza che il Governo approvi i provvedimenti relativi.

La legge di stabilità, tuttavia, non è di semplice attuazione, basti pensare che per soddisfare richieste e necessità occorrerebbero almeno 1,5 – 2 miliardi, escludendo poi quei 400 milioni in più per gli ammortizzatori in deroga che però si potrebbero “auto – coprire” grazie ai fondi Inps.  In quest’ultimo ambito, fra l’altro, si tratterebbe di un ulteriore finanziamento da 422 milioni per gli ammortizzatori in deroga che si sommerebbe alla cifra già stabilita dalla riforma Fornero.


Questo nuovo versamento permetterebbe di raggiungere la soglia di risorse disponibili di 1,2 miliardi; a spiegare l’incremento della dote disponibile è la relazione tecnica che affianca l’emendamento alla legge di stabilità depositato ieri dai relatori Paolo Tancredi (pdl) e Giovanni Legnini (pd) in commissione Bilancio al Senato. Sarà, dunque, l’Inps a fornire la somma aggiuntiva di 422 milioni, somma che verrà prelevata dal contributo integrativo per l’ assicurazione contro la disoccupazione  involontaria che verrebbe girato al bilancio dello Stato.

La norma contempla anche l’evenienza di riprogrammare le risorse dei fondi strutturali (2007 – 2013) per gli ammortizzatori in deroga nelle regioni in presenza di “misure di politica attiva ed azioni innovative sperimentali a tutela dell’occupazione “.  Ci sono dei ritocchi in vista anche per il mini – Aspi e la costituzione dei fondi di solidarietà. 

La discussione generale, dunque, si è conclusa ieri; oggi alle 18 c’è il primo appuntamento importante, scade infatti il termine per poter presentare gli emendamenti. Nel merito, tuttavia, si entrerà lunedì e poi il 18 dicembre all’Aula del Senato verrà consegnato il testo.


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