Si stringe il margine per gli esodati. C’è tempo fino a mercoledì 21 novembre per andare in pensione con le vecchie regole e dribblare, così, la riforma Fornerodecreto 201/2011 – tanto contestata, che ha spalancato a migliaia di lavoratori prossimi al ritiro le porte dell’incertezza.

Si tratta dei primi 65mila non salvaguardati cui è stata gettata un’ancora con il decreto dello scorso 1 giugno, cui se ne aggiungeranno altri 55mila per effetto delle misure approvate in spending review. Ancora da vedere, invece, se verrà istituito un fondo ad hoc nel testo finale della legge di stabilità.

Dunque, ancora pochi giorni di tempo per inoltrare la domanda di esonero dalle nuove regole per andare in pensione. A poterla presentare, non sono tutti i lavoratori, ma tre fasce ben distinte.


Gli autorizzati a avanzare istanza di fuoriuscita, sono quei lavoratori che abbiano maturato 40 anni di contributi oppure 60 anni di età e 35 di contributi, limite che già dal 2013 verrà accresciuto di tre mesi, come definito nel testo di riforma.

Innanzitutto, i “primi” della lista a poter fare richiesta di pensionamento con le disposizioni precedenti, sono i dipendenti pubblici in esonero dal servizio.

A questi, si aggiungono i lavoratori in congedo straordinario entro il 31 ottobre 2011 per assistere figli in grave stato di disabilità, oppure coloro che abbiano interrotto il rapporto di subordinazione sulla spinta degli incentivi, non oltre il 31 dicembre 2011.

Le modalità di presentazione della domanda sono essenzialmente due: per mezzo di Posta elettronica certificata oppure, “all’antica”, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Le indicazioni sulla presentazione della domanda sono contenute nella circolare 19/2012 diramata dal Ministero del Lavoro. Siccome il 21 novembre scadono i 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto, lo stesso giorno termina anche il tempo concesso per entrare nella platea dei primi “fortunati”.

Andranno allegati alla domanda una dichiarazione sostitutiva di certificazione, la copia di un documento di identità valido e, per chi ne ha usufruito, una copia dell’accordo di esodo: per questi ultimi, il plico andrà inviato alla direzione territoriale del lavoro lì dove l’accordo è stato stipulato. Tutti gli altri, invece, dovranno rivolgersi all’ufficio del Comune di residenza.

Una volta ricevute tutte le domande, poi, saranno necessari altri 30 giorni perché le commissioni, nominate dalle direzioni territoriali del lavoro, esaminino le istanze pervenute.

Un ulteriore mese, poi, verrà concesso a tutti coloro che intenderanno fare ricorso dalle decisioni prese in sede direzionale. Ancora due mesi, dunque, e poi i primi esodati usciranno veramente dal tunnel del welfare in cui son stati catapultati.

Vai al testo della circolare del Ministero del Lavoro

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1 COOMENTO

  1. Non si capisce ancora che cosa devono fare invece i 55000 salvaguardati dal secondo decreto di cui all’ art 22 della legge Monti sulla SPENDING REVIEW .
    Potete riscontrarmi ? Grazie e saluti
    Giuseppe Librino

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