Ultimo nell’elenco della scheda elettorale, ma vincitore morale nel ricorso al Garante della Privacy. Procede con un’altalena di emozioni la corsa alle primarie per Matteo Renzi, sempre al centro del dibattito che riguarda le consultazioni interne al centrosinistra.

Stavolta, è il Garante della Privacy a dare ragione al sindaco di Firenze, che aveva presentato un esposto all’Authority per la protezione dei dati personali conseguente al regolamento delle primarie approvato all’unanimità dall’assemblea nazionale del Pd.

Il successo, arriva poche ore dopo l’estrazione dei nomi dei candidati alla carica di candidato premier del centrosinistra, che ha visto il segretario Bersani classificarsi primo e lo sfidante Renzi quinto su cinque contendenti.


Insomma, il Garante avrà tolto un po’ di amaro in bocca a Renzi, che non perde occasione per dirsi convinto che le regole per le primarie, così come sono state approvate, non funzionino. “L’Autorità – scrive il Garante in una nota – ha previsto che il Comitato fissi comunque modalità  di conoscibilità dei dati che non diano luogo a quelle forme di diffusione che lo stesso Comitato ha inteso escludere”, e cioè proprio la diffusione online contestata da Renzi e i suoi.

Il Comitato a sostegno del sindaco di Firenze, infatti, aveva presentato un esposto per mettere in evidenza come, con l’albo degli iscritti online, si esponessero gli elettori a un’evidente violazione dei dati sensibili.

Il regolamento delle primarie, a parere dei sostenitori di Renzi, avrebbe la debolezza di essere “interpretato e applicato”, finendo per mettere gli elettori nell’obbligo di “rilascio di un consenso alla diffusione o pubblicazione dei nomi dei sottoscrittori del pubblico appello e degli iscritti nell’albo degli elettori”.

Soprattutto, quello che i renziani stigmatizzavano era come “chiedere come condizione vincolante per la partecipazione, il consenso alla diffusione o pubblicazione di un dato personale certamente sensibile, perché legato alla messa in atto di comportamenti che implicano la manifestazione di opinioni politiche o consistono essi stessi in manifestazione di opinioni politiche”.

Ora, il Garante della Privacy ha esaminato il ricorso e ha trovato fondamenti di verità nell’esposto firmato dai supporters di Matteo Renzi, che, dunque, mette a segno la prima vittoria verso le primarie che si terranno il 25 novembre e il 2 dicembre prossimi.

Qui il documento del Garante della Privacy


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