Ha atteso fino al tardo pomeriggio, mentre i dati piovevano sempre più confortanti. Ma alla fine, è uscito mostrando tutta la sua soddisfazione.

Ho vinto“, ha dichiarato il candidato alla presidenza della Regione Sicilia per Pd, Udc, Mp e Consumatori Rosario Crocetta, formalmente, a questo punto, governatore in pectore.

Artefice di un’alleanza inedita, che ha riunito sotto il suo nome Partito democratico e quell’Unione di Centro che, fino a pochi anni fa aveva governato l’isola assieme al centrodestra, Crocetta non nasconde la sua euforia.


“Sono riuscito nel miracolo di mettere insieme movimenti non politici e partiti. Oggi è cambiata la storia della Sicilia”, ha dichiarato, sottolineando proprio come, alla base della sua affermazione, ci sia l’accordo tra democratici e il partito guidato, a livello nazionale, da Pierferdinando Casini.

Eppure, i numeri non sono ancora sufficienti a garantirgli una maggioranza assoluta all’assemblea regionale siciliana: a fronte di una quota di salvezza di 46 deputati, al momento Crocetta ne vanterebbe solo 41.

“Io non faccio inciuci nè ribaltoni. Cercherò accordi in aula all’Ars. Se non sara’ possibile, torneremo agli elettori“, ha tagliato corto Crocetta.

Intanto, si inizia a delineare anche il quadro degli esclusi dal parlamentino siciliano: a non superare la soglia di sbarramento del 5% anche partiti come Italia dei valori, Sinistra, ecologia e libertà e Futuro e libertà per l’Italia.

Tutto ciò, mentre il partito che ha raccolto più voti in assoluto è il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Davvero uno scossone forte per la politica italiana, non solo per quella locale.

 


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