Un’azione senza precedenti a tutela dello Stato di diritto

Se in una situazione di crisi economica lo Stato comincia a calpestare la certezza del diritto non rispettando esso stesso consapevolmente e per scelta le leggi a discapito degli interessi di coloro che – come i consumatori presi singolarmente – non possono essere in grado di farsi valere, significa che stiamo cominciando a scendere una china pericolosa.

Pagare le tasse, per quanto stiano diventando sempre più gravose, è doveroso. Ma, sia chiaro, solo quelle dovute. E’ invece assolutamente inaccettabile che venti milioni di cittadini siano stati costretti a pagare loro malgrado una tassa sulla tassa e che lo Stato continui a non voler restituire tutti i soldi indebitamente incassati per anni.


E’ per questo motivo che Altroconsumo ha deciso di mettere in campo un’azione in primis a tutela dello Stato di diritto che, per la sua portata – almeno in Italia – non ha precedenti.

IVA sulla TIA, uno scandalo italiano del valore di 2 miliardi di euro

Come già sanno i lettori di LeggiOggi  nel 2009 una sentenza della Corte Costituzionale (Sentenza n. 238 del 24 luglio) aveva stabilito l’illegittimità dell’applicazione dell’IVA sulla TIA (Tariffa di Igiene Ambientale), che in molti comuni italiani ha sostituito la vecchia TARSU, e lo scorso marzo la Cassazione ha ribadito (Sentenza n. 3756 del marzo 2012) che la TIA è a tutti gli effetti un tributo che, come tale non può essere gravato da Iva, cioè da un’altra tassa.

Altroconsumo ha fatto di tutto per convincere il Governo a risolvere la questione ma, nostante la nostra insistenza, questa scelta non è stata adottata. La nostra iniziativa giudiziaria non parte infatti da zero, è il secondo tempo di un’azione con la quale abbiamo riscontrato e toccato purtroppo con mano che c’è il rischio di non vivere più in uno Stato di diritto.

Forte delle 35.000 adesioni alla petizione online, lanciata nel mese di luglio, per chiedere al Governo che fosse approvata una norma che sospendesse una volta per tutte l’applicazione dell’IVA sulla TIA e che si mettessero i consumatori in condizione di poter ottenere automaticamente il rimborso di quanto illecitamente incassato dallo Stato nel corso degli ultimi anni, Altroconsumo ha infatti incontrato il Direttore Generale delle Finanze presso il Ministero dell’Economia. La risposta che abbiamo ricevuto è per molti versi inquietante: lo Stato non rimborserà nulla anche se il Ministero stesso riconosce che i consumatori che hanno pagato l’IVA sulla TIA da un punto di vista strettamente giuridico, avrebbero titolo al rimborso. L’importo totale dell’operazione sarebbe, infatti, pari a circa 2 miliardi di Euro e dal punto di vista del Governo l’interesse generale al rispetto del vincolo di bilancio deve prevalere sul rispetto della legge!

I dettagli della nostra azione

Non possiamo accettare inermi tale sopruso. Se è vero che è giusto ed opportuno tenere sotto controllo i conti dello Stato pare evidente che questo non può essere fatto prevaricando i diritti dei cittadini. I consumatori hanno certamente diritto alla ripetizione dell’IVA versata sulla TIA. Tale diritto è azionabile dinanzi al Giudice ordinario, ogniqualvolta il pagamento sia stato effettuato ad un soggetto privato, come le S.P.A. a controllo municipale cui è prevalentemente affidata, specie nelle grandi città, in concessione, la gestione e la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il diritto alla ripetizione può essere esercitato anche attraverso lo strumento dell’azione di classe ex art. 140 bis Cod. Cons.

E’ per questo che Altroconsumo ha lanciato oggi le prime class actions contro 8 società municipalizzate che gestiscono la TIA:

Municipalizzata Sede della società Bacino di riferimento
AMA Roma Roma Roma
HERA Spa Bologna Emilia Romagna
QUADRIFOGLIO Spa Firenze Toscana
IREN Spa Reggio Emilia Emilia
AAMPS Spa Livorno Livorno
TRENTA Spa Trento Trento/Rovereto
VERITAS Spa Venezia Veneto
CONTARINA Spa Treviso Veneto

Ma il nostro piano di azione non si ferma qui, oltre a lanciare le class actions nei confronti delle suddette 8 società municipalizzate, i cui utenti potranno aderire alla nostra azione, abbiamo anche inviato diffide e minacce di agire ex art. 140 bis Cod. Cons. con richiesta collettiva di ripetizione della TIA non dovuta ad altre 56 municipalizzate su tutto il territorio nazionale e, infine, abbiamo anche diffidato 11 Comuniche gestiscono direttamente la TIA.

Per maggiori informazioni, cliccate qui.


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