La scure dell’austerity, nell’ultima sua forma della Legge di Stabilità per il 2013, di fatto una nuova manovra di tagli complessivi per circa 10 miliardi di euro, torna ad abbattersi sul già precario “Stato Sociale” italiano. In particolare, secondo quanto emerge dagli ultimi dettagli contenuti nella citata legge, ad essere colpiti saranno anche pensioni di invalidità e assegni di accompagnamento, oltre al mondo dell’assistenza (servito in buona misura dalle cooperative sociali) ed alle Onlus, a causa di alcune norme restrittive. Ma procediamo per ordine.

  • Pensioni di guerra e di invalidità

Per queste due categorie di soggetti le pensioni e, nel caso degli invalidi, anche l’assegno di accompagnamento, saranno conteggiate ai fini della valutazione della ricchezza assieme ad altri eventuali redditi e soggette a tassazione a partire dalla soglia minima dei 15.000 euro complessivi annui. La platea complessiva potenzialmente ammonta a 4,7 milioni di persone, anche se sono all’esame dei tecnici “fasce di sicurezza”. Secondo le previsioni del Governo, comunque, su questo fronte i risparmi per il sistema previdenziale pubblico dovrebbero aggirarsi attorno ai 255 milioni di euro all’anno.


  • Assistenza ai disabili

Il Governo intende tagliare i permessi lavorativi retribuiti per i lavoratori del settore pubblico che devono assistere un parente disabile. Di fatto, se l’assistito non è lo stesso lavoratore, il coniuge o i suoi figli, la paga viene dimezzata. Si legge nella relazione tecnica al disegno di legge che l’intenzione è quella di diminuire “la maggiore incidenza percentuale nella fruizione dei permessi nel settore pubblico e ricondurla a livelli fisiologici” (quelli del settore privato). Da questa misura il Governo si attende un risparmio stimato attorno ai 50 milioni di euro annui.

  • Cooperative sociali

Il Governo intende accrescere dall’attuale 4 al 10% l’aliquota di riferimento delle cooperative sociali, un mondo che in Italia impiega oltre 300.000 lavoratori ed offre a circa 5 milioni di cittadini assistenza e servizi nei settori della sanità, dell’assistenza e dell’educazione (specialmente in termini di asili nido). Dall’aumento di questa tassazione l’esecutivo si attende un gettito aggiuntivo di 153 milioni di euro l’anno. Ma i rappresentanti delle cooperative hanno già fatto sapere che l’aggravio dei costi verrà scaricato per un 30% sulle famiglie e per il restante 70% sugli Enti locali per cui effettuano servizi. Il rischio, per il Governo, è quello di avere un gatto che si mangia la coda.

  • Sanità

La Spending Review ha previsto per il settore sanitario tagli orizzontali pari a 600 milioni di euro per il 2013 ed 1 miliardo sia nel 2014 che nel 2015. Ma le ultime manovre correttive di bilancio del 2010, 2011 e 2012 hanno già tagliato 20 miliardi e stanno mettendo il settore in gravi difficoltà.

  • Onlus

La franchigia per le donazioni a favore delle onlus e associazioni di volontariato varie sale dagli attuali 129 a 250 euro: dato che il contributo medio nel 2011 è stato di 210 euro, questa disposizione si prospetta di fatto come un forte disincentivo alle erogazioni liberali che rappresenterà un grave danno soprattutto per il variegato mondo delle associazioni più piccole, ma non per questo di minore utilità sociale (anzi, proprio la loro presenza capillare sul territorio è il loro punto di forza rispetto alle maxi-strutture).

  • 5xmille

La Legge di Stabilità non prevede prevede la stabilizzazione dell’istituto portatore di importanti risorse per il mondo del Terzo Settore, della cultura e della ricerca, né una sua riconferma per il 2013.

  • Esodati

È prevista la creazione di un Fondo apposito per garantire anche nel futuro quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza pensionistico-occupazionale, ma al momento lo stanziamento iniziale è di soli 100 milioni di euro: il rischio è, se non sarà rimpinguato, di garantire un diritto alla tutela previdenziale solo “fino ad esaurimento scorte”.

Voci di protesta si sono levate, come era facile immaginare, dal mondo del Terzo Settore che, per bocca del portavoce del relativo Forum, Andrea Olivero (Acli), ha parlato di “ulteriore ed insensato attacco con ricadute gravissime sulla vita dei cittadini più deboli”. Duro anche il Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha parlato di provvedimenti “di un cinismo insopportabile”.

Un po’ a sorpresa per un Governo solitamente piuttosto uniforme nel tenore complessivo delle dichiarazioni è, inoltre, giunta la parziale contrarietà di un Ministro di grande peso come Elsa Fornero: “Ci sono alcune cose che personalmente non piacciono neanche a me, che richiedono correzioni, lo farò presente al Presidente Monti e al Ministro Grilli”. “Credo che si possa correggere qualcosa, in particolare sulle questioni che riguardano le politiche sociali”, ha infine concluso la titolare del Dicastero del lavoro.


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