Il ministro dell’Istruzione ha parlato e, nel momento in cui lo ha fatto, a molti è venuto il dubbio che sarebbe stato meglio se non lo avesse fatto, nell’intervista rilasciata al Messaggero infatti, il ministro Profumo, ha reso note le linee programmatiche su cui intende basare la riforma della scuola. Il Ministro ha dato la priorità nelle sue dichiarazioni “futuriste”, ma poco futuribili,  al ruolo dei docenti e alla necessità di rivalutarne il ruolo. L’obiettivo preposto sarebbe quello di agganciare la scuola italiana (ma gli stipendi dei docenti no) allo standard europeo.

Per Profumo sinonimo di europeo è flessibile; infatti il primo punto di contatto fra lo stivale e la comunità sarà la nuova flessibilità dell’orario degli insegnanti “nel patto della scuola che andremo a stipulare – dichiara il ministro dell’Istruzione- dovremo avere maggiore flessibilità, e prevedere ad esempio i part time. O l’opposto: lavorare di più, per chi lo voglia fare”. Quindi l’idea meravigliosa e innovativa sarebbe quella di dare “la possibilità agli insegnanti di adattare i tempi di lavoro con quelli della vita: ora lavoro di più perché sto in una fase familiare in cui lo posso e lo voglio fare, ora lavoro di meno perché ho figli piccoli o altre necessità”.

L’incontro con i sindacati per discutere di questi cambiamenti è atteso per l’inizio del 2013 ma visto che ci sembra una data troppo lontana e visto che il nostro quotidiano non ha la stessa fitta agenda del ministro ci siamo decisi ad intraprendere il dialogo prima; infatti qui di seguito riportiamo l’intervista rilasciata da Anna Fedeli, segretaria nazionale della Flc -Cgil, che ci spiega come cambierebbero, in peggio, la scuola italiana i provvedimenti del ministro della Distruzione (ops lapsus freudiano) dell‘Istruzione Profumo.


 

Il concorso a cattedre era davvero necessario? Tutte le perplessità della vigilia si sono palesate in errori grossolani dovuti alla fretta e alla approssimazione con cui sono state fatte le cose, com’ è possibile che un bando concorsuale tanto attesa contenga così tanti errori?

Il concorso a cattedre non era affatto necessario, come la FLC CGIL ha dichiarato da subito. Numeri di precariato stratosferici, esigui posti messi a concorso dimostrano la pretestuosità di una operazione nata per fini propagandistici e non per un progetto di qualità per la scuola pubblica. Poi come abbiamo avuto modo di scrivere più volte la fretta è cattiva consigliera e non certo foriera di operazioni perfette.

Le incongruenze all’ interno del bando, poiché sono state già appurate da più parti, incideranno su errori nella presentazione delle domande di iscrizione del test preselettivo, oppure ci sarà più tolleranza da parte del ministero?

La FLC CGIL ha scritto al Ministero di sanare le incongruenze tra il bando e le procedure di iscrizioni on line e di farlo con gli strumenti normativi adeguati, perché la tolleranza non fa diritto.

Secondo la normativa vigente, è possibile che il concorso abbia cadenza annuale come sostiene il ministro Profumo, o invece si dovrà ricorrere a concorsi ogni tre anni?

Per la normativa vigente il concorso è triennale, per cui una diversa scansione deve essere normata. Ma al di là di questo, a che serve un concorso ogni anno, con quello che costa, se non ci sono posti da bandire. Solo un piano di stabilizzazione che trasformi in diritto l’organico affidato alle supplenze annuali, che restituisca alla scuola capacità progettuale potrà giustificare un intervento sul sistema di reclutamento.

L’aumento, stimato in 6 ore, dell’orario degli insegnanti è un fattore positivo o negativo? L’aumento delle ferie estive di 15 giorni è semplicemente uno dei tanti contentini che il governo sta dando ai cittadini per distrarli dalla durezza dei suoi provvedimenti?

L’orario di lavoro è argomento di natura contrattuale e solo un rinnovo può portare a una sua modifica. Interventi autoritari non denunciano buoni intenti, ma un attacco al cuore del diritto per indebolire la forza sociale della professione docente. L’aumento delle ferie estive è mera demagogia, e comunque anche le ferie sono contemplate dal Contratto Nazionale di lavoro. La FLC CGIL si sta battendo perché si rinnovi il Contratto scaduto ormai da tempo, con pesanti ricadute soprattutto sul fronte salariale.

Per un monte ore più ampio per gli insegnanti che sono già in ruolo ci sarà sicuramente un ritorno negativo per altre categorie, chi è che ci rimette di più con questo provvedimento?

Stiamo parlando di un provvedimento di cui si suppongono gli effetti, certo tutti negativi perché non legati a una progettualità e inseriti di nuovo in un contesto di risparmio sulla spesa pubblica, ma il pensiero corre subito a quel precariato che aspetta da anni il suo turno di stabilizzazione e ancora una volta si vede la strada sbarrata dall’ennesimo provvedimento di taglio ingiustificato.

Il ministro dell’Istruzione Profumo aveva promesso che avrebbe recuperato fondi per la ricerca e che avrebbe contenuto i tagli nella scuola pubblica, le ultime indicazioni rivelano invece un aumento dei tagli. Cos’ è successo?

E’ successo che il Governo Monti non ragiona in termini di investimento e di crescita, ma concependo la spesa pubblica come un peso da eliminare attraverso una razionalizzazione senza senso. In tutti i Paesi civili l’innovazione parte dalla ricerca pubblica, in Italia si parla di ricerca pubblica per tagliarne la spesa. Allo stesso modo la scuola pubblica di “taglio in taglio “ sta perdendo il ruolo che le ha affidato la Costituzione.
La FLC CGIL continuerà la sua battaglia perché la Conoscenza riacquisti nel nostro Paese il ruolo di promotore di sviluppo morale, sociale, economico, nella convinzione che è una battaglia per tutta la società civile .


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