C’è una nuova gerarchia sul podio delle “Big societies” dell’information technology, quotate nella piazza mondiale per eccellenza delle società high-tech, il Nasdaq di New York. È infatti notizia del 2 ottobre che, se la Apple di Tim Cook, che ha ereditato in gestione l’impero di Steve Jobs, rimane in assoluto la prima azienda tecnologica più grande al mondo per capitalizzazione in borsa valori, dall’alto dei suoi 618,1 miliardi di dollari, è avvenuto un significativo avvicendamento tra secondo e terzo posto. Google, con i suoi 249,9 miliardi, ha ufficialmente superato lo storico marchio fondato da Bill Gates negli ormai lontani anni ‘70, Microsoft, rimasto fermo a “soli” 247,2 miliardi.

La rincorsa è durata otto anni, dal debutto di Google al Nasdaq nel 2004, quando il prezzo di partenza di un’azione della società era di 85 dollari. Fin dall’esordio, il nuovo titolo aveva fatto ben sperare, chiudendo la sua prima giornata borsistica con una quotazione di 100,34 dollari. Ma, a differenza del titolo Facebook, andato incontro ad un fallimento sensazionale, Google non si è rivelato un fuoco di paglia. La sua ascesa è stata più misurata, ma costante: in maniera quasi esemplare la crescita del titolo ha sempre accompagnato più o meno di pari passo (fluttuazioni di breve periodo a parte) lo sviluppo della società. È quello che si direbbe un sostanziale rispecchiamento dell’economia finanziaria con l’economia reale. Il 1° ottobre un’azione di Google, da tempo ormai indiscusso primo motore di ricerca al mondo, ha raggiunto i 761,68 dollari.

Salvo macroscopici futuri errori nelle scelte strategiche aziendali, è abbastanza probabile che la tendenza all’aumento del valore del titolo continuerà. Google, detta anche familiarmente “Big G”, ha infatti radici robuste, che le derivano principalmente dall’aver saputo costruire una solida rete di relazioni ed investimenti nei settori di punta e d’avanguardia dell’informatica e delle sue applicazioni di largo consumo.


Se ancora una buona parte dei profitti deriva all’azienda dalle inserzioni commerciali, distribuite per mezzo del motore di ricerca (AdWords) così come negli spazi online e nelle applicazioni software (AdSense), è altresì vero che i due ancor giovani americani fondatori (nel 1998) e guide di Google, Sergey Brin (di origini russe) e Larry Page, hanno saputo investire in innovazione e ricerca in maniera lungimirante, cogliendo e vincendo la grande sfida rappresentata dagli accessi in mobilità.

Risale al 2005 l’acquisto della start up Android, da cui nascerà il futuro sistema operativo leader (con una quota di mercato oggi pari al 64%) nel settore degli smartphone. Ma nella cosiddetta “Galassia Google” rientra anche Youtube che, dopo anni in perdita, ha recentemente iniziato a realizzare profitti. Senza dimenticare il ruolo pionieristico giocato dall’azienda nel cloud computing per l’archiviazione e l’elaborazione di dati, come dimostrano le applicazioni software ora incorporate nel Google Drive, poi il browser Chrome ed il sistema operativo Chrome Os.

Previsto dai maggiori analisti finanziari con un certo buon grado di probabilità, il superamento di capitale di Microsoft ad opera di Google rappresenta simbolicamente la sempre maggiore influenza che, nell’odierna società dell’economia digitale, esercitano il rapido reperimento delle informazioni e la messa in comunicazione di domanda e offerta.

Ma la Microsoft Corporation presieduta dal vecchio Bill Gates, come tutti gli autentici grandi classici, non perde il suo smalto ed ha ancora occasioni per tentare il proprio rilancio. A partire dalla fine di ottobre 2012, quando presenterà il proprio nuovo sistema operativo, Windows 8, ed il tablet Surface.


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